Calcio
Strega, la beffa non cancella le certezze. Il pari con il Catanzaro brucia, ma non preoccupa
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Il calcio sa essere crudele, soprattutto quando ti presenta il conto a pochi secondi dal traguardo. Il Benevento lo ha scoperto ancora una volta, vedendosi scivolare dalle mani una vittoria che aveva costruito, meritato e ormai quasi messo in cassaforte. Il gol di Buso al 92′ ha gelato il “Vigorito”, trasformando in amarezza una serata che sembrava destinata a chiudersi in ben altra maniera. Ma, come scrive Il Mattino, guai a lasciarsi trascinare dalla delusione. Questo è un pareggio che brucia, non un risultato che deve preoccupare. Perché il Benevento resta quinto, allunga a sei la serie di risultati utili consecutivi e, soprattutto, continua a offrire segnali di solidità e competitività. Il retrogusto amaro ricorda inevitabilmente quello lasciato dal Vicenza, quando i giallorossi si erano fatti raggiungere nel finale dopo aver assaporato il successo.
Stavolta, però, le responsabilità sono decisamente più sfumate. E sarebbe ingeneroso mettere sul banco degli imputati una squadra che, per quasi tutta la partita, ha concesso pochissimo agli avversari, costruendo invece diverse opportunità per chiudere i conti. Anche le scelte di Floro Flores raccontano una gestione differente rispetto ad altre gare casalinghe. Il difensore in più è arrivato soltanto all’86’, non al 62′ o al 74′ come nelle precedenti occasioni. Nessuna rinuncia anticipata a giocare, nessuna barricata costruita troppo presto. Il Benevento stava accompagnando la partita verso la conclusione senza particolari affanni, contro un Catanzaro che fino al pareggio non aveva mai trovato lo specchio della porta. Poi, all’improvviso, l’episodio che cambia tutto. Scognamillo sbaglia nel tentativo di rinviare, consegnando il pallone agli avversari. Buso calcia in maniera tutt’altro che irresistibile: una conclusione sporca, lenta, quasi ciabattata, che attraversa una selva di gambe e finisce alle spalle di Vannucchi. Una traiettoria beffarda, più figlia di una concatenazione di circostanze fortunate che di una vera azione costruita dai calabresi.
Se c’è qualcosa da rimproverare al Benevento, semmai, è non aver chiuso prima la partita. Perché le occasioni per mettere al sicuro il risultato non sono mancate. Almeno cinque situazioni importanti, distribuite nell’arco della gara, a fronte del nulla cosmico prodotto dagli ospiti. È questo il dato dal quale ripartire nell’analisi, senza lasciarsi condizionare eccessivamente dal risultato finale. Il Benevento ha creato, ha gestito e ha dato a lungo la sensazione di poter controllare la partita. Gli è mancato soltanto quel secondo gol che avrebbe evitato di restare esposto all’imprevedibilità di un episodio. Certo, quando vieni raggiunto al 92′ è inevitabile interrogarsi su ciò che si sarebbe potuto fare diversamente. Ma il calcio non offre garanzie assolute, neppure quando una squadra sembra avere tutto sotto controllo. E non ogni gol subito nel recupero può trasformarsi automaticamente in un processo all’allenatore o ai calciatori. Anzi, il rischio maggiore, adesso, sarebbe proprio quello di ingigantire un pareggio fino a trasformarlo in un problema più grande di quanto non sia. Nove giornate di campionato, una sola partita realmente sbagliata, quella contro l’Ascoli, peraltro condizionata anche dall’espulsione di Prisco. Nelle altre otto la formazione di Floro non è mai stata messa sotto sul piano del gioco, dimostrando di poter competere con qualsiasi avversario. E soprattutto c’è una striscia aperta di sei risultati utili consecutivi che non può essere cancellata da un pallone passato fortunosamente.
La classifica, del resto, continua a sorridere ai giallorossi, stabilmente al quinto posto e pienamente dentro la zona nobile del campionato. Non c’era motivo di esaltarsi oltre misura dopo il successo di Arezzo, così come non ce n’è per deprimersi dopo il pareggio con il Catanzaro. La squadra dovrà piuttosto dimostrare di avere acquisito una qualità fondamentale: la capacità di smaltire rapidamente le delusioni e trasformarle in energia per la partita successiva. Lo aveva già fatto ad Arezzo dopo il Vicenza, dovrà riuscirci nuovamente sabato, a Cremona, in una delle trasferte più difficili e senza un giocatore imprescindibile come Kouan che sarà squalificato. Intanto, il gruppo ha già ripreso a lavorare, senza concedersi il tempo di rimuginare troppo sull’occasione perduta. E mentre la squadra prepara la trasferta, anche i tifosi stanno organizzando il proprio viaggio in Lombardia. La prevendita per il settore ospiti dello “Zini” è già partita e sono già oltre 400 i tagliandi acquistati dai supporters giallorossi, pronti ad accompagnare il Benevento in un’altra sfida di grande suggestione.





