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Calcio

I numeri raccontano che il Benevento ha cambiato pelle: più solido in difesa e più cinico in attacco

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In 10 partite sotto la gestione Floro Flores il Benevento ha cambiato pelle: è diventato più solido in difesa e più cinico in attacco. Ma non solo. I giallorossi hanno imparato anche a resettare per rimettersi in partita quando incassano gol, riuscendo successivamente a ribaltare il risultato. Una rete subìta può scompaginare il piano gara e nelle prime 13 partite, sotto la gestione Auteri, spesso il Benevento ha dimostrato di non essere in grado di porre rimedio all’episodio negativo, andando completamente nel pallone e dimostrandosi incapace a reagire. 

Nella speciale classifica dei punti conquistati da situazioni di svantaggio la strega non è in alto: è difatti quinta, con 9 punti presi dopo essere andata sotto nel punteggio. Vero è, però, che è appena la seconda squadra che meno volte è andata in svantaggio, 7; meglio solo il Catania, con 5, raccogliendo altrettanti punti. La squadra che ha conquistato più punti da situazioni sfavorevoli è la Salernitana: 13 volte sotto, 21 punti raccolti. Chi non ha mai fatto punti invece è il Crotone nelle 9 volte in cui è andato sotto nel punteggio. Il Giugliano è la squadra che è andata più volte in svantaggio, 17, e che ha raccolto meno punti, 3. 

In quattro occasioni il Benevento è finito sotto nel punteggio nella prima gestione tecnica (Auteri in panchina); tre volte invece i sanniti si sono trovati a dover rimontare nella seconda gestione tecnica (Floro Flores alla guida). Alla seconda giornata, lo scorso 31 agosto, i giallorossi andarono in svantaggio contro la Casertana (gol di Leone), ma riuscirono a pareggiare con Salvemini e a vincere col gol di Pierozzi. Nel turno seguente, a Casarano, arrivò il primo ko stagionale: la squadra di Auteri non riuscì a ribaltare, nei 10’ finali, la sfortunata autorete di Pierozzi. Lo stesso capitò, sempre fuori casa, anche nell’ottavo turno al Francioni di Latina. I nerazzurri segnarono con Ekuban al 19’ della ripresa e in 26’ più recupero il Benevento non riuscì a pareggiare, divorandosi anche un gol con Mignani. Replay anche nel big match di Catania del 26 ottobre scorso. Rossazzurri avanti con il discusso rigore di Cicerelli, sul finire della prima frazione, e Benevento che rischiò di incassare la seconda rete e che si dimostrò incapace di trovare almeno un gol, sciupando due chance con Tumminello e Mehic nel secondo tempo. 

Al novero di queste gare vanno aggiunte anche quella di Picerno e quella di Coppa a Giugliano. Nella prima i giallorossi, avanti di due reti, si fecero rimontare in appena 7’, non riuscendo poi a segnare il 3-2, nonostante oltre 20’ a disposizione. Contro i gialloblù la strega fu eliminata dalla competizione con un perentorio 2-0. La tendenza negativa è proseguita, almeno inizialmente, anche con l’avvento di Floro Flores in panchina. A Cosenza, nella seconda gara col trainer napoletano al timone, il Benevento andò addirittura in vantaggio con Lamesta, ma fu rimontato dalle reti di Kouan e Garritano. Non veemente la reazione dei giallorossi che non crearono nemmeno una palla gol nitida e rischiarono anche di incassare il tris in almeno due occasioni. 

Ma quella sconfitta al Marulla sembra essere stata il punto di svolta. E lo si vide già nel derby con la Salernitana: i giallorossi misero la freccia con Pierozzi ma, dopo il pari di Capomaggio, non uscirono dalla partita, bensì reagirono, dilagando fino al 5-1. In due delle ultime tre partite al Vigorito, la strega è andata due volte sotto. Col Crotone il gol di Zunno, al 28’ del secondo tempo, fu una doccia fredda, ma con Mignani al 37’ e Carfora in pieno recupero i sanniti strapparono i 3 punti ai calabresi. Infine, sabato scorso col Siracusa il Benevento ha ripreso in mano la partita dopo il gol di Di Paolo che aveva portato in vantaggio i siciliani dopo 20’. Immediato – dopo 3’ – il pari di Tumminello, poi agli sgoccioli della prima frazione i gol di Maita e Simonetti a mettere in ghiaccio la gara, evitando patemi anche dopo il gol di Pacciardi nel recupero della ripresa.

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