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Calcio

Catania frena, Salernitana a picco: per il Benevento domani occasione d’oro per portarsi a +2 e +6. Ma col Crotone niente scherzi

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Il Benevento ha la chance d’oro di allungare sulle dirette contendenti, ovvero sul Catania frenato a Foggia sull’1-1 e sulla Salernitana che inciampa a Siracusa (sconfitta per 3-1). I giallorossi, se dovessero battere il Crotone, si ritroverebbero a +2 sugli etnei e addirittura a +6 sui granata dopo il primo turno del girone di ritorno. Un bel vantaggio da amministrare oltre alla opportunità di rimettersi da soli in testa alla classifica del girone C per la prima volta a distanza di un anno.

L’impatto con il 2026 lascia più rimpianti che sorrisi in casa Catania. Allo Zaccheria finisce 1-1 contro il Foggia, un pareggio che racconta di un’occasione sprecata: i rossazzurri creano di più, ma pagano a caro prezzo la scarsa concretezza e si ritrovano a rincorrere dopo aver sfiorato più volte il vantaggio. Il gol di Bevilacqua sembra complicare tutto, l’autorete di Buttaro rimette in equilibrio la sfida, ma il punto finale non basta a cancellare la sensazione di una partita che poteva e forse doveva avere un epilogo diverso. Un avvio di girone di ritorno che non può lasciare pienamente soddisfatti, né per risultato né per resa complessiva.

Allo stadio Zaccheria si parte con le scelte ufficiali dei due allenatori per la prima giornata del girone di ritorno del campionato di Serie C, girone C. Il Foggia di Enrico Barilari si dispone con il 4-3-3: tra i pali Perucchini, linea difensiva composta da Buttaro, Minelli, Rizzo e Morelli; a centrocampo Garofalo, Castorri e Oliva; in avanti il tridente con Winkelmann e D’Amico larghi a sostegno di Bevilacqua. In panchina Magro, Borbei, Nocerino, Fossati, Petermann, Sylla, Agnelli, Castaldi e Pellegrino. Risponde il Catania di Domenico Toscano con il 3-4-2-1: Dini a difesa della porta, terzetto arretrato formato da Pieraccini, Di Gennaro e Celli; sugli esterni Casasola e Donnarumma, in mezzo Quaini e Di Tacchio; sulla trequarti D’Ausilio e Jimenez a supporto dell’unica punta Forte. A disposizione Bethers, Coco, Rolfini, Stoppa, Raimo, Doni, Corbari e Martic. In tribuna restano Caturano, fermato da uno stato influenzale, e il neoacquisto Bruzzaniti, preservato per precauzione non avendo ancora svolto il primo allenamento in gruppo. La direzione di gara è affidata a Lucio Felice Angelillo della sezione di Nola, coadiuvato dagli assistenti Alessandro Rastelli di Ostia Lido e Andrea Romagnoli di Albano Laziale. Quarto uomo Antonio Di Reda di Molfetta, FVS a Emanuele Fumarulo della sezione di Barletta.

I rossazzurri sfiorano subito il vantaggio al 6’: D’Ausilio inventa per Casasola, che calcia a colpo sicuro ma trova il salvataggio provvidenziale sulla linea del centrale rossonero. È il primo brivido di una gara che si accende presto. Al 9’ arriva il primo cartellino giallo del match, sventolato a Quaini, mentre il Catania continua a rendersi pericoloso in transizione. Al 12’ Jimenez prova la conclusione dal limite dopo un contropiede rapido, Perucchini risponde presente. Un minuto più tardi ancora rossazzurri: cross di Jimenez e colpo di testa di Forte, che sfila di poco sopra la traversa. Dopo una fase più attendista, la squadra di Toscano torna a bussare con insistenza. Al 28’ splendida percussione di D’Ausilio, che serve Jimenez nel cuore dell’area: il destro dell’italo-spagnolo esce di un soffio. Al 32’ episodio da moviola nell’area del Foggia: l’azione viene rivista al FVS, al 33’ non viene assegnato alcun calcio di rigore ai rossazzurri. Il Foggia cresce sul piano del palleggio, ma al 36’ il Catania colpisce ancora in ripartenza con D’Ausilio, il cui tiro forte e rasoterra viene neutralizzato da Perucchini. Poco dopo, al 38’, ammonizione per Di Tacchio. Al 40’ sono i padroni di casa ad andare a un passo dal gol: Garofalo trova lo spazio giusto, ma Pieraccini salva tutto quasi sulla linea. Anche in questo caso l’azione viene controllata al FVS per un possibile rigore (presunto fallo di Celli), ma al 43’ l’arbitro lascia correre. Nel finale arriva un altro giallo, al 44’, per Celli. Concessi cinque minuti di recupero, il punteggio non si sblocca: si va all’intervallo sullo 0-0, al termine di un primo tempo vivace, fatto di occasioni, ribaltamenti di fronte e decisioni arbitrali al microscopio.

