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Calcio

Da ottavo a sesto in un paio d’ore e col quinto posto a portata di mano. A Cerignola la resurrezione del Benevento dopo l’oltretomba

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“Da ottavo (con la vittoria del Potenza qualche ora prima) a sesto, ma con la possibilità di agganciare anche il quinto posto (Catania un punto avanti ma con una gara in più), peraltro a due lunghezze dal Crotone quarto (impegnato oggi col Foggia). Il Benevento resuscita a Cerignola, anche se i 161 tifosi giallorossi, dopo aver cantato incessantemente per 80 minuti, lasciano il settore ospiti a 10 minuti dalla fine in segno di protesta nei confronti del disastroso andamento delle precedenti 12 sfide, con relativo, eloquente striscione: ‘Il nostro silenzio vale più di mille parole’”. Lo scrive Il Mattino.

“I giallorossi – spiega il quotidiano – tirano fuori una prestazione in linea con molte di quelle del girone d’andata e si impongono con pieno merito sul campo della seconda della classe, spianando la strada all’Avellino per la promozione in B. Finalmente una reazione d’orgoglio, quello scatto atteso invano per 3 lunghissimi mesi, dopo il crollo verticale del girone di ritorno che ora gli permette di avere una classifica migliore e cercare di risalire ulteriormente nelle prossime due sfide. Alla luce di quanto visto sul campo, verrebbe quasi da chiedersi quale sia il vero Benevento”.

“Sono contento – ha spiegato Auteri nel dopogara – e spero che per noi sia un nuovo inizio. Il quinto posto è alla nostra portata e dev’essere il nuovo obiettivo. La prova di stasera ci dà sollievo per essere usciti dal tunnel ma anche un po’ di rabbia per quello che poteva essere e invece non è stato, ma ora ripensarci non serve a nulla. Da quando sono tornato abbiamo fatto buone partite ma non sempre ci ha detto bene. Anche stasera abbiamo sbagliato situazioni importanti, ma nel complesso non ho niente da recriminare ai ragazzi che hanno disputato una grande partita”.

“Il Cerignola – sottolinea il giornale – ha provato a fare sin dall’inizio densità a centrocampo, ma il Benevento si è presentato più lineare e con le maglie larghe, riuscendo ad essere più ficcante e cercare spesso la profondità. I giallorossi hanno sfruttato le imprecisioni del Cerignola (spesso indotto a sbagliare da una linea mediana e una difesa reattive come non si vedeva da tempo) che ha concesso troppe volte l’uno contro uno a Lamesta e Lanini, permettendo ad Acampora di rifinire e a Pinato e Manconi di buttarsi negli spazi che si aprivano. Mortifere le controfughe dei giallorossi che oltre ai due gol di vantaggio potevano segnare anche in qualche altra circostanza con Lanini, che si è visto respingere altrettanti diagonali (uno da sinistra, l’altro da destra) da Greco. Opportunità anche per Manconi e Lamesta in avvio, preludio al vantaggio siglato ancora da Pinato, al secondo gol di fila dopo quello realizzato nel derby, propiziato da una pregevole imbucata di Acampora. Audace pericolosa solo con Volpe (due volte, attento Nunziante) e Tascone dalla distanza. Importante il raddoppio poco prima dell’intervallo, con Pinato in veste di assist-man e Manconi ad aggirare il diretto marcatore e presentarsi solo dinanzi a Greco battendolo con un preciso piattone. Raffaele ha tentato di riprenderla con un triplo cambio ma non c’è stato verso, perché pur avendo accorciato le distanze con Capomaggio (ma prima Volpe era stato pericoloso in almeno due occasioni), si è trovato di fronte un Benevento esplosivo sulle ripartenze. E’ salito in cattedra Lamesta che dapprima si è visto annullare un gol per presunto fallo di mano, poi ha propiziato il 3-1 di Lanini (fantastica azione sull’asse Manconi-Pinato) e infine ha siglato personalmente il poker capitalizzando una pregevole giocata di Simonetti”.

“Stiamo bene fisicamente – ha concluso Auteri – e l’abbiamo dimostrato. Abbiamo anticipato la resurrezione prima della Pasqua. L’avevamo preparata così, alternando momenti in cui ci abbassavamo di qualche metro ad altri in cui eravamo padroni del campo, sempre rimanendo compatti. Ho schierato gente di gamba, siamo stati bravi sugli allenamenti difensivi su cui abbiamo ripreso a lavorare. Veltri? Scelgo sempre per merito ma non è una bocciatura per Oukhadda. Stavolta tutti hanno fatto una grande partita”.

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