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Calcio

Apice punta sui giovani: ‘Fabbrica’, il progetto candidato per fare rete tra sport, cultura e partecipazione

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Due campi sportivi come punto di partenza, cinque contrade come presìdi di partecipazione e un’intera comunità da coinvolgere. Ad Apice prende forma «FABBRICA APICE – Due campi, una comunità», il progetto che punta a offrire nuove opportunità ai giovani del territorio, mettendo insieme sport, cultura, formazione, inclusione sociale e cittadinanza attiva.

La Giunta comunale, nella giornata di ieri, ha approvato l’adesione del Comune al partenariato e la proposta progettuale da candidare all’avviso nazionale «FABBRICA – Spazi Civici per la Gioventù», promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Sport e Salute S.p.A.

Il progetto, della durata di 24 mesi, prevede una richiesta di finanziamento pari a 250mila euro. Capofila è la USD Apice Calcio 1964, mentre gli altri partner sono il Municipio e l’Oratorio e Circolo A.O.A. San Bartolomeo ANSPI APS ETS. Il piano finanziario assegna 170mila euro alla società sportiva e 80mila euro all’Oratorio ANSPI, senza quote di contributo o cofinanziamento monetario a carico del Comune.

L’obiettivo è ambizioso: trasformare gli spazi sportivi e associativi in veri e propri luoghi di incontro, crescita e protagonismo giovanile, superando l’idea che lo sport sia soltanto attività agonistica. Il calcio diventa così una porta d’ingresso verso un progetto più ampio, aperto anche a chi non pratica sport, ai ragazzi non tesserati, alle ragazze, ai giovani stranieri e a quanti vivono situazioni di fragilità.

Due campi e cinque contrade: una comunità senza distanze

Il cuore operativo dell’iniziativa sarà rappresentato da due strutture: il campo comunale di Sottocastiglione e il campetto dell’Oratorio San Bartolomeo, con i relativi locali destinati alle attività educative e formative.

Ma FABBRICA APICE non si fermerà al centro urbano. Il progetto coinvolgerà anche le contrade Morroni, Calvano, Santa Lucia, Tignano e Alvino, attraverso le sedi dei rispettivi circoli, che diventeranno punti di riferimento per incontri, laboratori, attività motorie e iniziative di socializzazione.

È proprio questa dimensione diffusa a rappresentare uno degli aspetti più significativi della proposta: raggiungere i giovani anche nelle realtà periferiche, contrastare l’isolamento e ricostruire legami tra il centro e le comunità rurali.

Sono previste complessivamente 30 iniziative territoriali, di cui cinque in ciascuna delle contrade e altre cinque appuntamenti intercontrada.

Cinque cantieri per costruire il futuro

Il programma si articola in cinque grandi aree di intervento, definite «cantieri», pensate per integrare esperienze sportive, culturali e formative.

Il primo, «Sport aperto e comunità», prevede 400 sessioni guidate non agonistiche nell’arco dei due anni. Calcio sociale, calcetto misto, attività motorie, tornei civici e giornate a porte aperte saranno occasioni per favorire l’incontro, il rispetto delle regole e il fair play. L’obiettivo non è aumentare il numero dei tesserati, ma consentire a un numero sempre maggiore di ragazzi di vivere lo sport come esperienza di condivisione.

Il secondo cantiere, «Apice Memoria Viva», guarda invece alla storia e all’identità del territorio. I giovani saranno coinvolti nella raccolta di almeno 36 interviste a testimoni locali e nella realizzazione di 16 prodotti multimediali tra podcast, video, fotografie commentate e mappe narrative. Un lavoro che metterà in relazione Apice Vecchia, il centro urbano ricostruito e le contrade, dando voce a chi custodisce la memoria del paese.

