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Calcio

Strega, un pari d’oro in condizioni per nulla vantaggiose. Premiata la scelta di Floro Flores di schierare insieme Borghini e Caldirola

Qualche tempo fa una gara del genere sarebbe stata appannaggio degli avversari. Ora per capitalizzare al massimo il punto incassato a Caserta bisogna fare 6 punti nelle prossime 2 gare

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“Il Benevento torna a pareggiare (non accadeva da oltre 2 mesi e cioè dalla gara interna contro il Sorrento del 2 novembre scorso) e riesce a mantenere il primato anche se stavolta a pari punti con il Catania, che ha avuto ragione solo in extremis di una coriacea Cavese (priva di 5 titolari). Per i giallorossi si tratta di un ottimo punto se si considerano le condizioni per nulla favorevoli, a partire dall’avversario in grande forma (che veniva da 9 risultati utili, 6 vittorie e 3 pareggi, imbattuto dal 26 ottobre)”. Lo scrive Il Mattino.

“A questo – si legge ancora – bisogna aggiungere il terreno di gioco in sintetico che non permetteva al pallone di viaggiare alla solita velocità (spesso la sfera rimaneva dietro ai calciatori), il forte vento che ha condizionato buona parte del match, l’assenza per squalifica del difensore più esperto (Scognamillo), il cambio di modulo e la conseguente rinuncia ad un giocatore importante come Simonetti, l’impiego di Caldirola dopo due soli allenamenti con i nuovi compagni, quello di Borghini che non giocava titolare da 2 mesi”. 

“E ancora, ritrovarsi ad affrontare una buona squadra come la Casertana, terza in classifica, in campo esterno, in un ambiente ostile, caricato a pallettoni per tutta la settimana, senza il supporto dei propri tifosi, di sicuro non ha aiutato i giallorossi che tuttavia hanno portato a casa un pareggio che vale tanto, soprattutto alla luce del solito mantra recitato in passato dopo le sconfitte più brucianti: “Se non puoi vincerla, almeno non devi perderla”. Ecco, Floro Flores l’ha impostata innanzitutto per non perderla – prosegue l’articolo – e, a quanto si è visto, ha fatto la scelta giusta. La cosa più semplice sarebbe stata presentarsi al “Pinto” con supponenza, e sistemarsi con il 4-2-3-1 in maniera sfacciata, prendendosi rischi inutili e dovendo fare una scelta tra Borghini (non adatto a fare il centrale nella difesa a quattro) e Caldirola (arrivato da un paio di giorni e non ancora integrato nei meccanismi)”. 

“Se Borghini – sottolinea il quotidiano – fosse rimasto fuori anche in questa circostanza, psicologicamente ne sarebbe uscito male. E invece è stato schierato nella posizione a lui più congeniale e si è rivelato il migliore in campo. Il confine tra danno e genialità a volte è sottilissimo, ma Floro, per quel poco che si è visto, è uno che non si è mai inventato niente. Soluzioni semplici, niente orpelli o idee strambe. E soprattutto ognuno nel ruolo che più gli si addice”. 

“Bene anche Caldirola. Anzi, molto bene – rileva il giornale – per essere uno a cui la partita mancava dal 21 dicembre, che non conosceva nessun compagno, e che, all’improvviso, da un girone settentrionale della Serie D, si è ritrovato catapultato in un derby d’alta quota del Sud, su di un campo ostile, a gestire un giallo (del quale non aveva responsabilità, ma l’ha dovuto spendere) sul groppone per 85 minuti. I dati dicono che ha percorso quasi 11 km. A 35 anni suonati, roba da matti”. 

“Il rientro di Salvemini, anche se part-time, iniezione di fiducia e altro aspetto da non sottovalutare. Il Benevento ha ripreso a mostrare i soliti limiti individuali in trasferta (Pierozzi, Ceresoli, Manconi che però ha l’attenuante di aver cambiato di nuovo posizione, in parte anche Prisco e Lamesta il cui rendimento cala drasticamente fuori casa) ma il risultato fa la differenza più di ogni altra cosa.

Perché siamo alla terza gara esterna di fila senza incassare reti, al sesto risultato utile consecutivo, e ad un altro scontro diretto in cui non si impongono gli avversari (e con i falchetti ci si è messi davanti in maniera definitiva in caso di arrivo a pari punti). Adesso, per dare ancora più valore a questo pareggio (il Benevento ha affrontato Crotone e Casertana dopo il giro di boa, il Catania ha avuto un cammino più agevole con Foggia e Cavese), serve fare bottino pieno – conclude Il Mattino – nelle due gare interne contro Casarano e Siracusa, capitalizzando un calendario in discesa almeno nelle prossime quattro (e non è detto, considerata la situazione del Trapani che sarà la quinta da affrontare). Intanto è partita un’altra settimana priva di giorni di relax (si gioca sabato): ieri seduta di scarico, oggi la ripresa, domani seduta mattutina a porte aperte”. 

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