Calcio
“La B più bella della A”: Walter Lopez avverte il Benevento e indica la ricetta. “Floro scelta saggia, ora pochi innesti mirati. Ho lasciato il cuore lì”
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La scorsa estate è stato vicinissimo al ritorno in giallorosso: Walter Lopez poteva diventare team manager, ma alla fine la scelta del presidente Vigorito è ricaduta su Fabrizio Melara. Ora l’uruguaiano vive a Lecce – ma viaggia spesso tra Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – e fa l’agente, ma è anche consulente di mercato dell’Al-Ain, società calcistica che milita nella UAE Pro League, primo campionato nazionale degli Emirati Arabi Uniti. A Benevento Lopez ha vinto un campionato di C nel 2016 e uno di B nel 2017. L’ex terzino è stato anche in altre piazze calde come Lecce, Spezia, Brescia, Salerno, Terni e Trieste. L’uruguaiano ha rilasciato una intervista al quotidiano “Il Mattino”.
Dieci anni dopo il Benevento è tornato in cadetteria. Ha seguito l’annata dei giallorossi?
“Ho visto un po’ di partite, perché un pezzo del mio cuore è rimasto lì. Il presidente ha speso tanto e merita, almeno di fare, la Serie B. Nel girone di andata la squadra aveva avuto un rendimento normale, in quello di ritorno però ha accelerato, staccando tutte le inseguitrici. Un traguardo meritatissimo”.
Il gruppo ha saputo anche assimilare il cambio in panchina…
“Non conosco le dinamiche sull’esonero di Auteri. Nella prima parte di campionato qualche passaggio a vuoto c’è stato, il presidente ha deciso di cambiare e lo ha fatto sicuramente nel momento giusto. Floro Flores ha grandissimi meriti, ha svolto un gran lavoro e i risultati si sono visti. La squadra giocava anche molto bene. È un allenatore che può crescere ancora molto, ha dimostrato di poter allenare in una piazza come Benevento”.
Si aspettava di più da qualche squadra in particolare nel girone del Benevento?
“Salernitana e Catania sono quelle che potevano e dovevano fare di più. Hanno perso tantissimi punti e questo le ha fatte scivolare indietro ad un certo punto. I rossazzurri, sulla carta, erano forse anche più forti del Benevento. Ma a volte avere i nomi non basta. La Salernitana era invece allo stesso livello dei giallorossi”.
Cremonese, Pisa e Verona dalla A, una tra Ascoli e Brescia dalla C. Che B si aspetta l’anno prossimo?
“La Serie B è il campionato più bello che c’è, anche di più della Serie A. Di venti squadre, almeno quindici o sedici faranno un gran mercato e spenderanno tantissimi soldi. Sarà imprevedibile e sicuramente ci sarà tanta competitività e tante sorprese, come ogni anno”.
Il segreto per vincerla? Mantenere maggior parte del gruppo che ha vinto in C?
“Sicuramente sì, come successo a noi dieci anni fa. Alcuni calciatori dovranno essere tenuti, poi serviranno almeno altri quattro o cinque innesti per fare un campionato di spessore. La salvezza, per una neopromossa, deve essere sempre l’obiettivo principale. Arrivare subito ai 50 punti servirà per stare tranquilli. Poi si potrà immaginare di competere per qualcosa in più. Il rendimento nel corso del torneo permette ad una squadra di rendersi contro delle proprie potenzialità”.
Padella, Melara e De Falco, tre suoi ex compagni che hanno dato un contributo importante per raggiungere l’obiettivo…
“Finalmente il presidente ha capito che serviva gente che tenesse davvero alla maglia giallorossa. Sono stati tutti e tre, ognuno con i propri compiti, pedine importanti. Vigorito può fidarsi di loro, perché sono stati in grado di trasmettere senso di appartenenza, cosa mancata un po’ negli ultimi anni. Inoltre, tutti e tre hanno giocato a calcio e conoscono benissimo le dinamiche di uno spogliatoio”.





