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La denuncia del Coni: ‘Apprensione per il futuro sportivo del Lago di Morcone/Campolattaro’

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“Gli sportivi sanniti sono in apprensione perché si stava costruendo un sogno che, invece, rischia di diventare un incubo”. A denunciarlo in una nota è l’avvocato Mario Collarile, delegato provinciale del Coni. “Dopo 40 anni dall’inizio della sua costruzione (1980) finalmente la diga di Campolattaro (a 20 km da Benevento) ha creato un lago di 7 km quadrati con oltre 100 milioni di metri cubi di acqua. Il paesaggio, che ha creato il lago, da alcuni è ormai visto come la piccola Svizzera del Sud. La Federazione Italiana Canoa – Kayak, dopo tre anni di gare sul lago, ha manifestato l’intenzione di creare qui un “CAMPO DI GARA NAZIONALE per la canoa, nelle discipline olimpiche così dette di acqua piatta”, che comporterà in lunghi periodi dell’anno la presenza di atleti, che si alleneranno e gareggeranno, provenienti principalmente da tutta l’Italia meridionale; ci sarà anche la possibilità di ospitare gruppi provenienti soprattutto dall’Est Europa. La sola attività sportiva sarà uno straordinario volano di promozione territoriale con una produzione di considerevoli posti di lavoro. Negli ultimi anni sul lago sono state effettuate, con grande successo, gare di vari sport d’acqua: oltre alla canoa e al kayak, la vela, il nuoto, la pallanuoto. È in programma una gara nazionale di triathlon (nuoto + ciclismo + podismo).

Il lago è stato più volte ispezionato dai sub, che lo hanno trovato ideale per le loro gare; così come i Vigili del Fuoco lo hanno già utilizzato per esercitazioni di attività di salvamento. È stata studiata la possibilità di una gara internazionale di kayak lungo il seguente percorso di 78 km: lago di Morcone/Campolattaro, fiume Tammaro, fiume Calore, arrivo a Benevento sotto il ponte ex Vanvitelli. Molte richieste, inoltre, riguardano gare di pesca sportiva. Le associazioni di pescatori di Morcone e Campolattaro avranno fra poco dai rispettivi comuni l’assegnazione di tratti di sponde lungo il lago, dove poter installare attrezzature e pontili per le gare di pesca sportiva. Oltre alle gare di pesca di livello nazionale, che animeranno il territorio, con la presenza dei pescatori il lago si avvarrà di un esercito di “pescatori vigili volontari” che ne garantirà il controllo e la salvaguardia. È stato, inoltre, già approvato e finanziato (con 220 milioni di euro del Governo e 305 milioni di euro della Regione Campania) un progetto per l’utilizzo delle acque contenute nel lago a scopo idropotabile, irriguo ed energetico. L’acqua potabile renderà soprattutto i comuni di Benevento e provincia NON più dipendenti dagli acquedotti molisani e dalle sorgenti irpine del Cassano, già impegnate a dissetare anche la Puglia.

Mentre, però, da una parte si sta preparando un piccolo “paradiso terrestre”, dall’altra come uno spaventoso incubo – continua Collarile – è ormai diventato di dominio pubblico il progetto Repower per lo sfruttamento idroelettrico del lago di Campolattaro; su tale progetto entro il 4 luglio 2023 i Comuni di Pontelandolfo, Campolattaro e Morcone potranno esprimere le proprie osservazioni. Prima di pronunciarsi il Comune di Morcone ha chiesto un parere scientifico sul progetto Repower all’Università del Sannio che, pertanto, ha depositato una relazione che è stata trasmessa a tutti sindaci interessati. Il contenuto della relazione dell’Unisannio è pressappoco il seguente. L’impianto idroelettrico, progettato dalla Repower, prevede la trasformazione del Lago Spino, a monte di Morcone, in un invaso di cemento armato trasformandolo in un serbatoio nel quale sarà pompata l’acqua in risalita dal Lago di Morcone/Campolattaro.
È prevista la costruzione di una centrale a turbine costruita a 200 metri sotto la montagna.

