Calcio
Il doppio ex Eramo: “La Strega non dovrà prendere la gara col Crotone sotto gamba. Col Catania sarà testa a testa fino alla fine”
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Mirko Eramo fu uno dei pochissimi ritocchi – l’altro fu Viola – del mercato invernale del 2017. Il centrocampista arrivò dalla Sampdoria e si inserì subito nel 4-2-3-1 di Baroni, giocando da esterno mancino, come Simonetti nell’attuale Benevento di Floro Flores. Continuità e rendimento, l’apporto di Eramo fu decisivo per la promozione in A, arrivata via playoff: ad inizio anno, il Benevento era terzo in classifica, a meno cinque dalla vetta. Nel 2023 Eramo ha detto basta col calcio, dopo l’esperienza all’Ascoli; la maglia del Crotone, prossimo avversario della strega, è quella che ha indossato più volte in carriera (109), dal 2010 al 2013. Ora l’ex Trapani ed Entella è responsabile delle formazioni Under 15 e Under 16 nel settore giovanile del Bari e ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Mattino.
Benevento primo in classifica, Crotone che sembra pronto a smobilitare in questo mercato di gennaio. Ma il ritorno in campo dopo la sosta è sempre un’incognita…
“Non è mai semplice tornare in campo dopo uno stop, ci possono essere risultati strani e possono cambiare gli equilibri del torneo. La situazione societaria del Crotone potrebbe distogliere l’attenzione sulla partita: il Benevento non dovrà prenderla sotto gamba, perché ha tutto da perdere. Mi dispiace per il Crotone, perché conosco bene il presidente e i sacrifici che ha fatto per portare il calcio ad alto livello nella piazza. Probabilmente è stanco di dover fare tutto da solo e non avere aiuti”.
La promozione in cadetteria sarà affare a due?
“Un primo bilancio potrà essere fatto a marzo, per capire chi potrà arrivare fino in fondo e chi no. Certamente sia Benevento che Catania hanno una loro identità. I giallorossi sono una squadra che diverte, segna tanto e gioca bene, i rossazzurri sono più esperti, solidi e concreti”.
Salernitana, Cosenza e Casertana. Una di queste tre può insidiare il duo di vetta?
“La Salernitana può fare un mercato importante, alla pari di Benevento e Catania. Credo che i granata possano tenere il passo promozione. Onestamente, penso che per Cosenza e Casertana potrebbe essere più difficile restare attaccate alla vetta”.
Nove anni fa lei arrivò in un Benevento già rodato, inserendosi alla perfezione e ritagliandosi il suo spazio…
“Paradossalmente è più difficile fare mercato, quando le cose vanno bene: basta una scelta sbagliata per rompere il giocattolo. Quando hai tanto da cambiare, c’è meno margine di errore. Il direttore Carli è molto bravo e farà le scelte giuste. Io mi inserii bene, perché la squadra aveva una sua fisionomia e trovai un allenatore bravo ed un gruppo unito. Anche ora i calciatori più esperti dovranno aiutare ad inserirsi chi arriverà. Il Benevento attuale è abbastanza completo in tutti i reparti, non c’è un ruolo particolare dove c’è necessità. Probabilmente la società vorrà provare a migliorare nelle alternative”.
Per caratteristiche e duttilità, Simonetti le assomiglia?
“Avere calciatori che possono fare più ruoli è un vantaggio per gli allenatori, che possono variare modulo, anche a partita in corso. Io non avevo una caratteristica predominante, ma poteva fare tutti i ruoli; Baroni mi mise in varie zone del campo. Simonetti sa adattarsi e può essere solo positivo, oltretutto è anche uno che vede la porta. C’è pure Manconi dietro la punta, un po’ come giocava Falco nel 2017”.
Nella seconda parte del campionato 2016/17 fu fondamentale la spinta del pubblico per farvi conquistare la Serie A. Anche oggi la piazza dovrà giocare la sua parte?
“In Serie C ci sono piazze, come appunto Benevento, Catania e Salerno che non centrano niente con la categoria. Giocare a Benevento può essere solo uno stimolo per i calciatori che devono trascinare i tifosi con le prestazioni. Il pieno sostengo in casa, ma non solo, potrà fare la differenza nel girone di ritorno”.





