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Calcio

Strega, abbondanza e nodi da sciogliere: il 4-3-3 dà equilibrio ma penalizza Tumminello e costringe Okereke e Cherubini a una staffetta

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Le valutazioni si fanno sul campo e Floro Flores, senza proclami, sta portando argomenti a sostegno delle proprie scelte. Il Benevento non è ancora un prodotto finito, ma mostra una disponibilità al cambiamento che può diventare un valore importante lungo una stagione così lunga. La profondità della rosa è un altro elemento che sta emergendo in casa giallorossa. Il recupero di uomini e la possibilità di intervenire sugli assetti offrono al tecnico diverse soluzioni, tanto a gara in corso quanto nella preparazione delle partite. 

Il ritorno immediatamente positivo di Romano è una buona notizia, così come quello di Simonetti, finalmente in campo dopo un calvario durato otto mesi. Per quest’ultimo, al di là dei minuti giocati, il rientro rappresenta una tappa importante sul piano personale e una risorsa in più per il gruppo. L’attuale abbondanza tuttavia, genera pure qualche nodo da sciogliere. Il 4-3-3 ha dato equilibrio e riferimenti chiari, ma di fatto penalizza alcuni elementi in attacco. Tumminello, apparso sempre più rabbuiato, fatica a trovare spazio in un sistema che non sembra valorizzarne al meglio le caratteristiche. Anche Verdi attende occasioni per tornare protagonista, mentre Mignani aspetta impaziente una chance, ma avendo attitudini diverse da quelle di Salvemini, diventa funzionale solo in alcuni tipi di gare. 

C’è poi la questione legata ai due giocatori più talentuosi arrivati dal mercato, Okereke e Cherubini, che per caratteristiche e posizione tendono a occupare zone simili: con l’attuale assetto, difficilmente possono essere impiegati contemporaneamente senza modificare qualche equilibrio. Una ricchezza tecnica che, per diventare un vantaggio pieno, richiede nuove soluzioni. Ed è un peccato che tra i due ne debba giocare sempre e soltanto uno. È il rovescio della medaglia di una squadra che sta trovando una propria fisionomia: quando un sistema funziona, si rischia di sacrificare interpreti che potrebbero offrire alternative preziose. Ma proprio la gestione di queste risorse potrà dire molto sulla crescita dell’allenatore. La possibilità di cambiare modulo, alzare o abbassare un centrocampista, ridisegnare il tridente o passare a una difesa a tre non deve essere soltanto un’opzione d’emergenza, bensì uno strumento per valorizzare il potenziale dell’intero organico. Il calendario offrirà presto nuove occasioni per sperimentare, anche senza perdere la solidità che ha accompagnato gli ultimi risultati. Intanto, ieri capitan Maita e compagni si sono concessi il meritato relax.

Domenica mattina i giallorossi hanno svolto una seduta di scarico, utile per smaltire le fatiche della gara contro il Cesena, ieri la squadra è tornata al lavoro ma si è misurata prima con i test BIA, acronimo di Bioelectrical Impedance Analysis, ovvero analisi dell’impedenza bioelettrica. Si tratta di una valutazione strumentale che, attraverso il passaggio di una corrente elettrica a bassissima intensità, consente di stimare alcuni parametri della composizione corporea, come la distribuzione dei liquidi e la massa magra. In ambito sportivo può fornire indicazioni utili allo staff per monitorare lo stato degli atleti e integrare il lavoro di gestione dei carichi e del recupero, pur non sostituendo le altre valutazioni mediche e prestative. 

La ripresa degli allenamenti è stata già orientata alla prossima sfida, perché il calendario non concede pause e il Vicenza è alle porte. Sabato il “Ciro Vigorito” tornerà a essere il centro della scena, per la quinta gara interna delle prime sette giornate. Un’altra occasione da sfruttare, un altro appuntamento per dare continuità al momento positivo e dimostrare che il settimo posto non è soltanto una fotografia momentanea. Da valutare le condizioni di Sernicola, alle prese con una parotite infettiva acuta (dovrà stare anche lontano dal resto del gruppo) e di Scognamillo, alle prese con una botta alla schiena.

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