Calcio
Strega, Floro Flores torna al 4-2-3-1 ed è alle prese con i dubbi: Saio o Caldirola? Tumminello, Mignani o Salvemini?
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Sospiro di sollievo per Mignani: gli esami strumentali cui si è sottoposto l’attaccante ex Pianese hanno dato esito negativo. Alla fine si è trattato solo di un grande spavento: dalla risonanza magnetica al ginocchio non è emerso nulla, al punto che mercoledì mattina il centravanti toscano era già in campo assieme ai compagni per la seduta di allenamento a porte aperte, inizialmente prevista all’“Imbriani” e poi spostata sul manto in sintetico dell’“Avellola” per una precisa scelta di Floro Flores che ha preferito un fondo più compatto rispetto a quello in erba naturale dell’Antistadio (va ricordato che il tappeto dell’“Avellola, benché artificiale, è di ultimissima generazione e offre prestazioni simili a quelle di molti campi in erba naturale per resistenza e morbidezza grazie a materiali innovativi, fibre avanzate e nuove tecnologie).
Non si può dire lo stesso per la diretta concorrente: il Catania perde fino alla fine della stagione il suo capitano e leader difensivo Matteo Di Gennaro (che tra l’altro aveva sbloccato, a lesione al ginocchio già avvenuta ma senza accorgersene, la gara contro la Cavese al minuto 89) per la rottura del legamento crociato anteriore. Una brutta tegola per la co-capolista che già nelle scorse settimane aveva dovuto rinunciare a Emanuele Cicerelli (frattura del malleolo tibiale e lesioni legamento multiple, quattro mesi di stop ma 35 giorni dopo già si allena, seppur in palestra, con il pallone e sta bruciando le tappe), il suo giocatore più pericoloso.
Nella sgambatura di mercoledì a porte aperte, oltre ai lungodegenti Nardi e Ricci, nuovamente assente Sena (che era rientrato in gruppo dopo vari acciacchi ma adesso è febbricitante), sono stati aggregati i vari Kwete, Soprano, Giugliano, Del Gaudio e Battista, ovvero i ragazzini terribile della Primavera che Floro Flores ha allenato anche in quell’Under 17 che disputò la finale scudetto (poi persa 2-0) contro la Ternana. Differenziato per i quattro “dissidenti” Acampora, Pinato, Viviani e Agazzi.
Il tecnico ne ha approfittato per avviare le prove tecniche di formazione ed è arrivata la conferma in merito all’idea di tornare al 4-2-3-1. Ovviamente questo comporterà anche l’esigenza di procedere a scelte dolorose ma necessarie. Con il rientro di Scognamillo infatti, dovranno restare fuori due tra Saio, Caldirola e Borghini, con questi ultimi due principali indiziati. Non è detto tuttavia che si vada in questa direzione perché l’allenatore ha sempre sostenuto che, pur avendo trovato un certo equilibrio, non esistono gerarchie consolidate e rendite di posizione. Quindi, dando per scontato che Scognamillo sia l’unico ad avere il posto assicurato perché rappresenta l’uomo di punta del reparto arretrato, gli altri tre partono più o meno alla pari anche se Borghini, non essendo troppo funzionale alla difesa a quattro, è da considerare una spanna sotto. Sulle corsie spazio a Pierozzi e Ceresoli (lui e Prisco devono fare attenzione perché sono diffidati), anche se fino a sabato potrà sempre cambiare qualcosa.
A centrocampo difficile scardinare la titolarità di Prisco e Maita, ma Talia prova sempre ad insidiare il primo e pure in questo caso non è detta l’ultima parola.
In attacco altro dilemma: chi schierare tra Tumminello e Salvemini nel ruolo di centravanti? Potremmo dire che, con il fatto che è tornato arruolabile, anche Mignani sia in corsa perché finora da subentrato ha fatto sempre molto bene. Per Floro sarà una bella gatta da pelare. Lamesta e Manconi in questo momento non sembra possano essere avvicendati da Della Morte o Carfora, ma pure in questo caso mai dire mai. Non dimentichiamoci che il campionato da gennaio in poi non si fermerà più e quindi qualcuno, in questo turno (quello di sabato contro il Casarano) o nei prossimi, dovrà necessariamente rifiatare. Ieri altra seduta mattutina, in attesa della rifinitura di oggi mattina cui seguirà la conferenza stampa pre-gara di Floro Flores con la squadra che andrà in ritiro a Venticano.





