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Calcio

Strega, senti Maita: “Gruppo fantastico di uomini veri. Sono sceso in C per Vigorito, ora vogliamo la A. In B col 4-2-3-1? Si può. Ma posso anche fare la mezzala a 3

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Mattia Maita è uno dei pilastri del Benevento volato in B. Non solo capitano, ma anche leader tecnico e caratteriale di una squadra che spesso, insieme agli altri senatori del gruppo, si è caricato sulle spalle. Per il centrocampista siciliano è la terza promozione in carriera, la seconda in B, dopo quella a Bari nel 2022 (nel 2011/12 a Catanzaro ha vinto un campionato di Lega Pro Seconda Divisione). Con altri tre anni di contratto (la promozione ha fatto scattare automaticamente il rinnovo fino al 2029), Maita sarà uno dei punti fermi da cui ripartire in cadetteria e ha rilasciato una incessante intervista in esclusiva al quotidiano Il Mattino.

C’è un gesto, uno sguardo, una frase nello spogliatoio che si porterà dietro anche tra dieci anni?

“C’è un gruppo fantastico, di uomini veri. Salvemini, Vannucchi, Tumminello, Scognamillo e tanti altri hanno dato un contributo fondamentale. Riportare in B il Benevento è stata la vittoria di tutti. Vincere in questo girone, facendo 80 punti e dandone 12 alla seconda, dà la dimensione di ciò che abbiamo fatto”.

Perché, l’estate scorsa ha detto sì al Benevento, accettando di scendere di categoria?

“L’ho fatto solo ed esclusivamente per il presidente. Sapevo dove sarei andato e che lui è un vincente e sapevo che voleva tornare in Serie B. Ora voglio arrivare in Serie A, perché con lui tutto è possibile”.

La partita in cui avete capito che sareste arrivati davanti a tutti?

“Quella col Picerno. Era una partita stregata: pali, traverse, miracoli del portiere e il rigore sbagliato da Ciccio (Salvemini, nda). Poi arriva un terzino destro (Pierozzi, nda) e la risolve”.

Avete vinto senza mai dare l’impressione di dover inseguire. Ma avete mai percepito il pericolo di poter perdere contatto dalla vetta?

“Immaginare di rimanere sempre in alto era difficile, perché eravamo una squadra con tanti giocatori nuovi. Nel girone di andata abbiamo perso qualche partita di troppo, ma non ho mai avuto la sensazione che avremmo mollato. Abbiamo sempre reagito alle difficoltà, dando tutto in campo”.

Il merito di Floro Flores?

“Ci ha dato tanta serenità e idee di gioco. Poi ha dato la possibilità a tutti, anche a chi giocava meno, di esprimersi. Ha trascinato tutti verso un’unica direzione”.

A questa vittoria ha contribuito però anche Auteri…

“Assolutamente sì, va ringraziato, perché se abbiamo vinto è anche merito suo. La società ha preso una decisione, ma io, da calciatore, dovevo pensare solo a giocare. Certo, non è stato facile sia per me, che per Stefano (Scognamillo, nda), perché siamo legati al mister”.

La B la conosce bene, che campionato troverà il Benevento?

“Difficilissimo ma bellissimo. Ci sono tante squadre competitive, bisognerà saper superare i momenti difficili e spingere sempre forte. Ogni punto, in B, fa la differenza”.

Prisco è pronto per la categoria superiore?

“Prontissimo. È un ragazzo fantastico, che ha voglia di imparare ed ascolta i consigli. Le qualità tecniche si sono viste in campo. Può migliorare ancora, deve solo essere ambizioso e non avere limiti”.

In campo sembra sempre sapere quando rallentare e quando accelerare: è istinto o lettura costruita negli anni?

“L’esperienza e l’aver giocato con giocatori importanti mi hanno aiutato tanto. In una partita non puoi andare sempre forte, altrimenti perdi lucidità nei momenti clou; a volte devi anche dosare le energie e capire le fasi”.

Che capitano è Mattia Maita? Uno che parla o uno che osserva e interviene al momento giusto?

“Innanzitutto, dico che è un orgoglio essere capitano di questa squadra, dove però ci sono tanti altri leader. In campo parlo tantissimo, ma fuori cerco anche di lasciare tranquilli i compagni. Ho sempre sentito la fiducia di tutti”.

Il 4-2-3-1 è un sistema di gioco sostenibile anche in Serie B o servirà un centrocampo a tre? E in quel caso, tra lei e Prisco, chi vede più da mezzala e chi da vertice basso?

“Penso che con questo modulo si possa giocare anche in B. A me piace giocarci, perché siamo offensivi. Non avrei problemi a tre, a Bari ho fatto sia la mezzala che il play. Antonio, sicuramente, è più un regista”.

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