Calcio
Malagò presidente FIGC, Vigorito presente all’assemblea: tra riforme e nuovi equilibri. Per chi avrà votato il patron giallorosso?
Pur non avendo mai ricoperto incarichi federali (dal 2018 è stato consigliere della Lega B con Balata presidente, nel 2022 è stato poi eletto vicepresidente), Vigorito, forte della sua ventennale esperienza nel calcio, è figura stimata e ascoltata, avendo sempre avuto a cuore lo stato di salute del calcio italiano, per il quale ha sempre invocato riforme e migliorie, anche dopo la retrocessione in terza serie del Benevento
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Con il 68,58% dei voti Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Figc. Sarebbe curioso sapere se in quella percentuale figura anche il voto di Oreste Vigorito. Il patron giallorosso ha trovato spazio nella sua agenda fitta di impegni per presenziare al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel all’assemblea elettiva federale convocata appositamente per la scelta del nuovo numero uno del calcio italiano, in sostituzione del dimissionario Gabriele Gravina.
Pur non avendo mai ricoperto incarichi federali (dal 2018 è stato consigliere della Lega B con Balata presidente, nel 2022 è stato poi eletto vicepresidente), Vigorito, forte della sua ventennale esperienza nel calcio, è figura stimata e ascoltata, avendo sempre avuto a cuore lo stato di salute del calcio italiano, per il quale ha sempre invocato riforme e migliorie, anche dopo la retrocessione in terza serie del Benevento.
Gli anni trascorsi dalla Strega tra Serie A e Serie B gli hanno permesso di costruire legami forti e solidi, con interessi che vanno anche oltre il rettangolo verde. Vigorito, che nei prossimi giorni sarà in città per un nuovo summit con allenatore e dirigenza che servirà a dare il via al mercato, è stato dunque ieri nella Capitale, ritrovando presidenti di club di A, B e C, con i quali si è confrontato; chissà che la visita non sia si sia trasformata anche in occasione per intavolare discorsi di mercato.
Curiosità: in corsa con Malagò c’era Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e beneventano d’origine. Alle votazioni ha partecipato, con un peso elettorale del 6%, anche la Lega B. Durante l’assemblea è intervenuto il presidente Paolo Bedin, che ha voluto sottolineare l’importanza della “sostenibilità economico-finanziaria, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza del sistema. Le perdite stanno assumendo proporzioni non più sostenibili e se è vero che i ricavi sono cristallizzati bisogna agire sul contenimento dei costi.
L’indebitamento è una barriera di ingresso ai nuovi imprenditori che sono una grande risorsa per il nostro calcio”. Per Bedin la valorizzazione dei giovani è uno degli aspetti fondamentali da attuare per assicurare un futuro diverso al sistema calcio italiano: “Serve una concreta valorizzazione dei vivai, va riattivato il mercato interno, dalla C alla B e dalla B alla A. È una funzione fondamentale, perché è sempre stata la linfa vitale del nostro calcio. Serve il decreto crescita, ma ancor di più un decreto giovani perché i vivai equivalgono al settore sviluppo e crescita di un’azienda – ha proseguito -.
Il nostro è un settore industriale strategico per questo paese che si deve confrontare con misure che non tengono conto della specificità dello sport, con mancanza di incentivi su vivai e impiantistica. Serve una visione strategica, non emergenziale. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”. Qualche giorno fa Lega B, Aic e Figc hanno sottoscritto il nuovo accordo destinato a regolare i rapporti tra le società e i calciatori, con la novità, spesso invocata da Vigorito negli ultimi anni, della riduzione degli stipendi pari al 25% in caso di retrocessione dalla Serie B. Al termine dell’assemblea federale di ieri Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella, è stato confermato consigliere federale; imprenditore impegnato nella produzione di acciaio, materie prime ed energia, Gozzi è amico fraterno di Vigorito.





