Calcio
Più che un sistema è stato un uomo a cambiare la Strega: Kouan indispensabile ”equilibratore” grazie a corsa, aggressività e sacrificio
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Nelle ultime due partite Antonio Floro Flores ha trovato l’abito giusto per il suo Benevento, ovvero il 4-3-3. La novità principale è stata in mediana, rinforzata con un interprete in più rispetto al 4-2-3-1, modulo di partenza e che ha fatto la fortuna della Strega nella scorsa stagione. Come nello scorso campionato è stata una sconfitta a far cambiare idea al tecnico. Il 23 novembre 2025 il Benevento perdeva a Cosenza e Floro Flores decideva di mettere in soffitta il 3-4-3, utilizzato da Auteri a cui era subentrato, per passare al 4-2-3-1 già nel derby contro la Salernitana, che finì 5-1 per i giallorossi.
Lo stesso è accaduto in questo campionato, con l’abbandono del 4-2-3-1 dopo il ko di Ascoli, per passare al 4-3-3 nella vittoria interna col Verona. La scelta di cambiare vestito tattico è stata dettata sia dall’assenza per squalifica di Prisco nella sfida con i gialloblu, ma anche dall’assenza di un calciatore come Simonetti in grado di dare sia supporto alla punta ma anche ai centrocampisti, visto che sia Okereke, da esterno, che Tumminello, da trequartista, sono meno portati a fare la fase difensiva. Dopo i primi tre mesi in giallorosso, Christian Kouan sembrava destinato a ricoprire ancora il ruolo di alternativa a Maita e Prisco. Il Benevento lo ha preso nel gennaio scorso dal Cosenza, sborsando anche una cifra considerevole per il cartellino e facendogli firmare un triennale: un investimento rivolto soprattutto al futuro, visto che Kouan vanta una discreta esperienza in Serie B (144 presenze).
Da febbraio a maggio però il classe ’99 ha giocato appena 13 partite, di cui 4 da titolare, chiuso da Maita e Prisco. L’auspicio era che Kouan, per esperienza, dinamismo, corsa e capacità di sacrificarsi per la squadra, potesse tornare utile in cadetteria. E così è stato: col nuovo modulo il nigeriano è infatti diventato una pedina fondamentale. L’ex Perugia ha giocato dall’inizio le ultime due partite con Verona e Carrarese, riscattando con due prove molto positive il grave errore di Ascoli (la trattenuta su Corradini che ha causato il rigore realizzato da Brunori); era stato titolare anche col Modena, in un finto 4-3-3, dove aveva agito da pendolo tra trequarti e mediana. Sia contro il Verona che con la Carrarese, Kouan è stato tra i migliori in campo tanto da disputare per intero entrambe le gare, a differenza di Siatounis, tolto in anticipo da Floro Flores. Il greco non ha finora convinto e quindi col ritorno di Prisco a farne le spese sarebbe proprio lui, visto lo spostamento di Maita come mezzala e la conferma di Kouan.
Il ventiseienne non ha certo la tecnica sopraffina tra le sue principali caratteristiche (contro la Carrarese è arrivato almeno tre volte al tiro da buona posizione, senza però finalizzare), ma, se adeguatamente supportato e se gioca semplice, può non andare in difficoltà. Il numero 56 ha però altre doti che si stanno rivelando molto preziose. Corsa, aggressività e capacità di sacrificarsi stanno dando maggiore solidità difensiva al Benevento: Kouan non sa solo accompagnare la fase offensiva, ma soprattutto dare man forte a quella difensiva. L’ex Cosenza non è un novellino della categoria – già sei stagioni disputate in B con le casacche di Perugia e Cosenza – e questo è un aspetto che gioca certamente a suo favore, rispetto a compagni meno esperti come Siatounis, Talia e Mannini. Kouan è certamente animato da voglia di riscatto: nelle sue ultime due annate in cadetteria, nel 2022/23 e nel 2024/25, due retrocessioni in C.





