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Calcio

Calcioscommesse, parola alla Giustizia Sportiva: attesa per la sentenza di primo grado su Pastina e Letizia

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Oggi la nuova udienza, dopo il rinvio dello scorso 11 luglio, dell’inchiesta sportiva sul calcioscommesse che vede coinvolti i tesserati del Benevento Christian Pastina e Gaetano Letizia, e due ex giallorossi, il sannita Enrico Brignola del Catanzaro e Francesco Forte dell’Ascoli.

Appuntamento alle 10.30 dinanzi alla Sezione Disciplinare del Tribunale federale nazionale, presieduta da Carlo Sica. Come elemento in più rispetto all’ultima volta, l’acquisizione della dichiarazione testimoniale di una persona coinvolta nella vicenda, il giovane di San Salvatore Telesino Pasquale Pio Covino, che nulla centra col procedimento sportivo, ma è considerato dalla Procura di Benevento il collettore dei soldi e delle puntate per conto dei calciatori stessi.

La Procura ha chiesto un anno di squalifica di cui sei mesi commutati in servizi sociali per Francesco Forte, 3 anni e 6 mesi per Letizia, 3 anni per Brignola, 3 anni di cui uno commutato in servizi sociali per Pastina. Il collegio giudicante (composto, oltre che dal presidente Sica, dal vice Pierpaolo Grasso, e dai componenti Gianmaria Cammici, Francesca Paola Rinaldi, Valentina Ramella e Giancarlo Di Veglia, quest’ultimo rappresentante dell’Associazione Italiana Arbitri) ora, acquisite le richieste della Procura, può accogliere del tutto, parzialmente o non accogliere per niente le richieste della Procura. In caso di condanna vanno attese le motivazioni (tra 10 giorni) per poter inoltrare ricorso alla Corte d’Appello federale. Resta poi il terzo e ultimo grado di giudizio rappresentato dal Collegio di Garanzia del Coni.

I club nel caso i calciatori venissero sanzionati con un provvedimento superiore a 6 mesi, avrebbero anche la facoltà di chiedere una riduzione dei compensi (portandoli al minimo sindacale) se non addirittura la risoluzione del contratto per giusta causa (ma per quest’ultima ipotesi bisognerà attendere la sentenza definitiva e quindi gli eventuali tre gradi di giudizio). Le società avrebbero facoltà di chiedere anche l’esclusione temporanea dagli allenamenti o dalla preparazione precampionato con la prima squadra.

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