Calcio
Strega, è un derby di Pasquetta che vale oro: per blindare il gradino più alto e ottenere la definitiva incoronazione. Salvemini c’è
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“’Ci sono partite che non si giocano: si vivono’. Oggi è una di quelle. Nel giorno di Pasquetta, mentre altrove si parlerà di gite e tavolate, all’“Arechi” andrà in scena molto più di una semplice contesa: Salernitana-Benevento è un derby che profuma di storia, tensione e destino. Perché il giallorossi non arrivano a Salerno da semplici protagonisti, ma da primatisti ad un passo dal ritorno in Serie B”. Lo scrive Il Mattino.
“I numeri – spiega il quotidiano – parlano chiaro: 77 punti per il Benevento, 68 per il Catania, con 12 ancora disponibili. Tradotto: alla squadra di Floro Flores bastano 4 punti nelle prossime quattro gare per blindare aritmeticamente la promozione. Ma il finale di stagione potrebbe subire una brusca accelerata: una vittoria all’Arechi, correlata ad un passo falso degli etnei contro il Picerno (che giocano in contemporanea, alle 14.30), consentirebbe al Benevento di tagliare per primo il traguardo senza arrivare alla settimana successiva. Stesso discorso se il Benevento pareggiasse e il Catania addirittura perdesse. Se invece il Catania invece dovesse battere i lucani, i festeggiamenti sarebbero rimandati ma la promozione virtuale comune conclamata, grazie al +14 nella differenza reti che garantisce un vantaggio realisticamente incolmabile”.
“Eppure, come ogni derby insegna, i numeri – prosegue l’articolo – rimarranno fuori dal campo. Dentro ci sarà spazio solo per la battaglia, perché i giallorossi si troveranno di fronte un avversario con ferite che ancora sanguinano. E non basterà una prestazione gagliarda: serviranno cuore, grinta, convinzione. E la qualità con cui finora i giallorossi sono stati capaci di fare sempre la differenza. Floro Flores dovrà fare i conti con un’infermeria affollata: out gli infortunati di lungo corso Nardi, Ricci e Simonetti, ai quali si sono aggiunti Mehic e Caldirola, entrambi operati di recente. A pesare è anche la squalifica di Manconi, mentre resta in dubbio Salvemini, alle prese con il riaffiorare dei noti problemi alla schiena. La decisione sul suo impiego arriverà solo dopo la rifinitura, ma in caso di forfait Mignani sta già scaldando i motori”.
“Per il resto – si legge ancora – pochi dubbi: avanti con l’ossatura titolare. Vannucchi tra i pali, Pierozzi e Ceresoli sulle corsie, Scognamillo e Saio (che si riprende il posto dall’inizio) al centro della difesa. In mezzo Maita e Prisco a fare da diga, mentre sulla trequarti agiranno Lamesta, Tumminello e Della Morte, a supporto del terminale offensivo, chiunque esso sia”.
“Non se la passa meglio la Salernitana di Cosmi, già costretta a rinunciare a Capomaggio e Inglese, cui si aggiungono gli indisponibili Cabianca e Gyabuaa. I granata si affideranno al 3-5-2: Donnarumma tra i pali, difesa con Berra, Golemic (entrambi recuperati in extremis) e Matino, Longobardi e Villa sugli esterni, Carriero e Tascione mezzali con Di Vico in cabina di regia, mentre davanti toccherà alla coppia Lescano-Achik. Ma sarebbe riduttivo parlare solo di moduli e assenze. Perché questo derby è carico di motivazioni. La Salernitana vuole difendere il terzo posto dall’assalto del Cosenza, ma anche cancellare due ferite ancora aperte: la manita subita all’andata e il pesante pokerissimo incassato a Potenza nell’ultimo turno”.
“Il Benevento, invece, vede il traguardo e sente il profumo del trionfo. E sa che imporsi all’“Arechi” avrebbe un sapore ancora più speciale. Non ci sarà il pienone: poco meno di 2mila biglietti venduti, oltre agli oltre 5mila abbonati. Nel settore ospiti saranno in 250, pochi (non per colpa loro) ma rumorosi, i tifosi sanniti, pronti a spingere la strega senza sosta, a farla sentire a casa anche in terra nemica. E allora sì, sarà una Pasquetta diversa. Una Pasquetta sospesa, con la città che vive una calma solo apparente. Perché sotto la superficie scorre un’attesa elettrica, pronta a esplodere al primo fischio. Novanta minuti – o forse qualcosa in più – per trasformare un sogno in realtà. E mentre altrove si brinda alla primavera, a Salerno si giocherà una partita che sa di destino. Perché certe sfide sono iconiche, non tramonteranno mai. E possono segnare un percorso”.





