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Calcio

Strega, il dt Carli: ‘Obiettivo salvezza’. Il ds Padella: ‘Nessun rimpianto sul mercato. Appello all’unità’

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Quasi un’ora e mezza di conferenza per mettere ordine, spiegare le scelte e, soprattutto, ricompattare l’ambiente. Marcello Carli ed Emanuele Padella hanno affrontato a viso aperto le domande dei giornalisti al termine della sessione estiva di calciomercato, illustrando la filosofia che ha guidato la costruzione del nuovo Benevento e provando a spostare il dibattito dalle aspettative ai fatti.

La parola d’ordine è una sola: consolidare la Serie B. Un obiettivo che la dirigenza non considera affatto riduttivo, ma il primo passo di un progetto destinato a guardare oltre la stagione appena iniziata.

«Abbiamo tutte le caratteristiche per potercela giocare», ha spiegato Carli, partendo dai primi segnali arrivati dalle due gare disputate. Il direttore tecnico ha rivendicato il lavoro svolto e, allo stesso tempo, ha riconosciuto che dopo appena due partite ci siano ancora aspetti da migliorare. Quello che non ha condiviso, invece, è il clima di negatività percepito attorno alla squadra.

La società, secondo Carli, ha costruito la rosa seguendo una metodologia precisa: ogni operazione è stata condivisa dalle quattro aree individuate come fondamentali, ovvero allenatore, presidente, dirigenza e scouting. Una linea che ha portato a puntare tanto sull’esperienza quanto sulla prospettiva, con l’obiettivo di individuare calciatori capaci non soltanto di affrontare la stagione, ma anche di diventare patrimonio del club.

Padella: «Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi di mercato»

Sulla stessa lunghezza d’onda Emanuele Padella, che ha difeso senza esitazioni il mercato condotto dal Benevento. «Non abbiamo rimpianti», il concetto ribadito dal direttore sportivo, secondo il quale la rosa è stata migliorata in tutti i reparti.

Sono arrivati elementi come Sernicola, Dalle Mura, Beruatto, Okereke e Mannini, giocatori chiamati a portare esperienza, mentalità e duttilità. Una squadra composta da 28 calciatori, 18 over e 10 under, nella quale i giovani dovranno crescere anche grazie alla presenza dei giocatori più esperti.

Padella ha sottolineato anche le difficoltà incontrate durante la campagna acquisti: Benevento, ha spiegato, non è sempre la prima scelta per un calciatore e convincere determinati profili a sposare il progetto non è stato semplice. Proprio per questo il dirigente considera significativo essere riuscito a portare in giallorosso tutti gli obiettivi individuati.

Dalle Mura, Sernicola e una rosa costruita per Floro Flores

Tra le operazioni maggiormente difese c’è quella relativa a Dalle Mura. Padella ha chiarito che il difensore era già presente nella lista consegnata al presidente prima dell’inizio del mercato e che l’operazione non ha comportato costi per il cartellino. Bellich, invece, «non è mai stato trattato».

Anche Sernicola è stato indicato come esempio della strategia adottata. Il terzino è stato soffiato al Padova, formazione ambiziosa che punta a vincere il campionato, e secondo Padella rappresenta tutt’altro che un acquisto ordinario.

La rosa, inoltre, è stata modellata sulle caratteristiche di Antonio Floro Flores. «Tutti i calciatori sono funzionali al gioco del mister», ha ribadito il direttore sportivo, citando anche Beruatto come elemento utile al sistema del tecnico e forte di una lunga esperienza in Serie B.

Okereke a zero e la fiducia totale in Salvemini

Uno dei colpi più discussi è stato quello di David Okereke. Padella ha raccontato di aver iniziato a sondare la possibilità di arrivare all’attaccante già dal 30 giugno, coinvolgendo successivamente il presidente quando l’affare ha iniziato a diventare concreto. L’operazione si è conclusa senza costi per il cartellino.

Il Benevento, però, non ha mai cercato un altro attaccante. La spiegazione è legata alla fiducia riposta nel reparto offensivo, a partire da Salvemini. Padella si è esposto in prima persona: il centravanti, secondo il ds, ha le qualità per arrivare in doppia cifra e soprattutto possiede quella fame e quella appartenenza che la società considera fondamentali.

