Calcio
Benevento, cambio di rotta sul mercato: niente aste o dissanguamenti. Inevitabile la rinuncia ai principali obiettivi, i retroscena. Ma c’è ancora tempo
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Come un allenatore manda segnali alla squadra attraverso le sostituzioni, così una società invia segnali all’ambiente attraverso il mercato. Dopo l’ingaggio del difensore centrale Christian Dalle Mura a zero dalla Juve Stabia (operazione nata e conclusa nella giornata di giovedì e ascrivibile interamente ad Emanuele Padella che l’ha caldeggiata – come quella di Borghini lo scorso anno – e definita), il cambio di rotta del Benevento diventa ancora più evidente: il club giallorosso, secondo quanto rileva Il Mattino, non intende partecipare ad aste e neppure a giochi al rialzo, tantomeno dissanguarsi per quelli che erano i principali obiettivi.
E’ il caso di Bellich, dichiarato incedibile a più riprese dal club gialloblù (probabilmente, per far almeno vacillare la dirigenza stabiese, occorreva svenarsi con una super-offerta), che in alternativa ha proposto il ragazzo scuola Fiorentina. Un gradito omaggio che il Benevento ha accettato, valutandolo come idoneo già a gennaio scorso, soprattutto alla luce di quella che in fondo era la strategia di base: se non si riesce ad arrivare ai calciatori in grado di fare la differenza, piuttosto che ripiegare su profili alternativi che comunque avrebbero un costo, meglio valorizzare le risorse interne. Carli e Padella un mese e mezzo fa erano fiduciosi di poter condurre in porto l’operazione Bellich perché avevano incamerato da subito la disponibilità del calciatore al trasferimento. Ma poi, considerato il muro eretto dalle Vespe, anziché convergere su un improbabile piano B, si è scelto di cogliere al volo l’occasione Dalle Mura, prelevato gratis (firmerà il canonico triennale). Stando ai bene informati, la finalità della dirigenza sarebbe quella di vedere Pietro Saio ancora titolare accanto a Scognamillo: in tal caso, il ragionamento non farebbe una piega e nessuno si scandalizzerebbe se il nuovo arrivato fosse destinato a fargli da riserva.
Anche su Pontisso, passato alla Cremonese per una cifra vicina ai 2 milioni di euro, non si può dire che il Benevento non ci abbia provato. Lo testimoniano le telefonate, a cadenza quasi giornaliera che Emanuele Padella, compagno di Pontisso a Vicenza per tre anni di fila, ha rivolto al centrocampista mentre era in Sardegna per godersi le vacanze. Lo stesso dicasi per Leone, per il quale si è scomodato il presidente Vigorito in prima persona. Nel caso in questione, il mediano aveva già scelto Pisa come destinazione. Floro aveva chiesto anche Marras del Mantova, finito sempre al Pisa per 2 milioni.
Di giocatori forti e appetibili, in circolazione ce ne sono pochi e quindi la concorrenza è foltissima. Competere con realtà come Pisa, Cremonese (entrambe hanno pure beneficiato del “paracadute” da 10 milioni), Verona (25 milioni), Palermo (stessa proprietà del Manchester City) è dannatamente complicato. Il Benevento sta agendo nella convinzione di avere già un impianto di squadra competitivo per la B da integrare con atleti d’esperienza e qualche altro ritocco. Se c’è la possibilità di prendere qualcuno in grado di spostare gli equilibri, ben venga. Altrimenti bisogna trovare delle soluzioni alternative. E pazienza se alcune di queste non “scaldano” gli entusiasmi della piazza. Una direzione che può piacere o meno, ma che rispecchia appieno la realtà, senza fraintendimenti.
E a proposito di entusiasmi, non è che la campagna abbonamenti stia andando a gonfie vele. L’Ascoli ha fatto 6 mila tessere in 24 ore (ora è a 8500). L’Avellino è a quota 7200, le altre neopromosse tutte sopra al dato del Benevento (2623 ad oggi), nonostante prezzi più o meno simili. In entrata si continua a lavorare per l’esterno sinistro Cherubini (Pierini operazione da 4 milioni complessivi tra stipendio e cartellino). Mercato in uscita: il trasferimento in prestito di Carfora al Foggia sembra imminente. Vicino ai satanelli anche Sena, Viscardi per ora non si muove. Dopo Mehic, Auteri ora sta facendo un pensierino anche a Manconi (ma bisogna convincerlo), sul quale continua il pressing della Casertana. Lunedì la firma di Borghini sul biennale con opzione col Guidonia.





