Calcio
Laneri, DS del Siracusa ed ex Strega: “Abbiamo chiesto Carfora, Sena può esserci utile. Sabato una bellissima partita tra squadre che giocano a calcio”
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Nell’annata 2012/13 il Benevento cambiava tre allenatori passando da Martinez, che aveva raccolto l’eredità del compianto Imbriani, a Ugolotti e poi a Carboni. Il direttore generale dei giallorossi, che chiusero l’annata con un anonimo sesto posto, era Antonio Loschiavo. Negli organigrammi societari, come responsabile scouting, c’era anche Antonello Laneri, attualmente direttore sportivo del Siracusa, in piena lotta salvezza nel girone C (quartultimo con 21 punti) e prossimo avversario dei giallorossi, sabato al Vigorito. I siciliani hanno battuto big del torneo come Potenza, Casarano e Salernitana. Laneri è stato anche a Catania, vincendo un campionato di D nel 2022/23, e a Trapani, nel 2021/22. Laneri ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Mattino.
Un girone dopo il Benevento sfiderà tutt’altro Siracusa che non verrà a fare barricate al Vigorito…
“Dalle altre in lotta in bassa classifica ci distingue il voler giocare a calcio. Abbiamo un’identità e giochiamo allo stesso modo contro qualsiasi avversario: che sia il Benevento, il Catania o la Salernitana, per noi non fa nessuna differenza. Al Vigorito ci giocheremo le nostre chance, con coraggio e senza paura”.
Che Benevento ritrova dopo diciannove partite?
“Vedo una squadra che gioca bene, che ha tantissima qualità e che certamente vorrà vincere perché ha un obiettivo importante. La pressione sarà tutta per i giallorossi. Sabato mi aspetto davvero una bellissima partita”.
Che ricordo ha conservato della piazza giallorossa?
“Bellissimo. C’era già una società di altissimo livello. Vigorito è una rarità nel calcio di oggi. Dalla A alla C è difficile trovare un presidente come lui. È una persona presente, perché è innamorato della piazza e della squadra che tratta come una figlia. Con lui ho mantenuto un rapporto importante. Benevento è una città bellissima e con una grande cultura calcistica”.
Catania è anche una piazza che conosce bene. Etnei e sanniti si giocheranno la B?
“Assolutamente sì, sono le due principali pretendenti. Non escluderei però la Salernitana che è sempre lì; ci saranno tanti scontri diretti nel girone di ritorno. I granata ospiteranno all’Arechi sia rossazzurri che giallorossi”.
Il Giugliano ha cambiato ancora allenatore, Picerno e Foggia sono molto attive sul mercato. Sarà lotta fino all’ultima giornata pure per la salvezza?
“Ci sono tante squadre coinvolte in pochi punti. Non vanno dimenticate anche Sorrento e Latina. Sarà diverso dall’anno scorso, una lotta così non si vedeva da anni. Sarà difficilissimo mantenere la categoria”.
Un solo arrivo (Caldirola) finora in casa Benevento. È difficile migliorare una squadra prima in classifica?
“Certo che sì, perché se cambi tanto non è detto che ottieni ciò che vuoi. Ci vuole tanto tempo per mettere insieme i calciatori nuovi e rischi di pagare con i risultati. In estate noi abbiamo cambiato molto e infatti non siamo partiti bene. È normale che le squadre in vetta debbano cambiare pochissimo”.
Il Siracusa finora ha perfezionato alcune cessioni. È vero che vi siete interessati a Carfora e a Sena?
“Carfora lo abbiamo chiesto ai giallorossi. Giochiamo con gli under e cerchiamo ragazzi che vogliono mettersi in mostra e che hanno gamba e corsa. Il Benevento però vuole tenerselo stretto. Noi avremmo voluto valorizzarlo. Sena è un profilo che potrebbe esserci utile”.
È preoccupato per la situazione del Trapani?
“Sì, non sappiamo cosa succederà. Si rischia di ritrovarsi in un torneo quasi falsato. In caso di esclusione per noi sarebbe penalizzante: perderemmo i 3 punti conquistati all’andata e non giocheremmo il ritorno. Dispiacerebbe tanto anche veder finire il calcio in una piazza passionale come quella granata. Speriamo volga tutto per il meglio”.
Il Siracusa ha invece risolto i suoi problemi?
“Qualche problema ce l’abbiamo ancora: saremo certamente penalizzati. Abbiamo un’altra scadenza a febbraio, ci è stato detto però che sarà rispettata. Noi continuiamo a lavorare per portare a termine il nostro percorso, cercando di non farci influenzare da ciò che succede fuori dal campo”.





