Calcio
Anche se mancano 6 turni ormai è quasi una certezza: il Benevento chiuderà il torneo con il miglior attacco di tutta la C. Distacco troppo ampio
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Che il Benevento chiuderà il torneo con il miglior attacco dell’intera Serie C – e forse di tutti i campionati professionistici italiani – è praticamente una certezza: i giallorossi hanno finora segnato 68 reti, 12 in più del Vicenza, e hanno ancora sei giornate a disposizione per migliorare il bottino. La squadra di Floro Flores sta dominando – lo dimostrano i numeri – il girone, ma resta ancora un dato per confermare, ancor di più, la manifesta superiorità nei confronti delle avversarie: i gol subiti. I sanniti vantano la seconda miglior difesa del raggruppamento (quarta in tutta la C), con 21 reti incassate (a una in meno ci sono Vicenza, Arezzo e Ascoli, a due in meno l’Alcione Milano), dietro al Catania, con 18, che ha la miglior difesa di tutta la terza serie.
Nel duello con gli etnei, come conferma il primo posto, ha comunque prevalso il modo di giocare offensivo e sfrontato del Benevento, rispetto a quello più conservativo, pragmatico ed equilibrato del Catania: insomma la prolificità e la spettacolarità a dispetto della concretezza e della solidità. Il nuovo obiettivo, da qui alla fine, nella testa di Floro Flores e dei suoi ragazzi potrebbe essere quello di chiudere, oltre che col miglior attacco, anche con la miglior difesa, magari eguagliando il Benevento di Inzaghi, promosso in A nel 2019/20, che chiuse il campionato con 27 gol presi.
La retroguardia giallorossa aveva un po’ traballato tra fine gennaio e inizio febbraio, con i cinque gol presi con Siracusa e Atalanta, ai quali sono seguiti i clean sheet con Picerno e Trapani, prima della due reti prese con Latina e Altamura. Ma nelle ultime quattro partite la difesa ha sensibilmente alzato il rendimento: un solo gol subito, contro il Catania, e zero con Potenza, Sorrento e Foggia. In stagione il Benevento non ha tenuto, per più di tre partite, la porta inviolata: è capitato tra la diciassettesima e la diciannovesima giornata con Cavese, Giugliano e Cerignola.
Un dato che verrebbe eguagliato, in caso di zero nella casella dei gol presi, lunedì prossimo a Monopoli. Nelle ultime cinque partite Floro Flores non ha mai rinunciato a tre dei quattro interpreti difensivi: Pierozzi, Scognamillo (titolare in 30 partite su 32 e terzo giocatore più impiegato in rosa con 2700’) e Ceresoli. L’unica alternanza è stata quella tra Saio e Caldirola, con il secondo che ha preso il posto del primo nelle gare con Altamura e Sorrento. L’ex Monza è stato però preziosissimo, da subentrato per difendere il risultato, anche con Catania e Foggia. Arrivato a gennaio, Caldirola ha giocato titolare anche a Caserta e a Trapani, rivelandosi una riserva di lusso nel reparto, aggiungendosi a Scognamillo, come elemento di carisma ed esperienza.
Nelle ultime sette partite è cresciuto tanto anche Ceresoli. Dopo la brutta prova di Caravaggio, l’ex Catanzaro – accomodatosi in panchina col Picerno – si è ripreso la fascia sinistra a suon di prestazioni convincenti, soprattutto dal punto di vista difensivo. Sarà un finale di stagione particolarmente stimolante per Vannucchi. L’ex Taranto non è stato esente da colpe sui gol presi contro il Latina (troppo lento nell’andare giù sul tiro di Parigi) e contro il Catania (uscita a vuoto sul cross di Donnarumma, permettendo a Lunetta di colpire a rete), ma con Sorrento e Foggia è tornato ad essere decisivo.
Contro i costieri ha calato due parate difficili su Sabbatani e D’Ursi, domenica contro i satanelli ha ipnotizzato Bevilacqua, che si era ritrovato davanti dopo il retropassaggio errato di Kouan. Il portiere toscano è a quota 16 clean sheet su 32 partite disputate, in pratica non ha incassato gol nel 50 per cento dei match. Meglio di lui ha fatto soltanto il collega Dini del Catania, che è a quota 21 clean sheet su 32 presenze (nel 62,5 per cento delle partite non ha preso gol). Vannucchi, lo scorso anno a Terni, risultò il portiere con il maggior numero di clean sheet nel girone B: 18 partite a porta “chiusa” su 35 presenze, 51,4 per cento.





