Calcio
La Strega per continuare a volare nel derby d’alta quota: niente vertigini e blindare il primato. Floro si affida a Borghini per Scognamillo
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“Il Benevento deve scrollarsi di dosso le vertigini in un derby ad altissima quota. I giallorossi a Caserta per restare in fuga e provare a non farsi riagganciare dal Catania che avrà un turno favorevole al Massimino contro la Cavese. Capitan Maita e compagni troveranno un ambiente ostile e infuocato, caricato a mille dalla società che ha fatto appelli a iosa durante la settimana, perché l’attesa della capolista e la situazione di classifica che vede i falchetti al terzo posto appaiati alla Salernitana hanno generato un entusiasmo che non trova riscontri nel recente passato in casa rossoblù. E in più non potranno contare sul sostegno dei propri tifosi cui è stata vietata la trasferta per le solite, inappellabili disposizioni dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. Come se non bastasse, la squalifica di Scognamillo, rischia di compromettere gli equilibri difensivi se è vero com’è vero che finora il perno della retroguardia è mancato in due circostanze (Latina in campionato e Giugliano in Coppa) e la squadra ha sempre perso. Ragion per cui, il Benevento è obbligato ad essere più forte di tutto e a tentare di compiere una vera e propria impresa, confermando i recenti progressi in campo esterno”. Lo riporta Il Mattino.
“L’imperativo – si legge ancora – sarà innanzitutto non perdere, ma è pacifico che la squadra di Floro Flores non sia capace di andare al risparmio e soprattutto non è per niente adusa a giocare per non prenderle (è difatti quella che pareggia di meno, solo 2 in stagione su 20 gare totali). Certo che vincere significherebbe dare una spallata incredibile al campionato, e cominciare a smontare pezzo dopo pezzo le ambizioni delle dirette concorrenti: Floro Flores, che tra l’altro è un ex perché in maglia rossoblù ha chiuso la sua carriera, ne è consapevole e per questo, sotto sotto, sta coltivando il sogno di fare il colpaccio. Come non comprenderlo: dopo aver disintegrato la Salernitana, incassato un insperato blitz a Cava, demolito il Giugliano, asfaltato l’Audace Cerignola e ribaltato il Crotone, nessun obiettivo può essergli precluso. Ha tra le mani una squadra forte, con innata qualità e la giusta fisicità, che lui ha reso più solida e pragmatica, rendendo tutti partecipi e ciascuno artefice e protagonista del destino collettivo”.
“L’allenatore è uno che riflette e studia tanto, forse troppo. Nel corso della settimana – spiega il quotidiano – ha pensato di mettersi a tre per ovviare all’assenza di Scognamillo, piazzando Borghini e Ceresoli da braccetti con Saio in mezzo, ma poi ha cambiato nuovamente idea e ha scelto di andare dritto per la sua strada, confidando nelle sensazioni e nelle certezze acquisite. Deve scegliere tra l’ultimo arrivato Caldirola (con due soli allenamenti nelle gambe ma comunque in condizione per aver sempre giocato con la Folgore Caratese, ad eccezione di mercoledì scorso) e Borghini e alla fine, dopo aver fatto ogni tipo di valutazione consequenziale, propenderà per quest’ultimo, almeno inizialmente, e poi si vedrà. L’altro dubbio in attacco tra Mignani e Tumminello non è ancora stato fugato, ma l’ex Crotone rimane favorito se non altro per la maggiore propensione, grazie all’esperienza maturata sul campo, a giocare match dal coefficiente di difficoltà così elevato”.
“Il resto – conclude il giornale – è notorio: Pierozzi e Ceresoli (massima attenzione, è in diffida) stantuffi, Prisco e Maita a dirigere le operazioni, Lamesta-Manconi-Simonetti ad orchestrare le giocate, gli inserimenti e i rifornimenti sulla trequarti, senza disdegnare la finalizzazione. Di fronte una Casertana coriacea, tignosa e aggressiva che non avrà timore a riversarsi in avanti approfittando della spinta del pubblico. Con un’attenzione particolare alle situazioni da palla inattiva (sulle quali i rossoblù sono pericolosi e imprevedibili), senza fretta e senza scoprisi in modo eccessivo, i giallorossi dovranno adoperare calma, pazienza e saldezza di nervi (in pratica le virtù dei forti), lasciando sfogare i falchetti per poi colpire al momento giusto, perché, proprio come accaduto a Cerignola, è ipotizzabile che si aprano diversi varchi. E il Benevento, come una belva famelica, in quegli spazi sa esattamente come buttarsi. E come far male”.





