Calcio
Arezzo-Benevento, Vannucchi sfida il passato: duello tra i pali con l’ex Nunziante che difende la porta amaranto
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I due gol incassati col Vicenza non gli sono andati giù. Gianmarco Vannucchi poteva, forse, fare qualcosa in più sulle conclusioni di Corazza e Caferri, ma non può di certo essere crocifisso, visto che è stato decisivo in altre occasioni e resta un leader dello spogliatoio giallorosso. L’ex Taranto avrà certamente masticato amaro, poiché assaporava già il terzo clean sheet di fila, dopo quelli con Carrarese e Cesena. Il Benevento ha la terza miglior difesa del torneo, con 7 gol incassati, dietro ad Ascoli (6) e Sudtirol (5), sabato ad Arezzo Vannucchi vorrà chiudere la porta a doppia mandata, proprio nella “sua” Toscana (è nato a Prato); meglio di lui, con 3 clean sheet, solo Plizzari del Sudtirol.
Sarà duello generazionale a distanza con un ex giallorosso, ovvero Alessandro Nunziante, che, a difesa dei pali dell’Arezzo, non ha preso gol in due partite (Empoli e Cremonese), come Vannucchi. Il portiere classe ’07 sfiderà per la prima volta, dal suo addio, il Benevento, società in cui si è formato calcisticamente, fino all’esordio tra i professionisti. Ad appena sedici anni il calciatore foggiano arrivò nel Sannio, entrando a far parte della formazione Under 17 (dal 2021 al 2023), dove è stato compagno di reparto di Esposito, attuale vice di Vannucchi, prima di passare in Primavera (2023/24). Proprio in quella stagione, dopo la retrocessione del Benevento in C, Nunziante, che aveva già collezionato una convocazione in B (nella gara del maggio 2023 contro il Modena), iniziò ad affacciarsi alla prima squadra, facendo da terzo dietro a Manfredini e al titolare Paleari. L’esordio arrivò in una gara di Coppa Italia contro il Giugliano, nell’ottobre di tre anni fa; nel mentre il ragazzo era già entrato nel giro delle nazionali giovanili azzurre, tanto da vincere, nel giugno 2024, l’Europeo Under 17.
Con l’addio di Paleari, il Benevento, per volere del presidente Vigorito, decise di non prendere un portiere esperto e navigato, ma di puntare tutto su Nunziante, eletto dunque titolare. Il portierino ha giocato 31 partite nella stagione 2024/25: l’avvio fu molto positivo, di pari passo con quello della squadra, ma verso la metà del girone di ritorno le cose cambiarono. Nunziante incappò in una serie di errori grossolani, dovuti anche da una squadra in caduta libera, e chiuse la stagione con due panchine contro Giugliano, all’ultima giornata, e Juventus Next Gen, nella prima e unica gara dei playoff che sancì l’eliminazione della Strega. Al di là delle altalenanti prestazioni, il valore del ragazzo si era comunque alzato e, nell’estate di un anno fa, fiutando l’affare e avendo già preso Vannucchi, il Benevento lo ha ceduto all’Udinese, realizzando una importante plusvalenza.
“Ricordo ancora il mio provino al campo Avellola, avevo tredici anni, dentro di me c’erano tutta la voglia e la determinazione di conquistare una maglia nel settore giovanile di un club importante. Volevo inseguire il sogno di giocare a calcio. Mai avrei immaginato che a distanza di cinque anni quel sogno sarebbe diventato realtà – il messaggio di addio che Nunziante affidò ai suoi canali social -. A Benevento ho vissuto anni bellissimi. Ho fatto tutta la trafila del settore giovanile, dall’Under 14 alla Primavera, ho esordito in prima squadra a sedici anni, ho conseguito il diploma di maturità. Ho costruito amicizie nello spogliatoio e fuori e vissuto momenti che porterò sempre nel cuore e che hanno segnato profondamente la mia adolescenza. Questa realtà mi ha visto crescere grazie alla passione e alla disponibilità di tante persone che, fin dal primo giorno, mi hanno accolto a braccia aperte facendomi sentire a casa. Tutto quello che ho realizzato – e tutto ciò che verrà – lo devo soprattutto a loro”. Dopo una stagione in massima serie, senza però giocare, l’Udinese ha deciso di cederlo in prestito in B. Ad Arezzo Nunziante sta giocando praticamente sempre: 9 presenze finora tra campionato e Coppa e un rendimento molto positivo.





