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Calcio

Strega, dalla Finlandia un tifoso speciale. Hetemaj gioisce per la B ritrovata: ‘Strameritata. Felicissimo per città, presidente e Floro’

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I muscoli e i polmoni di Perparim Hetemaj furono uno degli ingredienti fondamentali della cavalcata verso la A del Benevento di Pippo Inzaghi nell’annata 2019/20. Il finlandese arrivò sul gong del mercato, dopo l’infortunio di Schiattarella, ma proprio insieme all’ex Spal e a Viola compose un centrocampo formidabile. Il centrocampista rimase anche in Serie A, salutando nel giugno 2021 con 65 presenze. In carriera Hetemaj è stato anche compagno di squadra di Floro Flores, al Chievo dal 2015 al 2017. Attualmente è allenatore della formazione B dell’HJK Helsinki, il Klubi 04. “Sono felicissimo per la città, per i tifosi, per il presidente e per Antonio. È un traguardo straordinario e strameritato. Seguo, anche da lontano, il Benevento con grande affetto. Auguro di ripetere la cavalcata vissuta da me in giallorosso e di salire subito in Serie A”, dice Hetemaj, che ha rilasciato una bella intervista al quotidiano Il Mattino.

A distanza di sei anni, il Benevento centra un’altra promozione, stavolta in B…

“In giallorosso ho vissuto due anni straordinari, abbiamo vinto un campionato incredibile, purtroppo sono stato protagonista anche di una amara retrocessione. Ma è il calcio e la gente sannita mi ha dato tanto. Sono molto contento anche per i miei ex compagni: ho visto che Caldirola è tornato, giocatore forte e ragazzo serio. C’è anche Tumminello, con cui sono stato a Reggio Calabria, un attaccante che con la C centra pochissimo. Da calciatori, vincere un campionato è bellissimo e ti dà emozioni impagabili”.

Anche oggi, un gruppo solido, con valori umani e tecnici importanti. Come quello che ha conquistato la A nel 2020?

“Assolutamente sì, lo spogliatoio conta tantissimo, quando vuoi vincere un campionato. C’è un merito di tutte le componenti, sono stati scelti i calciatori giusti, sia dal punto di vista tecnico che umano. Se i calciatori stanno bene nello spogliatoio e fuori dal campo, è più facile vincere in campo”.

Promozione archiviata con tre giornate di anticipo. Benevento troppo forte e continuo o sono più i demeriti delle inseguitrici?

“Il Benevento ha dominato: vincere non è mai facile in qualsiasi categoria. Se vinci con anticipo e con così tanti punti sulla seconda, vuol dire che non hai sbagliato nulla. Il girone è molto competitivo. Sicuramente il Catania ha avuto qualche passaggio a vuoto. La terza serie, in Italia, non è facile. La società sta lavorando molto bene con i giovani e questo, soprattutto in questo momento storico del calcio italiano, è molto importante. I giovani hanno bisogno di giocare, ma non soltanto perché sono giovani, ma anche perché sono bravi. Vanno seguiti e supportati nella loro crescita”.

Ad appena 39 anni lei allena. È giusto dare spazio ai giovani anche in panchina, come ha fatto il Benevento con Floro Flores?

“Antonio lo ricordo benissimo, era un attaccante fortissimo. In Italia c’è una grande tradizione di allenatori ed è più facile imparare. Antonio capiva tanto di calcio, già da calciatore. La società è stava bravissima e coraggiosa a dargli una chance e lui è stato bravo a coglierla, facendosi trovare pronto e facendo anche i giusti cambiamenti al momento giusto. Ha fatto un gran lavoro. Come per i calciatori, vale per gli allenatori: conta prima la bravura dell’età. Se Antonio è stato scelto è perché è bravo e lo ha dimostrato. Non c’è per forza bisogno che un allenatore sia esperto, affinché sia bravo. In Italia questa prassi c’è, ma è tempo di perderla”.

Qual è il segreto per vincere in Serie B?

“Posso parlare, per la mia esperienza da calciatore, perché da allenatore devo farne ancora. C’è bisogno di un gruppo unito, coeso e disciplinato, ma anche di un progetto e di idee calcistiche chiaro. E poi tutti devono conoscere l’obiettivo, così è più facile fare bene. Ovviamente contano anche i valori tecnici. L’anno che vincemmo la B, io ero in una squadra con calciatori fortissimi in ogni reparto e avevamo un allenatore preparato e con grande voglia e fame che ha trasmesso a tutti noi”.

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