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Calcio

Il Benevento degli uomini: la vittoria di un gruppo che non si è mai spezzato. Così è nata una squadra dominante che ha trasformato una stagione in trionfo

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“Una città e una provincia in delirio per i suoi eroi. Dopo tre anni di esaltazioni miste a delusioni, la torcida giallorossa si è meritata una squadra fatta di uomini prima ancora che calciatori. Un regalo del presidente Oreste Vigorito che ha chiuso il cerchio rispetto al progetto triennale, grazie ad un mercato sontuoso, con 18 rinforzi arrivati nel giro di un mese, tutti elementi di spessore pronti a battersi per la maglia e gestire anche le situazioni più delicate. Gente abituata a vincere i campionati, in grado di creare un gruppo solidissimo nello spogliatoio, che non ha neppure accusato il colpo del cambio di allenatore. Anzi, dall’inversione di rotta in panchina la squadra ha preso un ritmo inarrestabile”. Lo scrive Il Mattino.

“Due i leader incontrastati di questo gruppo, Mattia Maita e Stefano Scognamillo, entrambi arrivati dalla B – spiega il giornale – per sposare la causa giallorossa e tornarci nel giro di un anno. Sono stati chioccia per i compagni, supporto nei momenti difficili, hanno saputo mantenere la calma quando serviva, dettando i tempi in campo e fuori, quando occorreva accelerare, quando serviva gestire, quando bisognava soffrire. Due autentici trascinatori, che hanno marcato la differenza a suo di prestazioni, sempre sulla cresta dell’onda, mai banali in tutto ciò che sono stati capaci di realizzare. Della loro esperienza hanno beneficiato tutti, sono stati il centro dell’ingranaggio, facendolo funzionare alla perfezione dal primo all’ultimo istante”. 

“Il direttore sportivo Carli – si legge ancora – ha completato l’ossatura, definendo in primis la spina dorsale, con gli innesti di Vannucchi e Salvemini, portiere e attaccante, in aggiunta a difensore e centrocampista. Vannucchi ha portato in dote sicurezza tra i pali e capacità di giocare con i piedi, quest’ultimo aspetto fondamentale nel gioco di Auteri prima e Floro Flores poi. Un ragazzo di elevato spessore morale, che in campo parla tanto con i compagni, cerca spesso il dialogo e li tiene sulla corda. Autore di parate importanti, e al netto di qualche piccolo passaggio a vuoto ha sempre messo la sua impronta, portando a casa il 17esimo clean-sheet su 34 gare, esattamente il 50%, una percentuale altissima soprattutto se osservata in rapporto alle ultime stagioni”. 

“Quanto a Salvemini, proprio a Salerno – prosegue l’articolo – ha messo a segno il 13esimo gol stagionale, confermandosi capocannoniere della squadra, nonostante lo stop di circa 2 mesi che ha rischiato di compromettere il cammino dei giallorossi. E invece così non è stato, perché proprio in quel periodo il Benevento ha messo la freccia, nonostante l’assenza del suo attaccante più prolifico. Il segreto? La compattezza del gruppo che ha reso tutti protagonisti, dal primo all’ultimo, anche chi ha giocato di meno. Con Floro Flores fantastico timoniere che ha fatto sentire tutti egualmente importanti, responsabilizzandoli e coinvolgendoli come parte integrante del progetto. Nel momento più complicato ci ha pensato Marco Tumminello a togliere le castagne dal fuoco con i suoi gol decisivi e le sue rifiniture d’autore”. 

“Ma questa Serie B è anche merito del fenomenale Lamesta (tutti curiosi di vederlo all’opera in B), miglior assist-man di tutta la Lega Pro per distacco (a quota 17, corredati da 9 gol, 8 in campionato e uno in Coppa), di Antonio Prisco, metodista di ultima generazione impressionante per qualità e rapidità, del terzino-goleador Pierozzi (alla terza promozione in B consecutiva, record assoluto), di Manconi che è andato in doppia cifra infilando un gol più bello dell’altro, dello stantuffo Ceresoli, di Mignani che ha saputo gonfiare la rete nei momenti topici ed è presente e futuro, di Talia, Della Morte, Lorenzino Carfora, del giovanissimo baluardo Pietro Saio, di Caldirola che è tornato per vincere, Borghini, Romano, Mehic e chi più ne ha più ne metta. E di Floro Flores, del suo staff, di Marcello Carli e soprattutto di Oreste Vigortito, l’uomo che ci ha creduto più di tutti, alla sua quinta promozione in un ventennio da presidente. Ora tutti possono finalmente godersi questa incredibile festa”. 

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