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Calcio

Il Benevento non sa più vincere e nemmeno segnare: a digiuno di gol da 200 minuti. La cura Pazienza per adesso non sortisce effetti

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“Altro che guarigione. Il Benevento è finito dritto in terapia intensiva, seppellito sotto un cumulo di fragilità. La cura Pazienza, almeno per adesso, non ha sortito alcun effetto. La squadra giallorossa non solo non sa più vincere, ma non è capace nemmeno di segnare. Quinta gara di fila senza successi, tre soli punti conquistati, 200 minuti senza far gol. Un vero e proprio calvario che non accenna ad interrompersi”. Lo scrive Il Mattino. 

“Il morale dei giocatori – prosegue il giornale – è sotto terra. D’altro canto, bastava guardare le facce di ognuno di loro al rientro in campo dagli spogliatoi, prima dell’inizio del secondo tempo a Biella, per capire che nella ripresa non sarebbe cambiato nulla: assaliti dalla paura, quasi terrorizzati per essersi ritrovati sotto di due gol contro una banda di ragazzini con due soli over (Scaglia e Guerra, decisivi entrambi). Sono bastati due schiaffi in pieno volto per andare al tappeto e non avere più la forza di rialzarsi. Niente di nuovo per un gruppo capace di liquefarsi nell’arco di 20 giorni, che adesso rischia di disintegrare quanto prodotto in cinque mesi. Ancora nulla è perduto, ma la strada imboccata è quella verso il punto non ritorno. Non sempre nel calcio esistono spiegazioni a determinati accadimenti. In questo caso però, ci sono scelte e azioni che di sicuro hanno contribuito a generare questo status. La conseguenza della sconfitta con la Juventus Next Gen è stata il ritiro (punitivo o chiamatelo come vi pare) da oggi fino a sabato. Un provvedimento che in teoria dovrebbe condurre ad una reazione sul campo nella sfida contro il Messina”. 

“Qualche dubbio, francamente, sovviene. Anche perché, di solito (non è automatico ma spesso si verifica), quando c’è un avvicendamento in panchina, nella gara immediatamente successiva, dove nessun tecnico subentrato ha il tempo per incidere, si crea una sorta di effetto placebo che porta in dote una buona prestazione e in taluni casi pure una vittoria. La famosa scossa, al “Pozzo-La Marmora”, non c’è stata. Il timore che l’elettroencefalogramma sia piatto – aggiunge il quotidiano – comincia a diffondersi. Alcuni segnali vanno in quella direzione, a cominciare dal capitano che si prende il secondo giallo, per un fallo a centrocampo e a risultato ormai acquisito, ben sapendo che tre compagni di reparto sono già out per infortunio e un altro è reduce da un intervento. Per proseguire con la prestazione ai limiti della decenza degli attaccanti, da Lanini a Lamesta, passando per Perlingieri. E finire con un portiere sempre poco reattivo sulle conclusioni, che incassa reti al primo tiro in porta. Le dichiarazioni di Pazienza nel dopogara sono emblematiche: “Non mi è piaciuto l’atteggiamento”. Vuol dire che nella testa non c’è stato alcuno switch”. 

“Lo avevamo detto: cinque partite abbordabili – incalza l’articolo – in cui i nodi verranno al pettine. La prima è andata, ne restano quattro. Il vero potenziale di questa squadra Dr. Jekyll e Mr. Hyde emergerà la sera del 9 marzo. Si tirerà una linea, e si capirà ciò che vale. Ovvero se è stata sopravvalutata oppure ha risorse sufficienti per ambire ancora al primo posto. Nel frattempo dalla sfida di Biella qualcosa si è intravisto, ma è presto per dire se si tratti di messaggi positivi. Il centrocampo a tre ha dato più equilibrio ma l’ha indotta a giocare sotto ritmo, sembrava essere tornati ai tempi di Andreoletti. Ci sono squadre che giocando sotto ritmo ottengono grandi risultati, è un’arte anche quella. Dipende dai punti di vista. Nel frattempo col Messina il rischio è di ritrovarsi con gli uomini contati in difesa. Da valutare Capellini, Ferrara e Oukhadda. La buona notizia (se tale si può definire) è che Meccariello ha ripreso a correre (ma sono trascorsi solo una decina di giorni dall’intervento. Oggi se ne saprà di più, ma con Berra squalificato, Pazienza contro i siciliani avrà a disposizione solo Veltri, Viscardi e Tosca e qualcosa dovrà inventarsi”.      

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