All’interno di questo percorso troverà spazio anche un approfondimento dedicato a Ponte Appiano, conosciuto come Ponte Rotto, e alla Via Appia, per raccontare il patrimonio storico e culturale attraverso gli strumenti della comunicazione digitale. Sono previste attività di ricerca, documentazione e divulgazione, mentre eventuali visite e uscite saranno subordinate alle necessarie autorizzazioni e condizioni di sicurezza.

Il terzo cantiere, «Restare, tornare, creare», sarà dedicato alla formazione e all’orientamento. I partecipanti potranno prendere parte a laboratori di competenze digitali, comunicazione, organizzazione di eventi, sostenibilità, volontariato e conoscenza delle professioni sportive e sociali. Il traguardo fissato è di almeno 80 giovani che completeranno uno o più percorsi, costruendo un proprio portfolio delle competenze acquisite.

Il quarto cantiere, «Giovani al governo», rappresenta forse l’elemento più innovativo dell’intera proposta. È prevista infatti la costituzione di un Consiglio Giovani composto da nove ragazzi tra i 14 e i 35 anni, chiamati a partecipare concretamente alle scelte e alla programmazione delle attività. Il Consiglio avrà diritto di proposta e potrà contribuire alla realizzazione di almeno 24 iniziative civiche. Almeno 25 giovani saranno coinvolti anche in ruoli operativi documentati.

Infine, «Contrade Connesse» porterà le attività direttamente nei territori, con 30 appuntamenti gratuiti tra sport di prossimità, memoria, laboratori, incontri intergenerazionali e progettazione civica.

Spazio anche alla prevenzione e alla Protezione Civile

Un ulteriore elemento del progetto riguarda l’educazione alla prevenzione dei rischi e alla cittadinanza attiva, attraverso la valorizzazione delle competenze del Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile.

Sono previsti otto incontri gratuiti di informazione e sensibilizzazione, almeno cinque dei quali nelle contrade, oltre a quattro simulazioni esclusivamente didattiche e non operative. Il percorso coinvolgerà 30 giovani, già compresi nel numero complessivo dei beneficiari.

Un’occasione per avvicinare le nuove generazioni alla cultura della prevenzione, alla conoscenza dei rischi territoriali e ai comportamenti da adottare in caso di emergenza.

Trecento giovani coinvolti in due anni

I numeri della proposta restituiscono la dimensione dell’intervento. Nell’arco dei 24 mesi il progetto punta a coinvolgere almeno 300 giovani tra i 14 e i 35 anni, con 170 partecipanti che frequenteranno almeno sei incontri.

Particolare attenzione sarà riservata alla partecipazione femminile, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 45% di ragazze e giovani donne, e ai giovani che non risultano iscritti alla USD Apice Calcio, che dovranno rappresentare almeno la metà dei partecipanti al momento dell’accesso.

Tutte le attività saranno gratuite: non sarà necessario essere tesserati alla società sportiva né appartenere all’Oratorio per partecipare.

Un investimento sociale per il futuro di Apice

FABBRICA APICE nasce dalla consapevolezza che offrire opportunità ai giovani significa investire sul futuro di un’intera comunità. In un territorio che, come molte realtà dell’entroterra sannita, deve confrontarsi con lo spopolamento, la mobilità giovanile e la progressiva riduzione delle occasioni di aggregazione, il progetto prova a costruire una risposta concreta partendo dalle risorse già presenti.

Non soltanto campi sportivi, dunque, ma luoghi dove imparare, raccontare, progettare e assumersi responsabilità. Non soltanto attività organizzate dagli adulti, ma spazi nei quali i ragazzi possano diventare protagonisti delle decisioni e delle iniziative.

La sfida è quella di mettere in relazione generazioni, associazioni, istituzioni e contrade, facendo dello sport il punto di incontro di un percorso più ampio di crescita collettiva.

Due campi, cinque contrade e un unico obiettivo: fare di Apice una comunità nella quale i giovani non siano soltanto destinatari di opportunità, ma parte attiva nella costruzione del proprio futuro.

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