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Calcio

La Grande Bellezza: il Benevento si gode il momento senza esaltazioni, ma la strada intrapresa è quella giusta

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“La grande bellezza”. Così titola Il Mattino che racconta come il Benevento si stia godendo la prova più che convincente ma senza eccessive esaltazioni.

“Auteri è stato chiaro in conferenza stampa – spiega il quotidiano -: azzerare tutto e ripartire col medesimo approccio perché domenica c’è una sfida altrettanto insidiosa a Bari contro il Team Altamura, formazione che è ancora quota zero ma immeritatamente”.

“C’è tuttavia da sottolineare – rileva il giornale – la prestazione superlativa di tutta la squadra, nessuno escluso, tra chi ha giocato e chi è subentrato. La cosa che ha fatto la differenza è che la gente allo stadio si è divertita a prescindere dal risultato. Il progetto imperniato sui giovani voluto da Vigorito sta dando i suoi frutti con il giusto mix tra calciatori scafati e meno esperti, ma vogliosi di mettersi in vetrina e dimostrare il proprio valore. Bene Nunziante e Perlingieri, benissimo Prisco e Talia, esordio nei pro per Sena. Acampora un crack, grazie alla intuizione di Auteri di piazzarlo tra le linee riducendone il raggio d’azione per via dell’autonomia limitata, ma tenendolo vicino alla porta, dove può far più male. Oukhadda lo stantuffo, il percussore di cui questa squadra aveva bisogno: fisicità, ampia falcata, spirito di sacrificio, precisione e potenza nei cross, capacità di accompagnare sempre l’azione e di interpretare le diagonali difensive”.

“Secondo assist per Perlingieri, primo per Lamesta. E il gol di Manconi, il quarto – precisa l’articolo – è di capitale importanza, perché è quello che sblocca gli attaccanti, che fino a quel momento non erano ancora andati a segno. Il coronamento di un’ottima prestazione dell’ex Modena che giocato nella posizione a lui più congeniale (quella di esterno offensivo di sinistra), ma poi ha insaccato con una giocata e un movimento da centravanti vero. Il Benevento conferma di essere una squadra in grado di fare qualunque cosa quando fraseggia palla a terra”.

“Combinazioni rapide, dai e vai, triangolazioni strette, riaggressione e ripartenze, col comun denominatore della sfera che viaggia veloce su un manto perfetto. Non siamo di fronte ad un possesso palla sterile, al classico “tique taque” fine a se stesso – conclude Il Mattino – ma ad uno sviluppo della manovra che consente di arrivare, sempre, all’area di rigore avversaria, che sia attraverso l’ampiezza o sfondando per vie centrali, non fa alcuna differenza. Il 4-2-1-3 del secondo tempo di Catania come espressione di continuità, due martelli sulle corsie, il doppio regista (Talia-Prisco) e il guastatore Acampora, i tre attaccanti in linea hanno sorpreso il Potenza che si aspettava tutt’altro Benevento. Siamo sulla strada giusta, ma, come giustamente dice Auteri, bisogna guardare avanti e resettare. Anche perché prima o poi arriveranno pure le difficoltà, ci sono ancora meccanismi da oliare e situazioni di gioco da perfezionare. Là dietro non si può prendere gol al primo affondo degli avversari e quando i campi perfidi e al limite della norma del girone C non permetteranno di dominare il palleggio e orchestrare la circolazione, bisognerà trovare soluzioni diverse e vincere partite sporche, compensando magari il gap in termini di struttura con la fame, l’aggressività, l’intensità, la fluidità e la coralità”.

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