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Calcio

Da Monopoli a Foggia, Floro Flores ha completato un intero girone alla guida del Benevento: 19 partite, 16 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta

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Nella gara interna di domenica col Foggia, Antonio Floro Flores ha completato un girone (19 partite) sulla panchina del Benevento. L’allenatore napoletano è stato scelto, il 10 novembre scorso, come sostituto di Auteri, dopo che il tecnico siciliano aveva battuto proprio il Foggia (0-3) allo Zaccheria nel match di andata. Auteri ha pagato, probabilmente, il negativo rendimento esterno nel girone di andata (tre sconfitte con Casarano, Latina e Catania), l’eliminazione dalla Coppa Italia, obiettivo dichiarato della società, ma anche una non omogenea gestione del gruppo, dando troppo minutaggio ad alcuni calciatori e troppo poco ad altri.

Floro Flores è stato, fin dall’inizio, la scelta definitiva del presidente Vigorito e del ds Carli che hanno riposto grossa fiducia in lui: fiducia ampiamente ripagata e che, a fine stagione, lo porterà anche al rinnovo per misurarsi in B. I 17 risultati utili consecutivi (il Benevento è imbattuto dal 23 novembre scorso a Cosenza) e i 2,63 punti di media in 19 partite (16 vittorie e 2 pareggi) sono solo la copertina del lavoro fatto dall’ex attaccante di Genoa e Udinese. Da inesperto della panchina, Floro ha però fatto valere le sue 275 presenze in Serie A e 207 in Serie B e anche l’aver lavorato con tanti bravi allenatori, da cui ha tratto certamente insegnamento.

Avendo smesso di giocare appena sei anni fa (2020), Floro è stato bravo a creare empatia con i calciatori, riuscendo a comprendere le loro esigenze e trovandoli ben disposti ad assimilare le sue idee di calcio. Inizialmente il tecnico è stato – giustamente – prudente, avendo ereditato una squadra che era terza in classifica, con appena due punti di ritardo dalla vetta: Floro ha confermato il 3-4-3 di Auteri nelle gare con Monopoli e Cosenza. È stato poi coraggioso a prendersi il rischio di cambiare modulo nel sentito ed importante derby con la Salernitana, riuscendo ad avere la disponibilità di Della Morte a giocare come trequartista.

Dopo il 5-1 rifilato ai granata, il tecnico non ha mai più cambiato disposizione tattica, tranne che in due occasioni. Nel match di Caserta scelse il 3-4-3, motivando di aver ragionato anche sulle caratteristiche degli avversari; col Sorrento ha schierato il 4-4-2, in virtù dell’esigenza di dover far riposare alcuni singoli. Con lui il Benevento è diventata una squadra più consapevole della sua forza – lo dimostra la vittoria in rimonta di Caravaggio – e più forte mentalmente – lo dimostra la vittoria in extremis col Picerno dopo aver fallito un rigore -. In generale, nel girone di ritorno, i giallorossi si sono riscoperti in grado di vincere in rimonta, come non riuscivano in quello di andata: lo hanno fatto contro Crotone, Siracusa, Atalanta, Altamura e Catania, dimostrando una capacità di non uscire mai dalla partita. La squadra è diventata brava anche a sfruttare le palle alte, da fermo o in movimento: 15 gol segnati di testa, miglior dato del girone.

Floro Flores ha dovuto anche fare i conti con i pesanti infortuni di Ricci prima e Simonetti dopo, riuscendo però a trovare soluzioni alternative. Oltre a Ceresoli, per sostituire l’ex Cosenza ha provato anche Romano sulla fascia sinistra, ricevendo risposte positive; da quattro partite Della Morte è diventato il sostituto di Simonetti sull’esterno mancino. Oltre a Romano e Della Morte, Floro ha valorizzato anche altre seconde linee, come Caldirola, Talia, Kouan e soprattutto Mignani. Detto dei 17 risultati utili consecutivi, uscendo, lunedì prossimo, imbattuto dal Veneziani di Monopoli, Floro Flores eguaglierebbe la striscia di 18 centrata da Auteri, nella stagione 2015/16, quella della prima storica promozione in B. Il tecnico napoletano avrebbe poi altre cinque giornate a disposizione per migliorarla e per superare anche il Benevento di Pippo Inzaghi che, nella stagione dei record della seconda promozione in A (2019/20), arrivò a 22 risultati utili di fila.

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