Ci sarà un quotidiano spostamento di masse enormi di acqua dal Lago di Morcone/Campolattaro all’invaso del Lago Spino e viceversa, superando prima in salita e poi in discesa un dislivello di 500 metri. 
Durante la notte potentissime idrovore risucchieranno dal Lago 102 metri cubi al secondo e li pomperanno in una tubazione che, li andrà a scaricare nell’invaso del Lago Spino. Durante il giorno, invece, da tale invaso 126 metri cubi al secondo di acqua si faranno cadere nuovamente nel Lago di Morcone/Campolattaro, mettendo così in moto le turbine dell’impianto e generando energia elettrica per caduta. Occorre tener conto che oltre 100 metri cubi al secondo sono la portata del fiume Calore in piena. Il quotidiano spostamento di questa enorme massa d’acqua trasformerebbe il lago Morcone/Campolattaro in un inferno da incubo.

Il primo pericolo che comporta il progetto Repower è il DEPAUPERAMENTO DELLE SORGENTI, cosa che sarebbe una vera e propria catastrofe per il territorio beneventano, soprattutto per le previsioni di sempre maggiore penuria d’acqua potabile per il futuro. Il progetto Repower rende problematica anche la realizzazione del progetto già finanziato per l’utilizzo delle acque contenute nel lago Morcone/Campolattaro a scopo idropotabile. Il risucchio e l’immissione nelle acque del lago di un “fiume in piena” agiterà fortemente le acque stesse intorbidandole continuamente, tanto che il lago diventerà uno specchio d’acqua melmoso. Durante l’esercizio dell’impianto, il pompaggio ed il turbinaggio delle acque determineranno TURBOLENZE E GORGHI sulla superficie del lago. Durante il pompaggio, per effetto del risucchio idrico di 102 metri cubi al secondo operato dal sistema di pompaggio dell’impianto idroelettrico, si produrranno CORRENTI idriche verso la galleria sommersa con pericolosi RISUCCHI in profondità.
Al contrario, durante il turbinaggio con portata immessa nel lago di 126 metri cubi al secondo, si produrranno correnti idriche in direzione radiale dalla galleria sommersa. Tali correnti renderanno del tutto IMPRATICABILI le acque del lago. A seguito del pompaggio e turbinaggio si produrrà una variazione di almeno 1 metro della quota del livello del lago; tale variazione di livello si espleterà in alcune ore, sia di giorno (con livello in risalita) sia di notte (con livello in discesa).


Di conseguenza, lungo le sponde del lago la linea di battigia subirà repentini spostamenti, tanto maggiori quanto minore è la pendenza della superficie topografica; vi sono ampi tratti di costa, ad esempio, con pendenze molto lievi, lungo le quali lo spostamento della linea di battigia sarà di diverse decine di metri (sempre in poche ore e tutti i giorni). In sostanza le RIVE saranno del tutto IMPRATICABILI. Sarà inevitabile la morte della fauna ittica; il lago diventerà un cimitero di pesci. L’accesso al Lago sarà drasticamente limitato, per la necessità di salvaguardare la pubblica incolumità; ci sarà un vero e proprio divieto di avvicinamento al lago e saranno costruite barriere all’accesso quali RETI, STACCIONATE o MURI DI RECINZIONE.

Date le forti correnti indotte e la pericolosità delle rive, sarà PROIBITA ogni attività ricreativa e SPORTIVA.
Saranno impediti sport, già sperimentati con successo o programmati, come canoa, kayak, vela, nuoto, pallanuoto, triathlon, sub, pesca sportiva e attività di salvamento. Non secondaria la circostanza che trasformare il lago – da un piccolo eden ad un inferno – DEPREZZERA’ l’intera area non solo dei territori circumlacuali di Campolattaro e Morcone, ma di tutti i territori dei comuni lungo il Tammaro, e sarà una sciagura per la zona.

Il progetto Repower, tra l’altro, è in totale CONTROTENDENZA all’indirizzo europeo di evitare centrali elettriche inquinanti ed orientarsi per l’energia NON inquinante (es. fotovoltaico, pale eoliche ecc.). Nella conferenza stampa di presentazione dell’ultima gara di canoa, i Pubblici Amministratori presenti hanno CONCORDEMENTE previsto un’azione sinergica per realizzare il sogno del piccolo Eden; la visione progettuale è stata chiara ed unanime; gli sportivi sanniti, perciò, sono certi che queste persone rappresentano la GARANZIA che il futuro del Lago sarà un piccolo Eden e non un Inferno”, conclude Collarile.

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