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Calcio

Strega, Salvemini a letto con la febbre alta. Ieri sera è rientrato definitivamente in città Filippo Nardi, ma sarà pronto solo a gennaio

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“Il Benevento ieri ha ripreso ad allenarsi dopo la sconfitta di Cosenza, ancora una volta senza Ciccio Salvemini, stavolta bloccato a letto con la febbre alta. C’era curiosità per capire le condizioni del bomber dopo un’altra settimana di lavoro differenziato come quella scorsa, ma non è stato possibile verificarle a causa del virus influenzale che lo ha colpito. Floro Flores a questo punto deve ancora aspettare per sapere se Salvemini potrà rientrare tra i convocati per lunedì sera e soprattutto se potrà avere minutaggio in quella che sarà la partita più importante di tutto il girone d’andata”. Lo riferisce Il Mattino.

“La buona notizia – si legge ancora – è che ieri sera è rientrato dall’Emilia Romagna, stavolta in modo definitivo, il centrocampista Filippo Nardi, reduce dal doppio intervento al crociato e fermo ormai dal mese di agosto del 2024, ossia da un anno mezzo. Il trevigiano ha terminato la fase di riabilitazione e da adesso in poi può riprendere gradualmente a lavorare, anche se ancora non è certo se gli si prospetterà un rientro in gruppo sin da subito o se avrà ancora bisogno di allenarsi a parte. L’unica certezza nel suo caso, è che prima di gennaio non potrà tornare in campo, quindi per rivederlo sul terreno di gioco, occorre attendere ancora almeno un mese, forse anche un mese e mezzo”.

“Floro Flores pertanto – rileva il quotidiano – si sta concentrando sugli arruolabili e finora pare che non ci siano problemi di sorta con altri atleti. Il tecnico napoletano sta preparando la sfida con i granata in maniera meticolosa, perché sa di non poter più sbagliare se la squadra aspira a vincere il campionato. I giallorossi infatti, con quella di Cosenza sono arrivati a quota 4 sconfitte, già troppe per una pretendente alla promozione. Con tutte queste battute d’arresto, soprattutto nei confronti diretti, la strada si fa sempre più in salita. Quello con la Salernitana è un altro scontro di vertice dove il Benevento è obbligato a fare la voce grossa. Con queste prerogative, anche un pari servirebbe a poco. Innanzitutto serve una reazione allo stop di Cosenza. E serve un maggiore pragmatismo nella gestione delle partite, perché non si può pensare di vincere solo attraverso il bel gioco. Oltretutto, con tutta la pioggia caduta copiosa in questi giorni, il manto erboso, per quanto perfetto potrà essere, sarà certamente appesantito e potrebbe non consentire di sviluppare il solito fraseggio. Ne deriva la necessità di andare alla ricerca di soluzioni alternative sul piano dell’impostazione di gara”.

“La speranza – precisa l’articolo – è che il meteo, a dispetto da quelle che sono le previsioni, muti fino a lunedì. Altrimenti c’è il rischio di essere costretti ad interpretare una partita “sporca” nel proprio fortino contro una squadra come la Salernitana che è più avvezza a misurarsi in questo tipo di condizioni. Floro Flores ne è consapevole e per queste intende fare prima tutte le valutazioni del caso e poi cominciare a pensare all’undici da mandare in campo. In questo momento ha diversi pensieri che gli arrovellano il cervello, che piano piano si dipaneranno nel corso della settimana osservando da vicino i vari interpreti. Lunedì sera l’occasione per rilanciarsi e per inviare un segnale al campionato sarà ghiotta. E non solo perché c’è l’opportunità di farlo davanti al proprio pubblico. Ma anche perché tra le mura amiche i giallorossi non hanno mai fallito (se si eccettuano i due punti persi col Sorrento in pieno recupero, per la verità in maniera immeritata, visto che i costieri avevano fatto poco o nulla per guadagnarseli) e possono vantare un ruolino di marcia con numeri importanti: 19 punti in 7 gare con 6 successi e un solo pareggio. Meglio ha fatto solo il Catania con 22 punti, che però ha disputato una gara interna in più. E proprio il Catania ha perso il suo giocatore più rappresentativo, ovvero Emanuele Cicerelli, vittima di un grave infortunio alla caviglia (con multipla lesione, oltre alla frattura del malleolo tibiale) che lo terrà lontano dai campi di gioco almeno per quattro mesi”.

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