Si riparte al 46’ con un cambio immediato nel Catania: Corbari prende il posto di Quaini, mossa con cui Toscano prova a dare nuova linfa alla mediana. Al 51’ è Casasola a rendersi pericoloso, servito da Jimenez: l’esterno calcia, Perucchini si oppone con sicurezza. Tre minuti più tardi il Catania va a un passo dal gol con D’Ausilio, che disegna un tiro-cross insidioso, deviato e per poco non beffa il portiere rossonero. Il momento favorevole ai siciliani prosegue e al 57’ arriva un’altra occasione clamorosa: Di Gennaro svetta su cross di D’Ausilio, ma il pallone sorvola la traversa di un soffio. Gol mancato, gol subito. Un minuto dopo, al 58’, il Foggia colpisce a conclusione di un’azione confusa: palla a Bevilacqua, che non sbaglia e con un bel tiro al bolo batte Dini, firmando l’1-0 per i pugliesi e facendo esplodere lo Zaccheria. Il Catania non accusa il colpo e prova a riorganizzarsi subito dopo il vantaggio rossonero. Al 63’ Toscano cambia ancora: Rolfini entra al posto di D’Ausilio, scelta che si rivelerà immediatamente decisiva. Al 65’ arriva infatti il pareggio del Catania. Proprio Rolfini si inserisce con tempismo calcia un pallone velenoso, la palla viene rimessa al centro dopo una deviazione e Buttaro, nel tentativo di anticipare gli avversari, devia nella propria porta: autogol e risultato sull’1-1, con i rossazzurri che rimettono in equilibrio la gara allo Zaccheria. Il match resta acceso e nervoso. Al 67’ Pieraccini viene ammonito, l’episodio finisce sotto la lente del FVS per un possibile cartellino rosso allo stesso difensore etneo. Dopo la revisione, però, al 69’ arriva la decisione definitiva: nessuna espulsione, si resta in undici contro undici. La partita entra nell’ultima fase con continui cambi e un’intensità che non cala. Al 72’ il Catania torna a farsi vedere in avanti: Rolfini lavora un buon pallone e fa da sponda per Forte, la cui conclusione viene però respinta da un attento Perucchini. Tre minuti più tardi è ancora l’attaccante rossazzurro a provarci con un tiro potente, ma il portiere del Foggia si conferma decisivo. Barilari corre ai ripari e al 76’ ridisegna il Foggia con un doppio cambio: fuori Morelli e Castorri, dentro Castaldi e Nocerino. I pugliesi inseriscono ancora nuove energie: all’84’ esce Winkelmann per Petermann, mentre all’85’ Bevilacqua, autore del gol, lascia il campo a Fossati. Nel finale Toscano risponde con l’ultimo avvicendamento: all’88’ Stoppa prende il posto di Di Tacchio, mossa offensiva in vista degli ultimi assalti. Al 90’ il Foggia va vicino al nuovo vantaggio con Nocerino, che trova lo spazio per la conclusione ma manda il pallone di poco a lato. Il quarto uomo segnala sette minuti di recupero, durante i quali le due squadre provano fino all’ultimo a rompere l’equilibrio, ma il risultato non cambia, da segnalare solo un’ammonizione a D’Amico e un tiro senza pretese di Pieraccini. Allo Zaccheria la sfida tra Foggia e Catania si chiude sull’1-1, con un punto a testa al termine di una gara intensa e ricca di episodi.

Inizia con una sconfitta il 2026 della Salernitana che si arrende per 3-1 al Siracusa. Trasferta sfortunata in Sicilia per la squadra allenata da mister Raffaele che nonostante lancia dal primo minuto i due nuovi acquisti Berra e Carriero non riesce a portare a casa punti importanti per restare a contatto con il vertice della classifica.

Pronti via e i granata vanno subito sotto. È quando i siciliani sbloccano la gara con un preciso tiro di Di Paola che si insacca nell’angolino. La Salernitana sembra frastornata e al 6′ rischia anche di capitolare un’altra volta: mancata intesa tra Berra e Donnarumma, il difensore anticipa il portiere in uscita ma serve Di Paolo che mette fuori a porta vuota. La reazione della squadra ospite non arriva e al 18′ è ancora Siracusa che sfrutta un’indecisione di Longobardi che con uno stop errato serve Valente che va alla conclusione in diagonale ma Donnarumma devia e si salva. Quattro minuti più tardi dal nulla la salernitana trova il pari, ma l’arbitro annulla perché il pallone era uscito oltre la linea laterale: mister Raffaele non ci sta, protesta e raccoglie il cartellino rosso. È però sempre il Siracusa afre la partita e al 40′ trova il meritato raddoppio: Villa perde palla su Di Paolo, il trequartista serve Contini al limite dell’area, prende la mira e calcia in porta per segnare il 2-0. Prima di andare negli spogliatoi però la Salernitana riduce le distanze grazie ad Achik che con un tiro a giro infila la palla all’angolo per il 2-1.

La ripresa però inizia così come è iniziata la partita cola squadra siciliana che trova il terzo gol. È il 49′ quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo il pallone che arriva al limite per Candiano che beffa Donnarumma con un tiro all’incrocio dei pali. La Salernitana prova a reagire e al 63′ va vicino a riaprire la gara con Iervolino che però colpisce la traversa. Quattro minuti però i granata restano in dieci uomini per l’espulsione di Arena. A quel punto con un uomo in più il Siracusa gestisce la contesa e si porta a casa l’intera posta in palio. Alla Salernitana non resta che leccarsi le ferite e voltare subito pagina.

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