Calcio
Strega, 11 gol incassati in 5 gare ufficiali e un’intesa ancora da registrare: la salvezza in B passa anche dalla solidità difensiva
Ascolta la lettura dell'articolo
Nell’immediato post gara di Ascoli, Antonio Floro Flores ha provato ad ostentare sicurezza: “Non sono preoccupato”. Ma inevitabilmente l’attenzione è ricaduta sui gol subiti (troppi) nelle prime uscite stagionali. “Commettiamo troppe ingenuità”, continua a ripetere l’allenatore che deve al più presto trovare i correttivi giusti: venerdì arriverà la corazzata Verona. Alcune dirette concorrenti per la salvezza già corrono (Sudtirol e Ascoli a 7 punti, l’Empoli a 6), peggio del Benevento, per gol presi, hanno fatto Juve Stabia (5), Entella (5), Catanzaro (7), Vicenza (7) e Arezzo (9), ma le 4 reti in tre giornate diventano 11 se si contano anche le due gare di Coppa Italia contro Ravenna e Fiorentina.
I 3 gol presi in casa dai romagnoli e i 4 presi a Firenze erano già stati segnali da non sottovalutare. L’obiettivo dichiarato della società è la salvezza e allora il paragone non può non essere fatto con l’ultimo Benevento in Serie B, quello che nel 2022/23 chiuse mestamente ultimo, pur essendo partito per ben altri obiettivi. Nelle prime tre giornate di quel campionato la squadra di Caserta incassò 2 reti: quella di Larrivery nel ko interno all’esordio col Cosenza e quella di Garritano nella vittoria col Frosinone, tra le due lo 0-0 di Marassi col Genoa. Peggiore il rendimento di due delle quattro retrocesse dello scorso anno: dopo tre turni il Pescara aveva preso 7 gol e il Bari 6 (3 invece per Spezia e Reggiana).
Se nelle prime uscite con Modena e Sudtirol la sofferenza difensiva del Benevento si era concentrata nel secondo tempo (dal 20’ in poi), al Del Duca è durata praticamente tutto il primo tempo, senza considerare la ripresa che la squadra ha dovuto affrontare per intero in inferiorità numerica. Nella prima frazione i giallorossi hanno concesso almeno tre palle gol nitide alla squadra di Tomei – senza considerare almeno altre due situazioni pericolose – paradossalmente di più di quanto concesso nella seconda frazione con l’uomo in meno. A salvarsi è stato il solo Vannucchi che, nel primo tempo, ha respinto due conclusioni di Guiebre e D’Uffizi e, nel secondo, ha sfoderato una paratissima su Chakir, non potendo però nulla sul rigore di Brunori, bravo a spiazzarlo.
I quattro interpreti della retroguardia sono apparsi in netta difficoltà: Sernicola incapace di contenere D’Uffizi e Guiebre, Scognamillo non perfetto nelle chiusure, Saio assente nel gioco aereo e disattento nell’uno contro uno e Beruatto in difficoltà nel limitare Silipo. Volendo salvare i terzini, che si stanno inserendo in un nuovo sistema di gioco e con nuovi compagni, sorprende la poca solidità della coppia Scognamillo-Saio, la stessa dello scorso campionato. Non è andata meglio con l’ingresso di Dalle Mura (all’esordio) e il passaggio alla difesa a tre: l’ex Juve Stabia si è fatto scavalcare dal cross di D’Uffizi sull’occasionissima per Chakir. In un contesto di partita con la squadra in dieci e i padroni di casa che premevano per il vantaggio, sarebbe stato forse più logico buttare nella mischia l’esperto Caldirola.
Ma è evidente come al Benevento stia mancando anche il lavoro di filtro del centrocampo: sia Maita che Prisco stanno dando poco in fase difensiva. Entrambi si prendono pure grossi rischi in impostazione, perdendo spesso palla. Dopo il pari col Sudtirol e il gol preso sul contropiede finalizzato da Merkaj, Floro Flores aveva sottolineato come servisse più attenzione sulle ripartenze, gestendo meglio palla in zona offensiva. Sabato, su due angoli a favore battuti però male, la Strega si è fatta trovare completamente scoperta sui contropiedi; in una occasione Prisco ha dovuto spendere il giallo, per fermare l’azione avversaria, che poi gli è costato successivamente l’espulsione.





