Calcio
Ora la Strega vuole prendersi tutto. Prossimo obiettivo la Supercoppa di Serie C: 2, 9 e 16 maggio il mini torneo con Vicenza e una tra Arezzo e Ascoli
Ascolta la lettura dell'articolo
“C’è un trofeo già in bacheca (lunedì la consegna) e un altro ancora da conquistare. Il Benevento ha chiuso anzitempo la corsa al primo posto con la forza dei numeri e la superiorità delle idee, ma non ha alcuna intenzione di fermarsi. I giallorossi non rallentano e non abbassano la guardia. Perché vincere il campionato è stato solo il primo atto: ora c’è da certificare la supremazia, da mettere il sigillo definitivo su una stagione che ha il sapore del dominio. All’orizzonte si staglia la Supercoppa di Serie C, l’ultimo traguardo, il confronto tra le tre regine dei gironi per stabilire chi è stata la migliore tra le migliori. Un obiettivo che tiene accesa la tensione, che alimenta la fame, che impedisce a questo gruppo di adagiarsi solo per un istante, di sentirsi appagato”. Lo scrive Il Mattino.
“Il mini-torneo tra le tre vincitrici dei gironi, in programma nelle giornate di sabato 2, 9 e 16 maggio, metterà di fronte i giallorossi al Vicenza e a una tra Ascoli e Arezzo, ancora appaiate e pronte a giocarsela fino all’ultimo turno. Il format è quello del “girone a tre”: gare di sola andata, una partita in casa e una in trasferta per ciascuna squadra (l’ordine di discesa in campo lo deciderà il sorteggio), tre punti per la vittoria, uno per il pareggio. In caso di parità conteranno differenza reti, gol segnati e reti in trasferta. Una competizione breve ma intensa, che assegnerà un titolo simbolico ma prestigioso: quello di regina della Serie C”.
“Prima, però, c’è da vivere una notte speciale. Al termine della gara contro la Cavese, il Benevento riceverà ufficialmente la Coppa. Ad affidarla nelle mani del presidente Vigorito e di capitan Maita sarà il numero uno della Lega Pro Matteo Marani, affiancato dal segretario Emanuele Paolucci. E allora la sfida in programma lunedì sera alle 20.30 al “Ciro Vigorito”, diventa molto più di una semplice partita di fine stagione. È il crocevia tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere. È la notte della premiazione, certo, ma anche l’inizio di un nuovo percorso. Sarà l’abbraccio tra squadra e città, la fotografia di un gruppo che ha saputo diventare famiglia, di una società che ha avuto visione, di una piazza che ha saputo aspettare e ora può finalmente esplodere di gioia”.





