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Calcio

Strega, il profeta Dellisanti: “A Casarano un Benevento poco concreto. Ma i giallorossi si giocheranno la promozione fino alla fine”

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Per tipologia di calcio Franco Dellisanti e Gaetano Auteri hanno molto in comune. “A Benevento ho vissuto le più belle soddisfazioni della mia carriera da allenatore. Non eravamo la squadra più forte, ma vincemmo perché esprimemmo un gioco bellissimo”, dice l’ex tecnico giallorosso che, nel 1999, portò la Strega in C1, battendo il Messina in finale playoff sul neutro del Via del Mare di Lecce. Dellisanti, classe ‘51, non ha minimamente voglia di smettere di allenare: lo scorso anno ha vinto il campionato di Promozione in Basilicata, alla guida del Montalbano Ionico, e ora allena il Manduria, in Promozione pugliese. L’ex tecnico, di Taranto e Nocerina tra le altre, sabato era al Capozza di Casarano per la gara tra i padroni di casa e il Benevento. Di seguito una interessante intervista realizzata da Il Mattino al “profeta” di San Giorgio Ionico.

Perché il Benevento ha perso a Casarano? Poco cinismo offensivo e una (fatale) disattenzione difensiva?

“L’analisi è giusta. Se i giallorossi fossero stati più concreti sotto porta, il primo tempo sarebbe finito almeno 2-0 e la gara sarebbe cambiata. La squadra però mi è piaciuta, ha avuto il controllo del campo e ha concesso poche occasioni al Casarano. L’autorete è stato un episodio senza il quale i pugliesi probabilmente non avrebbero segnato. Il Benevento ha avuto occasioni da sfruttare, ma se non lo fai, può capitare che la gara si metta in quel modo”.

È un ko che deve far preoccupare oppure no?

“È ancora presto, certamente la sconfitta è mentalmente pesante. Ci si sarebbe dovuti preoccupare se la squadra si fosse mostrata passiva e non avesse creato occasioni da gol. Il Benevento dovrà dimostrare di essere una squadra attrezzata per vincere, mettendo da parte la sconfitta e analizzando gli errori, per ripartire nel modo giusto già da sabato”.

A Siracusa contro un’altra neopromossa da non sottovalutare…

“Assolutamente no, se la si prende sotto gamba la partita può divenire una trappola. Bisognerà affrontarla con l’atteggiamento giusto e servirà cinismo. Il Siracusa poi avrà disperato bisogno di punti. È una neopromossa anch’essa, ma negli ultimi giorni di mercato ha aggiunto dei tasselli”.

Il gioco di Auteri richiede tempo per essere assimilato. Le difficoltà possono essere dettate da questo?

“L’anno in cui ho vinto il campionato a Benevento, perdemmo tre partite nelle prime quattro giornate ed eravamo in basso in classifica. La squadra era giovane e aveva bisogno di conoscersi. Quando impronti il lavoro su un’organizzazione di gioco e su determinati principi non è semplice trovare subito gli automatismi. Il Benevento ha cambiato tantissimi giocatori in estate e probabilmente molti di loro hanno bisogno di tempo per capire i dettami dell’allenatore”.

Giusto cambiare modulo, in futuro, per sfruttare a pieno il potenziale offensivo?

“L’allenatore deve trovare l’equilibrio giusto, che è la cosa fondamentale. Non sono però i sistemi di gioco a farti vincere, bensì come vengono attuati. I moduli contano fino ad un certo punto, hanno vantaggi e svantaggi. Certamente, per la rosa che ha a disposizione, Auteri può provare soluzioni alternative al 3-4-3”.

Il Catania sembra aver messo il turbo. È l’avversaria più temibile?

“Benevento, Catania e Salernitana se la giocheranno fino alla fine, perché sono le squadre meglio attrezzate. Il campionato sarà però lungo e complicatissimo. Non è solo un discorso tecnico o tattico, ma anche di capacità di come gestire le pressioni. In piazze del genere, abituate a vincere, una sconfitta può portare più problemi del solito e avere strascichi. I momenti difficili arriveranno per tutti, le squadre che sapranno uscirne meglio saranno quelle che arriveranno fino in fondo. Negli ultimi anni poi il girone C ha riservato tante sorprese. Non è da escludere che possa esserci una anche outsider a giocarsi il campionato”.

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