Calcio
Strega, una sconfitta che può insegnare molto e diventare una risorsa: a Cremona mancate fisicità e aggressività, mediana in affanno
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La sconfitta di Cremona fa male, soprattutto perché arriva dopo la beffa con il Catanzaro e proprio alla vigilia della settimana che porterà al derby con l’Avellino. Ma potrebbe anche rivelarsi un salutare bagno di realtà, di quelli che aiutano a mettere a fuoco ciò che funziona e, soprattutto, ciò che va corretto. Perché allo “Zini” il Benevento ha mostrato limiti evidenti, alcuni legati alla fisicità, altri alle scelte di formazione. E, come scrive Il Mattino, Antonio Floro Flores, che finora ha dimostrato di saper leggere e correggere le situazioni, avrà certamente tratto indicazioni preziose.
Proprio la fisicità è stato un fattore determinante nell’economia della partita. Schierare contemporaneamente Prisco, Mignani e Lamesta non si è rivelata una scelta felice contro un avversario strutturato e combattivo come la Cremonese. Emblematico il pomeriggio di Mignani, sovrastato da Baschirotto in un duello praticamente senza storia. Al di là dell’errore che ha propiziato il primo gol, episodio che poteva capitare a chiunque, il centravanti ha faticato enormemente a entrare in partita: soltanto al 40′ è riuscito a prendersi il primo fallo. Per il resto, Baschirotto lo ha sistematicamente anticipato o spostato, impedendogli di giocare spalle alla porta e di attaccare la profondità.
Il punto, però, non è soltanto il rendimento individuale. Mignani ha caratteristiche lontane anni luce da quelle di Salvemini e resta da capire se il Benevento avrebbe dovuto adattare il proprio modo di giocare alle qualità del suo attaccante oppure se le consegne fossero proprio quelle. Di certo, chiedergli lo stesso lavoro del compagno non ha prodotto risultati. Anche il centrocampo ha sofferto. Nel primo tempo il baricentro è rimasto troppo basso, con Prisco costretto a ricevere davanti alla difesa e ad avviare l’azione costantemente sotto pressione. Una situazione che ha finito per penalizzare pure Lamesta, raramente messo nelle condizioni di sfruttare la sua arma migliore, la corsa negli spazi. Quando il Benevento recuperava palla, l’esterno era troppo lontano dalla porta avversaria; quando era lui a riconquistarla, si trovava praticamente all’altezza dei terzini. La convivenza tra Prisco e Maita nel centrocampo a tre continua inoltre a sollevare interrogativi. Il capitano si sacrifica da mezzala, ma non è quella la posizione nella quale riesce a esprimersi al meglio. Entrambi prediligono il ruolo di vertice basso, di metodista, e la sensazione è che l’impiego contemporaneo finisca per limitarli anziché valorizzarli. A tutto questo si è aggiunta la pesantissima assenza di Kouan, la cui capacità di aggredire, recuperare palloni e garantire filtro è mancata tremendamente.
C’è poi una considerazione più generale. Rinunciare contemporaneamente a Scognamillo, Kouan, Salvemini e Cherubini significa privarsi di quattro riferimenti fondamentali. Il riposo concesso al difensore era comprensibile, anche se forse Cremona non rappresentava l’occasione più indicata. Quanto a Cherubini, la partita ha ribadito quanto sia difficile immaginare questo Benevento senza la sua imprevedibilità. È uno dei pochi capaci di accendere la luce anche quando la manovra si inceppa, soprattutto se Okereke, come accaduto allo “Zini”, incappa in una giornata negativa. L’attaccante è stato peraltro ben imbrigliato dalla strategia di Pecchia, che nella ripresa ha lasciato maggiormente l’iniziativa ai giallorossi, preferendo attendere e ripartire.
I numeri delle occasioni raccontano il resto. Nel primo tempo la Cremonese ha costruito tre nitide opportunità, mentre il Benevento non è mai riuscito a inquadrare lo specchio, pur avendo avuto con Lamesta e Siatounis due situazioni favorevoli. Nella ripresa, nonostante un assalto generoso, l’unico pericolo è arrivato dalla conclusione di Sernicola, salvata sulla linea da Baschirotto. Tanto possesso e tanta volontà ma poca incisività. Non è certamente il modo migliore per avvicinarsi al derby con l’Avellino, ultimo impegno prima della nuova sosta. Niente drammi: questo Benevento sta comunque raccogliendo più di quanto il suo attuale potenziale lasciasse immaginare, e una giornata negativa non cancella quanto di buono costruito finora. La squadra osserverà oggi una giornata di riposo e tornerà ad allenarsi domani. Certe sconfitte possono diventare utili, a patto di comprenderne fino in fondo le ragioni.





