Calcio
Strega, l’onnipresente Lamesta confeziona, ‘Re Mida’ Pierozzi trasforma. Giallorossi a +6 su catania e +11 su Salernitana. Ora sotto col Trapani
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“All’ultimo respiro, il Benevento arpiona tre punti d’oro zecchino col solito sigillo del Re Mida Edoardo Pierozzi, il terzino col vizio del gol, al settimo sigillo stagionale (dopo Manconi e Salvemini è quello che ha segnato di più ), col solito assist di Davide Lamesta (e sono 12 in stagione). Il minuto è addirittura il 56′ della ripresa, con la gara che finisce dopo ben 15 minuti e mezzo di recupero. Succede di tutto in un finale pazzesco: rigore per il Benevento a 5 minuti dalla fine (fallo di Bassoli su Caldirola) con l’arbitro mandato all’Fvs dai giallorossi, dopo l’assegnazione Bertotto si gioca la card per un presunto fallo dell’attaccante e rispedisce il direttore di gara al monitor (senza esito). Salvemini calcia male e Marcone para, altra card del Benevento per l’uomo in area sul penalty ma la giacca nera non la considera. Poi quando la partita sembrava ormai potesse chiudersi così, ecco il coniglio dal cilindro dell’accoppiata mortifera che spedisce il Benevento in Paradiso: delizioso traversone e perentorio stacco che proietta i giallorossi a +6 sul Catania (gara rinviata) e + 11 sulla Salernitana sconfitta a Cerignola”. Lo scrive Il Mattino.
“Come previsto, Floro Flores in proiezione turno infrasettimanale (martedì i giallorossi saranno di scena a Trapani), attua un turnover “light”, cambiando il minimo indispensabile. Gli avvicendamenti nell’undici titolare sono solo due: Romano prende il posto di Ceresoli sulla corsia difensiva sinistra e Manconi 8che torna titolare dopo due gare in panca) quello di Tumminello in posizione di trequartista. Per il resto, tutto immutato rispetto alla sfida di domenica scorsa contro l’Atalanta Under 23”.
“Il Picerno è in serie positiva da 6 partite (4 pareggi e 2 successi) e reduce dalla netta vittoria interni nel derby di Basilicata contro il Potenza. Bertotto preferisce non toccare nulla e conferma la stessa formazione col medesimo sistema di gioco, il 4-3-3. Tra gli ex di turno in campo c’è solo il mancino Francesco Rillo, mentre Momo Kanouté deve osservare il secondo di tre turni di squalifica. La partita si presenta subito come abbastanza complicata anche perché il Picerno tiene costantemente 11 uomini dietro la linea della palla compatti nella propria metà campo. I lucani intasano gli spazi e non danno profondità ai giallorossi, costringendoli a palleggiare troppo e in qualche caso anche a sbagliare”.
“Al 2’ ci prova Scognamillo dalla grande distanza perché vede il portiere fuori dai pali, la sfera si perde sul fondo. Al 6’ corner di Lamesta, testa di Salvemini, la tocca Sscognamillo e la palla s’infila con Simonetti che ribadisc, ma l’abituro annulla per fuorigioco. Il Picerno si affaccia con Guadagni che calcia, Vannucchi fa buona guardia. Al 14’ una torsione innaturale del ginocchio sinistro fa temere il peggio per Simonetti che si accascia al suolo. La sua stagione potrebbe essere finita. Floro Flores inserisce Carfora senza cavare un ragno dal buco e più tardi sarà costretto a toglierlo nuovamente. Il Benevento ci riprova con Maita che recupera palla serve Salvemini che si gira e calcia, il portiere respinge. Al 25’ cross di Pierozzi, testa di Salvemini che finisce alta da ottima posizione. Al 32’ punizione di Lamesta, inzzucata di Saio a lato di un soffio: il Benevento non riesca a sbloccarla. Il primo tempo si chiude con altre due iniziative dell’incontenibile Lamesta, prima prova il tiro a giro (alto), poi la mette dentro per Salvemini che mette la zampata trovando ancora una volta Marcone sulla sua strada”.
“Nella ripresa il tema non cambia, Benevento all’arrembaggio, ma con qualche difficoltà. Il solito Lamesta punge, col tiro-cross, Marcone attento, poi sempre il numero 11 piazza sulla fronte di Salvemini un pallone che il centravanti manda ad impattare la traversa a portiere battuto. Ancora Lamesta da fuori area, Marcone coi pugni, poi Salvemini in diagonale (parato coi piedi) e Tumminello (a lato in spaccata) incutono paura al portiere ospite. Poi il convulso finale già raccontato, con il tripudio dello stadio “Vigorito” che esplode di gioia dopo 15 minuti e mezzo di recupero”.





