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Calcio

Calcioscommesse: il 10 settembre l’udienza dinanzi alla Corte Federale d’Appello per Pastina, Forte, Letizia e Brignola

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Fissata l’udienza davanti alla Corte d’Appello federale per la vicenda calcioscommesse. Come riporta Il Mattino “Appuntamento per il giorno 10 settembre alle ore 16.00 a Roma per discutere i ricorsi della Procura Figc contro le assoluzioni dello stesso Letizia e di Brignola e dei legali di Pastina e Forte avverso le squalifiche di due anni (per il primo) e 9 mesi (per il secondo)”.

La Procura della Figc aveva depositato qualche settimana fa il ricorso in Corte d’Appello contro i proscioglimenti di Letizia e Brignola. Stessa cosa avevano fatto i legali di Pastina e Forte contro le squalifiche comminate ai loro assistititi, rispettivamente di 2 anni e 9 mesi. L’organo di seconda istanza, a far data dalla presentazione dei reclami (avvenuta prima del 14 agosto) aveva 30 giorni di tempo per fissare la data e l’orario dell’udienza, che, come previsto, si terrà il 10 settembre.

C’è da ricordare che le tesi della Procura Figc, che per Letizia e Brignola aveva chiesto 3 anni e mezzo al primo e 3 al secondo, si erano in pratica liquefatte come neve al sole in prima istanza: i due sono stati prosciolti da tutte le accuse. Pastina e Forte hanno pagato per tutti, perché le prove dicevano che il primo aveva scommesso in 141 circostanze su partite di calcio, il secondo 7 volte. Due anni e 15 mila euro di ammenda al difensore di Battipaglia, 9 mesi e 6 mila euro di multa al centravanti romano. Un epilogo inatteso soprattutto alla luce delle ipotesi della Procura, totalmente ribaltate dalla Sezione Disciplinare del Tfn (collegio giudicante composto, oltre che dal presidente Sica, dal vice Pierpaolo Grasso, e dai componenti Gianmaria Cammici, Francesca Paola Rinaldi, Valentina Ramella e Giancarlo Di Veglia, quest’ultimo in rappresentanza dell’Associazione Italiana Arbitri) che non ha neppure tenuto in considerazione le dichiarazioni spontanee rese da Pastina, che aveva spiegato come il suo conto gioco fosse in realtà anche nella disponibilità di Letizia. Una volta arrivate le motivazioni della sentenza, sia la Procura federale che i due calciatori hanno deciso di proporre appello alla Caf.

Si era capito che la richiesta di audizione del teste Covino da parte del Tribunale federale nazionale, era da leggere come un punto in favore degli avvocati difensori, soprattutto quelli di Letizia e Brignola. Ovvero i due a carico dei quali, stando agli atti in possesso della Procura federale, non risultano evidenze di scommesse sul calcio. Prevedibile anche il fatto che il giovane di San Salvatore Telesino, indagato dalla Procura di Benevento in qualità di presunto collettore di soldi e puntate, non si presentasse a deporre in un procedimento con il quale nulla aveva a che vedere, non essendo un tesserato.

Secondo il Collegio giudicante “il deferimento che ha dato avvio al procedimento, fondato esclusivamente su alcuni degli atti del processo penale promosso dalla Procura di Benevento, non risultando ancora esaurita la fase di indagini, appare parzialmente carente sotto alcuni profili e, in particolare, sotto quello dell’individuazione degli addebiti contestati ad alcuni dei deferiti e, più precisamente, dell’accertamento delle singole partite di calcio sulle quali costoro avrebbero scommesso in violazione del disposto dell’art. 24, commi 1 e 2, del CGS”.

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