Calcio
Strega, ad Arezzo il capolavoro di Floro Flores: personalità da vendere e maturità da grande squadra. Come far coesistere Cherubini e Okereke…
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“La potenza è nulla senza controllo”, recitava un celebre slogan pubblicitario. Il Benevento di Floro Flores, come scrive Il Mattino, sembra aver fatto suo questo principio, trasformandolo in una precisa filosofia calcistica. Perché la forza, il talento e le individualità di questa squadra non sono mai stati in discussione. Ciò che sorprende, semmai, è la rapidità con cui i giallorossi hanno imparato a governarli, mettendo insieme due qualità che generalmente richiedono tempo per essere acquisite: una personalità da vendere e una maturità da grande squadra. Ad Arezzo si è vista la sintesi perfetta di questa trasformazione.
Non una semplice vittoria, ma un’autentica dimostrazione di superiorità, contro un avversario annichilito e mai realmente in grado di mettere in discussione il risultato. Il dato più significativo, forse, è proprio questo: in 8 partite il Benevento non è mai stato veramente messo sotto da nessuno. Ha sbagliato una sola gara, quella di Ascoli, pagando soprattutto una fase di assestamento che appare ormai definitivamente superata. Per il resto, anche quando non ha vinto, ha quasi sempre dato la sensazione di essere padrone del proprio destino. Il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3 ha certamente contribuito a questa metamorfosi, ma sarebbe riduttivo spiegare tutto attraverso i numeri di un sistema di gioco. È cambiato soprattutto l’atteggiamento.
Il Benevento è diventato più equilibrato, compatto, sicuro delle proprie possibilità. Sa quando accelerare e quando gestire, aggredisce le seconde palle, esce con qualità dalla pressione avversaria e, soprattutto, non perde mai le distanze tra i reparti. Ha imparato ad adattarsi alle esigenze della categoria in tempi sorprendentemente rapidi, senza rinunciare alla propria identità. E ad Arezzo tutto questo è apparso evidente fin dai primi minuti. Gli amaranto hanno provato a partire forte, secondo il copione abituale delle squadre di Cristian Bucchi, ma si sono ritrovati presto intrappolati nell’organizzazione giallorossa. Il Benevento ha preso campo, imposto il proprio fraseggio e progressivamente tolto ossigeno agli avversari. Una partita senza storia, praticamente senza sofferenza, nella quale la Strega ha sempre trasmesso la sensazione di avere il controllo delle operazioni. La solidità difensiva è uno dei pilastri di questa crescita.
Con appena 7 reti incassate, il Benevento vanta la seconda miglior difesa del campionato, seppur in coabitazione con altre quattro squadre. Ad Arezzo è arrivato il terzo clean sheet stagionale, coinciso, non casualmente, con altrettante vittorie. La retroguardia è ormai granitica, protetta da un centrocampo che lavora con applicazione e intelligenza. Positivo l’esordio dal primo minuto di Dalle Mura, apparso subito a proprio agio nei meccanismi della squadra, ulteriori conferme sono arrivate da Beruatto sulla corsia sinistra. Maita da metronomo sta salendo di colpi. Kouan resta imprescindibile per intensità, capacità d’interdizione e dinamismo. E poi c’è Siatounis, finora autentico valore aggiunto di questo Benevento. Il greco è stato il migliore in campo, firmando il terzo gol consecutivo e impreziosendo la prestazione con giocate di qualità, come l’assist al bacio per Cherubini, fermato soltanto dal palo. Davanti Okereke è tornato mortifero. Buona l’intuizione di schierare Cherubini sulla destra. Floro Flores sta cercando di ovviare al piccolo paradosso dei mercato: i due investimenti più importanti dell’estate, Cherubini e Okereke, hanno entrambi nell’esterno sinistro il ruolo naturale. Spostare l’ex Roma sull’altra corsia consente di farli convivere, anche se, giocando sul piede forte e non a piede invertito, Cherubini inevitabilmente perde qualcosa in termini di imprevedibilità e capacità di accentrarsi per concludere. È una soluzione ancora da perfezionare, ma il tentativo merita attenzione.
E qui si arriva all’artefice di questo capolavoro: Antonio Floro Flores. La capacità di leggere le difficoltà, mettere in discussione le proprie convinzioni e trovare rapidamente le soluzioni più efficaci. Non si è mai intestardito su un’idea, non ha cercato alibi, non ha avuto paura di cambiare. Ha corretto ciò che non funzionava, valorizzato le caratteristiche dei singoli e costruito una squadra che oggi sa esattamente cosa fare. Non c’è però il tempo di godersi il successo. Domani si torna già in campo al Vigorito contro il Catanzaro, reduce dal clamoroso 6-1 interno incassato dall’Ascoli, una disfatta costata la panchina a Giorgio Gorgone. Ieri mattina la squadra si è allenata a Civitella in Val di Chiana, è rientrata in albergo per il pranzo e successivamente ha raggiunto l’Hotel Europa di Venticano, dove resterà in ritiro in vista della rifinitura odierna. Floro Flores potrebbe ricorrere a un turnover ragionato per gestire le energie dopo le fatiche di Arezzo. Non ci sarà Pierozzi, per lui si teme lo stiramento.