Un discorso esteso anche a Mignani, definito un giocatore che «merita questa Serie B», e a Okereke, considerato utilizzabile in qualsiasi ruolo dell’attacco. Sullo sfondo, la convinzione che il Benevento disponga già di numerose soluzioni offensive: otto giocatori per il reparto, secondo Carli, rappresentano una base sufficiente per affrontare la stagione.

Verdi, Simonetti e la lista

Capitolo lista: Ricci e Celia saranno esclusi, mentre Simonetti rappresenta di fatto il nuovo innesto della rosa. Il centrocampista tornerà a lavorare con il gruppo dal 30 settembre.

Diverso il discorso relativo a Simone Verdi, arrivato con l’obiettivo di rappresentare una soluzione offensiva di qualità. Carli ha respinto l’idea che il calciatore sia stato acquistato già infortunato, spiegando che sta recuperando e che dopo la sosta dovrebbe tornare a disposizione.

Una scelta, quella dei fuori lista, che la società non ha nascosto essere dolorosa. In particolare Carli ha parlato di Celia come di un ragazzo perbene, ribadendo il dispiacere per una situazione alla quale, però, il club deve prendere atto.

Vannucchi resta il titolare: «Gli errori fanno parte del gioco»

Uno dei passaggi più netti della conferenza ha riguardato Gianmarco Vannucchi. Dopo le critiche successive alla gara contro il Modena, Padella ha ribadito la piena fiducia nel portiere, definendolo un leader e un giocatore che merita la Serie B.

Il direttore sportivo ha raccontato anche un episodio significativo: dopo quella partita, gli unici ad abbracciare Vannucchi sarebbero stati proprio lui e Carli. Un messaggio chiaro, soprattutto in un momento nel quale la pressione sull’estremo difensore era aumentata. Per la società, Vannucchi resta il titolare e l’errore non cambia le gerarchie.

A centrocampo nessun dubbio: «È il reparto più completo»

Se c’è un reparto sul quale la dirigenza sembra avere particolari certezze è il centrocampo. Sette giocatori a disposizione, con Maita indicato come leader tecnico e Prisco considerato un patrimonio da valorizzare.

Carli ha raccontato di un mercato nel quale Prisco ha attirato l’interesse di numerosi club, ma la società ha scelto di non privarsene. L’idea è quella di farlo crescere accanto a giocatori esperti come Kouan e Siatounis.

Proprio Kouan è stato indicato da Carli come il calciatore che più di tutti ha fatto progressi nell’adattamento al calcio di Floro Flores. Siatounis, invece, viene considerato un investimento importante per il futuro: secondo il direttore sportivo, può diventare negli anni un giocatore di livello paragonabile a quello di Pontisso.

Mannini, l’investimento per il futuro

Tra le operazioni che meglio rappresentano la filosofia societaria c’è quella di Mannini. Il giovane è stato segnalato dall’area scouting e la sua duttilità ha convinto la dirigenza. L’operazione è stata impostata in prestito gratuito con diritto di riscatto, dopo una trattativa nella quale la Roma inizialmente chiedeva anche il controriscatto. Per Padella, Mannini può diventare un asset fondamentale del Benevento negli anni a venire.

La richiesta finale: unità

Dopo quasi novanta minuti di domande, spiegazioni e chiarimenti, il messaggio finale è stato rivolto all’intero ambiente. Padella ha chiesto unità tra tifosi, società, stampa e calciatori: una condizione che, secondo il ds, sarà indispensabile per raggiungere la salvezza.

Carli ha invece ribadito di non voler utilizzare la conferenza per «convincere» nessuno. Le scelte sono state fatte, ha spiegato, e se il progetto non dovesse funzionare la società sarà pronta ad assumersi le proprie responsabilità.

Ma il punto di partenza resta la fiducia. Dopo tre anni definiti come un «inferno» in C, il Benevento vuole evitare di rivivere gli errori del passato e costruire con gradualità un futuro più ambizioso.

La salvezza, dunque, non viene presentata come il traguardo massimo, ma come il primo gradino. Prima consolidare la categoria, poi crescere. Senza bocciare una squadra dopo due partite e senza rinunciare, già oggi, a guardare al Benevento che verrà.

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