Calcio
Strega, quella di stasera non sarà solo una passerella: in campo una squadra ancora affamata. Con la B a Maita è scattato il rinnovo fino al 2029
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“Stasera il punto esclamativo su una stagione straordinaria, il momento in cui il Benevento trasformerà un trionfo già scritto in un’immagine indelebile. Una partita da vincere e una Coppa da alzare al cielo: due momenti diversi, ma destinati a fondersi nella stessa notte. Al ‘Ciro Vigorito’ i giallorossi scenderanno in campo contro la Cavese con la testa ancora dentro al campionato e il cuore già proiettato verso la festa. Perché al triplice fischio sarà tempo di celebrazioni: il presidente della Lega Pro Matteo Marani consegnerà il trofeo nelle mani del patron Oreste Vigorito, prima di passarlo al capitano Mattia Maita, chiamato a sollevarlo davanti al popolo sannita. Il gesto simbolo di una stagione a tinte forti”. Lo scrive Il Mattino.
“Ma guai a pensare ad una passerella. Il Benevento – si legge ancora – vuole chiudere il campionato con lo stesso spirito con cui se l’è aggiudicato. Antonio Floro Flores è stato chiaro: nessun calo di tensione, nessuna gestione al ribasso. L’obiettivo è vincerle tutte, a partire dalla Cavese, per poi completare il percorso contro Giugliano e Audace Cerignola. Tre partite per ribadire un concetto semplice: questa squadra non si accontenta. Ecco perché, al netto degli imprevisti, il tecnico punterà ancora sulla formazione-tipo. Le assenze, però, pesano eccome. La più importante è quella di capitan Maita, fermato da una distrazione di primo grado al legamento collaterale rimediata all’86’ della sfida di Salerno in uno scontro con Boncori. Per lui stop di 25-30 giorni: stagione regolare finita e esordio in Supercoppa a rischio, con la speranza – a questo punto – che il Benevento possa anche non essere impegnato nella prima giornata del 2 maggio”.
“A complicare il quadro, anche la squalifica di Tony Prisco. Centrocampo dunque da reinventare, con una soluzione inedita ma quasi obbligata: toccherà a Talia e Kouan comporre la diga centrale, complice anche l’assenza di Mehic, ancora fermo dopo l’intervento di ernia inguinale bilaterale. Un tandem nuovo di zecca, più fisico che geometrico, chiamato a garantire equilibrio in una partita che resta pur sempre un derby. L’impostazione, tuttavia, non cambierà: possesso, circolazione rapida, giocate in verticale, azionamento degli esterni. Per il resto, pochi dubbi. Il Benevento dovrebbe ripartire dagli stessi interpreti visti a Salerno: Stefano Scognamillo e Saio al centro della difesa, Pierozzi e Ceresoli sulle corsie. In avanti il consueto 4-2-3-1 con Lamesta, Tumminello e Della Morte alle spalle di Salvemini, riferimento offensivo di una squadra che ha fatto del gioco e della continuità la propria forza”.
“Intanto arrivano anche segnali importanti fuori dal campo. Per Maita, nonostante l’infortunio, è scattato automaticamente il rinnovo fino al 2029 grazie alla promozione in Serie B: un legame destinato a rafforzarsi ulteriormente. E mentre la squadra prepara l’ultima rifinitura, la città si veste a festa. Dopo il Rione Ferrovia, anche il resto della città si sta colorando di giallorosso: bandiere, striscioni, balconi addobbati. È la fotografia di un entusiasmo che cresce di giorno in giorno. Lo dicono anche i numeri: sfiorata quota 2500 tagliandi venduti, che si aggiungono ai 5234 abbonati. L’obiettivo è superare le 9mila presenze per regalare alla squadra una cornice all’altezza del momento. Restano disponibili soltanto i settori Distinti e Tribuna Superiore Scoperta: un invito chiaro, quasi un richiamo. Perché la festa vera è fissata per il 26 aprile, contro l’Audace Cerignola, con tanto di coreografia della Curva Sud. Ma quella di stasera sarà la notte della consacrazione. E certe notti hanno bisogno di essere vissute fino in fondo. Il Benevento ha fatto il suo. Ora tocca alla sua gente riempire il “Vigorito”, colorarlo, spingerlo e renderlo degno del momento in cui quella Coppa salirà verso il cielo”.





