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Calcio

Auteri al lavoro da giorni sulle palle inattive: il tecnico prova a correggere un difetto di fabbrica

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Nella stagione regolare, se c’è un aspetto riguardo al quale il Benevento non ha di certo brillato sono state le palle inattive. Il Mattino riferisce che “per tale ragione Auteri in questi giorni (nel ritiro di Roma come pure a Benevento) si è soffermato parecchio sulle situazioni da calcio da fermo. I giallorossi hanno mostrato lacune evidenti nel gioco aereo sia nella fase offensiva che difensiva, come pure una ridotta capacità nello sfruttare i calci piazzati e nel contrastare quelli calciati dagli avversari. Sfumature che il tecnico, arrivato in corsa a fine dicembre, non ha avuto il tempo di curare.

In vista dei playoff tuttavia, l’allenatore non intende lasciare nulla al caso. E così sta provando a correggere alcuni di quei difetti congeniti che la squadra si ritrova dalla scorsa estate.

Come ad esempio la scarsa vena realizzativa dei difensori, sempre poco pericolosi su calci franchi. Berra ha messo a segno due reti in campionato, Capellini soltanto una, Terranova addirittura nessuna, Masciangelo una. A quota due ci sarebbe pure Pastina che però è ancora in fase di riabilitazione e sarà costretto a dare forfait. Basti pensare che nella Juve Stabia il solo Bellich l’ha messa dentro per ben 8 volte, Mignanelli 4, più una a testa Baldi e Folino, per cui il contributo della retroguardia è stato di 12 marcature contro le 11 dell’Avellino (3 Liotti, 3 Ricciardi, 1 Cionek, 1 Frascatore, 1 Mulè, 1 Rigione e 1 Tito) e le appena 6 del Benevento. E’ un po’ tutta la squadra che ha fatto registrare difficoltà sulle palle alte e sui colpi di testa, nell’elevazione e nello stacco, perché pure gli attaccanti hanno fatto spesso cilecca sotto porta. Un segmento su cui bisognerà concentrarsi molto perché in post-season le palle inattive, soprattutto quando la tensione si farà sentire e le partite tenderanno a ristagnare, potranno rivelarsi decisive. Sarà importante anche riuscire a capitalizzare i corner o magari a rendersi pericolosi sugli stessi, conquistandone il maggior numero possibile”.

“Il Benevento è quarto nel girone C (dietro solo ad Avellino, Catania e Crotone) e tredicesimo di tutta la Lega Pro – scrive il quotidiano – per numero di corner ottenuti (con una media di 5 a gara) ma di questi ne è riuscito a trasformare in gol davvero pochi. Auteri sta cercando di apportare correttivi laddove potrà ma è evidente che trattandosi, in parte, di un problema endemico, non potrà sicuramente fare miracoli. Il Benevento dovrà insistere su quella che è la sua arma principale e cioè la coralità e l’attitudine a creare occasioni sfruttando il gioco e la manovra. Per quel che riguarda i tiri da fermo si potrà migliorare mettendo mano a qualche dettaglio, studiando accuratamente movimenti e posizionamenti degli avversari, come i portieri sistemano gli uomini in barriera, quanti difensori attaccando e difendono la propria area di rigore e quella dei dirimpettai”.

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