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Calcio

Zero controlli ai varchi, tornelli aperti, tifosi ospiti liberi di introdurre un arsenale: al Vigorito il remake del derby con l’Avellino

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“Grazie ad un gol di Mattia Viviani alla mezzora della ripresa, il Benevento si aggiudica il derby e consolida il primo posto in classifica allungando sulle dirette inseguitrici (tiene il passo dei giallorossi solo il Cerignola staccato di 4 punti), ma le intemperanze dei tifosi della Casertana prima e durante il match macchiano una giornata di sport e di sano confronto”. Lo riporta Il Mattino.

“I disordini – racconta il quotidiano – sarebbero scoppiati già sulla Statale 372 “Telesina”: la carovana di auto, mini-van e pulmini con a bordo i 323 supporters rossoblù, proveniente dalla Fondo Valle Isclero, una volta arrivata in prossimità di via Avellino (a poche centinaia di metri dallo stadio “Vigorito”), decideva di interrompere la marcia per proseguire verso lo stadio in corteo a piedi. Le Forze dell’Ordine che fungevano da scorta glielo impedivano e nella concitazione si sarebbero verificati anche dei danneggiamenti”.

“Dopodiché – prosegue l’articolo – gli ultras venivano accompagnati nel piazzale antistante il settore ospiti e fatti entrare tutti in una volta (quindi niente passaggi per i tornelli, tantomeno controlli all’ingresso da parte degli steward) al minuto 19 del primo tempo. Non appena mettevano piede sulle gradinate della Curva Nord, cominciava il lancio di torce e bombe carta sul terreno di gioco. Il portiere giallorosso Nunziante era costretto a lasciare in fretta e furia l’area di competenza a e a rifugiarsi a centrocampo per non essere colpito e non finire stordito dalle esplosioni. Lo stesso facevano i difensori del Benevento e gli attaccanti della Casertana che erano posizionati nella metà campo sannita. L’arbitro Zanotti di Rimini sospendeva la partita con effetto immediato, mentre continuava a piovere di tutto sul manto erboso, che risulterà poi anche seriamente danneggiato con diverse zolle bruciate. Lo speaker richiamava più volte all’ordine la tifoseria ospite, ricordando che se le intemperanze fossero continuate, il direttore di gara, avrebbe anche potuto interrompere la sfida in modo definitivo. La situazione si placava dopo quasi 6 minuti, ma soltanto perché il materiale pirotecnico che i supporters rossoblù erano riusciti ad introdurre all’interno dello stadio, si era esaurito e non c’era più niente da riversare sul rettangolo verde”.

“Al “Vigorito” – sostiene il giornale – erano presenti numerosissime famiglie con bambini piccoli, terrorizzati dalle ripetute deflagrazioni e dal clima di tensione che si era venuto a creare. La diretta su RaiDue peggiorava la situazione perché molti genitori e parenti dei presenti allo stadio, angosciati per quanto si stava verificando, si preoccupavano per l’incolumità dei propri cari”.

“Corsi e ricorsi storici: in pratica – sottolinea Il Mattino – è accaduto più o meno quello che era successo lo scorso anno nel derby contro l’Avellino, quando i sostenitori biancoverdi, oltre ad essere diverse centinaia in più rispetto ai biglietti venduti scaraventarono sul campo un vero e proprio arsenale (di portata decisamente superiore a quello scagliato dai tifosi della Casertana) introdotto con estrema facilità grazie ai superficiali e pressoché inesistenti controlli agli ingressi”.

“La partita – conclude il giornale – è rimasta a lungo bloccata e in equilibrio nonostante il possesso palla prolungato del Benevento: la Casertana se l’è giocata col sangue agli occhi e nell’unico modo possibile, ovvero imbrigliando i sanniti con 10 uomini piazzati dietro la linea della palla, affidandosi esclusivamente alle ripartenze. Benevento pericoloso nel primo tempo con Simonetti dopo pochi secondi (tocco alto sottomisura), e le conclusioni di Prisco e Talia neutralizzate da Zanellati. Decisivi i cambi di Auteri che ha messo dentro tutta la potenza di fuoco di cui disponeva. Miglior occasione dei falchetti con Paglino in apertura di ripresa (Nunziante super), poi la rete di Viviani di testa su tracciante di Lamesta e diverse occasioni per il raddoppio sciupate da Lanini e dallo stesso Viviani”.

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