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Calcio

Benevento indomabile sulle corsie difensive: Pierozzi di testa è una sentenza, Romano viaggia come una motrice. La remuntada ha il timbro degli esterni bassi

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l Benevento vola sulle ali di… difesa. La grande rimonta di domenica contro l’Atalanta porta le firme di Raffaele Romano ed Edoardo Pierozzi. Nella prima frazione i giallorossi hanno maledettamente sofferto sul lato sinistro del campo: da lì sono scaturite le reti del pari di Levak e del 3-1 di Misitano. Ceresoli, ex di turno, non era, come ammesso da Floro nel post partita, nella sua giornata migliore: il numero 20 è stato poco efficace in entrambe le fasi. L’allenatore ha quindi inserito, proprio al posto di Ceresoli ad inizio ripresa, Romano, piazzandolo quindi, pur essendo un destro, sulla corsia mancina. Una posizione non del tutto inedita per il numero 25 che, sia lo scorso anno a Cerignola che l’anno prima nelle giovanili del Frosinone, era stato impiegato come esterno sinistro, ma di centrocampo. La scelta di Floro Flores è stata vincente, visto l’impatto di Romano sulla partita.

L’ex Cerignola è stata una spina nel fianco per la difesa orobica, con accelerate e dribbling: ha messo lo zampino sul gol del 3-3 di Saio e il corner del gol vittoria è scaturito da un suo tentativo, parato da Vismara. Insomma, da quasi oggetto misterioso con Auteri, Romano è diventato una certezza con Floro Flores: nelle prime 13 partite infatti aveva giocato appena 5 spezzoni, 7 le presenze (2 da titolare) invece nelle successive 11 gare. “Lele”, come lo chiamano allenatore e compagni, è stato bravo ad aspettare la sua chance, sfruttandola al meglio, quando chiamato in causa con l’infortunio di Pierozzi.

Ad impressionare è la grande maturità in un ragazzo di appena vent’anni (ventuno li compirà il 21 aprile prossimo). L’impiego a sinistra ne ha dimostrato anche la duttilità: per le prossime gare quindi il classe ’05 si candida prepotentemente per un posto, entrando in concorrenza con Ceresoli e col nuovo acquisto Celia. Vederlo titolare, come terzino sinistro, venerdì contro il Picerno non è quindi da escludere. Ma Romano resterà validissima alternativa anche per la fascia opposta, dove il padrone indiscusso resta Edoardo Pierozzi. Ancor di più dopo la decisiva doppietta di Caravaggio.

L’ex Cesena è partito esterno di centrocampo, con Auteri, ed è passato a terzino, con Floro Flores, ma continua a segnare come un attaccante: è salito a quota 6 reti in stagione, alla pari del compagno Tumminello e di Mazzocchi del Cosenza (ha segnato di più di Inglese e Ferrari della Salernitana e di Jimenez del Catania). È nella sua miglior stagione realizzativa: lo scorso anno a Pescara si era infatti fermato a 4 gol. Continua la sfida a distanza col gemello Niccolò che, nel Palermo dell’ex allenatore giallorosso Pippo Inzaghi, ha segnato 4 reti. Pierozzi non è forse impeccabile in fase difensiva e come assist man (ne ha servito appena uno), ma è letteralmente letale in area di rigore grazie alla capacità di inserirsi con i tempi giusti: sarebbe potuto essere già in doppia cifra di reti (con l’Atalanta ha centrato anche un palo).

Il numero 77 è un autentico fattore sui calci piazzati, che negli ultimi due anni sono stati il tallone d’Achille del Benevento: delle sue 6 marcature, ben cinque sono arrivate su corner, punizioni o sugli sviluppi delle stesse. Ma non solo. Pur non essendo un gigante – è alto 182 centimetri – il calciatore toscano è letale sulle palle alte: 3 gol su 6 li ha infatti segnati di testa. Con i due segnati contro l’Atalanta, il Benevento è diventata la seconda squadra del girone per gol segnati di testa, 10, meglio di Salernitana a 8 e Catania a 5; in vetta a questa speciale classifica c’è il Trapani con 11 marcature aeree.

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