Calcio
Saio, da scommessa a pilastro. Il muro silenzioso del Benevento si è preso la difesa a suon di prestazioni: ora la sfida in B per la prima volta
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Il suo arrivo era passato quasi in sordina, offuscato dai colpi da novanta Scognamillo, Vannucchi, Pierozzi, Maita, Salvemini e Tumminello, ma il contributo di Pietro Saio nella cavalcata giallorossa è stato determinante. Il Benevento lo aveva seguito attentamente e non si è lasciato scappare l’occasione di prendere un calciatore dal futuro assicurato. Cresciuto nelle giovanili Juventus, Spal e Monza, il centrale ha giocato in Serie D, col Villa Valle, nell’annata 2022/23 e poi col Grosseto l’anno successivo. Proprio dai toscani il direttore sportivo della Cavese Vincenzo De Liguori, ex giallorosso, lo ha pescato. Con gli aquilotti Saio ha giocato 29 partite (6 gare saltate tra settembre e ottobre 2024 per qualche lieve problema fisico), dando un apporto decisivo per la tranquilla salvezza della squadra allenata da Maiuri.
A Cava il calciatore lombardo ha imparato a disimpegnarsi sia in una difesa a tre – come centrale e braccetto – che a quattro. Oltre a quella di Maiuri, anche lui come De Liguori passato nel Sannio da calciatore, per il suo arrivo all’ombra della Dormiente è stata fondamentale la referenza dell’ex bomber sannita Felice Evacuo, suo agente, e che ha ottimi rapporti con la società giallorossa, in particolare col patron Vigorito. Un anno fa, dunque, il Benevento ha scelto di investire una cifra importante (sostanziosa la plusvalenza per la Cavese) per portare in giallorosso Saio che, almeno inizialmente, non si immaginava potesse essere un titolare, visto che in difesa era arrivato anche il più esperto Borghini.
A suon di prestazioni il ventitreenne si è preso il posto e non lo ha più mollato; nemmeno il passaggio dalla difesa a tre, con Auteri, a quella a quattro, con Floro Flores, ha influito sul rendimento del ragazzo, rimasto sempre di altissimo livello. Saio ha tenuto a bada attaccanti esperti della categoria (Lescano, Ferrari, Gomez e Forte), senza mai andare in difficoltà: onnipresente sulle palle alte, attento e concentrato in marcatura e anche bravo a far partire l’azione dal basso. In totale l’ex Cavese ha giocato ben 41 partite, di cui 39 da titolare (sostituito appena una volta): solo in Supercoppa è subentrato (titolare con Scognamillo ha giocato Caldirola) e in campionato è rimasto in panchina a Trapani ed è subentrato ad Altamura, in casa del Sorrento e col Cosenza.
La ciliegina sulla torta è stato poi il gol del 3-3 a Caravaggio nella sfida vinta in rimonta contro l’Atalanta. Fondamentale per Saio è stato avere nel corso della stagione una valida spalla come Scognamillo che, con la sua esperienza e leadership e tanti preziosi consigli, ha contribuito alla sua crescita; da gennaio in poi pure Caldirola ha dato man forte al ragazzone di Voghera. Saio si presenterà dunque carico e ambizioso per la sua prima stagione in cadetteria che sarà per lui un bel banco di prova. Esattamente come un anno fa la concorrenza sarà tanta: una maglia è già assegnata al leader Scognamillo e c’è il “rinnovato” Caldirola. Il mercato poi potrebbe – dovrebbe – portare un altro difensore, di piede mancino (Bellich?), destinato ad occupare la maglia accanto a Scognamillo per una difesa di sicuro affidamento in cadetteria. Saio partirà ancora con l’obiettivo di conquistarsi il posto; nella prima settimana di allenamento lo stopper ha lavorato a parte col preparatore Toto per mettersi alle spalle un problema fisico accusato sul finire della scorsa stagione.





