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Calcio

Floro Flores senza integralismi: l’insostenibile leggerezza di passare da un sistema di gioco all’altro a seconda delle esigenze

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Il pari di Caserta oltre ad aver permesso al Benevento di proseguire la striscia positiva – sei partite senza ko – ha mostrato come Antonio Floro Flores non sia assolutamente integralista e quindi legato ad una sola idea di gioco o ad un solo modo di interpretare le partite. Domenica pomeriggio infatti il tecnico napoletano si è, a sorpresa, presentato al cospetto della Casertana con il 3-4-3, metodo utilizzato dal predecessore Auteri nel corso della sua gestione (13 partite) e anche dallo stesso Floro nelle prime due partite – contro Monopoli e Cosenza – sulla panchina giallorossa. 

Già in quella occasione l’allenatore aveva dimostrato come non fosse ossessionato dal voler adottare il suo modulo preferito – il 4-3-3 – che poi ha scelto, con una variazione verso il 4-2-3-1 per adattare la disposizione tattica alle caratteristiche dei calciatori, in occasione del derby contro la Salernitana. Il Benevento ha poi giocato con questo spartito fino alla prima partita del girone di ritorno col Crotone. “Ho deciso di cambiare modulo, per mettere un po’ più di struttura fisica, visto che la Casertana è molto forte sulle palle inattive. Con la difesa a tre, con Saio, Borghini e Caldirola abbiamo avuto più sicurezza”, Floro Flores ha motivato così la scelta di piazzare tre difensori davanti a Vannucchi. 

Una scelta che ha riportato la strega a non subìre gol, come nell’ultima gara del girone di andata a Cerignola. Il Benevento continua a detenere la seconda miglior difesa del torneo, con 13 gol subìti, appena 3 in più del Catania. Il ritorno alla difesa a 3 è stato inevitabilmente dettato anche dall’assenza, per squalifica, di Stefano Scognamillo, leader tecnico e carismatico della retroguardia, che tornerà a disposizione per la gara interna di sabato col Casarano. Il naturale sostituto, per gerarchie, dell’ex Catanzaro è Diego Borghini, che sarebbe potuto andare però in difficoltà in una difesa a 4; anche per facilitare l’ex Albinoleffe quindi la scelta di giocare a 3. Il centrale livornese ha risposto con una prestazione convincente, seppur la titolarità gli mancasse dalla partita del 9 novembre scorso a Foggia, dopo la quale aveva raccolto appena quattro spezzoni con Monopoli, Cavese, Giugliano e Cerignola, saltando per influenza il derby con la Salernitana e rimanendo in panchina a Cosenza e col Crotone. 
Da braccetto destro Borghini è stato bravo a limitare fisicamente, insieme a Saio, Vano, punto di riferimento della Casertana soprattutto sulle palle alte; spesso il difensore si è anche spinto in avanti per accompagnare l’azione offensiva. Come non aveva accusato il passaggio alla difesa a 4, non si è scomposto con il ritorno a quella a 3 Pietro Saio. L’ex Cavese ha giocato la 21esima partita di fila per intero – senza mai essere sostituito -, confermandosi il giocatore di movimento più impiegato della rosa con 1890’, a pari merito con Vannucchi. Al netto di qualche piccolo errore in impostazione, il classe 2003 si è trovato spesso a duellare col più esperto e strutturato Vano, riuscendo a limitarne la pericolosità nei pressi della porta di Vannucchi. 

Pericolosità su palle inattive – punizioni o corner – della Casertana che non riguardava però il solo Vano, ma anche i tre centrali di difesa, ovvero Heinz, Rocchi e Bacchetti, pure abili di testa, ma che non si sono resi pericolosi nell’area giallorossa. Non va dimenticato anche il positivissimo esordio di Luca Caldirola, che è tornato ad indossare il giallorosso a distanza di cinque anni (l’ultima volta risaliva a Torino-Benevento del 23 maggio 2021). L’ex Monza ha retto i 90’ senza grossi patemi, gestendo bene anche il cartellino giallo, spesso intelligentemente al 20’ del primo tempo per fermare una ripartenza rossoblu. Caldirola aggiunge esperienza e carisma al reparto. Per la gara interna col Casarano quindi Floro Flores avrà l’imbarazzo della scelta, con quattro calciatori (Scognamillo, Saio, Borghini e Caldirola) in lizza per giocare. Ma a 3 o a 4? Sarà il rebus della settimana.

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