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Calcio

Floro e quel sostenibile imbarazzo della scelta: attacco stellare e media di 2,27 gol a partita. Delle 59 reti complessive 42 portano la firma delle punte

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“Non scherzo, quando dico che ho l’imbarazzo della scelta”. Sono i piacevoli problemi di Antonio Floro Flores, quelli che ogni allenatore vorrebbe avere. E da ex attaccante, sa quanto sia stimolante la concorrenza: lo dicono i numeri e le risposte che riceve. Dei 59 gol segnati dal Benevento, ben 41 sono arrivati dagli attaccanti: 10 per Manconi, 9 per Salvemini, 8 per Tumminello, 7 per Lamesta, 6 per Mignani e uno per Carfora (all’appello manca il solo Della Morte che è ancora a secco di marcature). A Trapani il trainer ha deciso di dare un turno di riposo a Ciccio Salvemini, come aveva anticipato prima del Picerno: “Salvemini non può giocare due partite di fila, a distanza di pochi giorni”. 

Dopo la serata no contro i lucani (una traversa, almeno due occasioni nitide sprecate e il rigore fallito), l’ex Cerignola ha osservato i compagni per tutti i 90’ al Provinciale. Una scelta che sarà il preludio al ritorno da titolare sabato in casa col Latina? Possibile, ma forse non probabile, perché, per dirla alla Floro Flores, “bisogna fare delle scelte e a volte penalizzi chi merita di giocare o di entrare”. Parole che riguardano da vicino Guglielmo Mignani. L’ex Pianese sta cogliendo come meglio non potrebbe le poche chance che l’allenatore gli sta concedendo. 
Martedì sera ha segnato una doppietta, in appena 18’ in campo: un segnale inequivocabile lanciato dopo due panchine consecutive contro Atalanta e Picerno. Il primo gol, segnato dopo pochissimi secondi dal suo ingresso in campo al posto di Tumminello, è dimostrazione emblematica di voglia e fame. Pur masticando amaro perché vorrebbe giocare titolare, Mignani si è calato benissimo nella parte e sembra quasi divertirsi a mettere in difficoltà Floro Flores, della serie: “meno mi fai giocare, io più segno”. Il numero 32 ha siglato 5 sei suoi 6 gol, entrando dalla panchina; ha giocato in totale 459’ (delle 15 presenze raccolte, appena 4 sono da titolare) e gonfia la rete con una media di un gol ogni 77’. “Ognuno di noi vorrebbe essere titolare. 

Io mi metto a disposizione del mister e del gruppo”, le parole proprio di Mignani dopo la manita in Sicilia. Insomma, il centravanti senese spera di avere una maglia dall’inizio col Latina (contro i nerazzurri, un girone fa, esordì in giallorosso): a Foggia, lo scorso 9 novembre, il suo unico gol, partendo nell’undici iniziale. Venerdì sera il posto di Salvemini lo ha preso invece Tumminello, tornato quindi agire di punta, dopo che nelle partite con Siracusa, Atalanta e Picerno Floro Flores lo aveva impiegato da trequartista, ruolo in cui giocava a Crotone, alle spalle di Gomez o Murano, lo scorso anno. È arrivata una doppietta speciale, nella sua Erice, tutta dedicata alla famiglia che era venuta a vederlo. “Tummi” è salito a quota 8 reti, agganciando i catanesi Forte e Lunetta nella classifica dei bomber. Dopodomani sarà, probabilmente, ancora titolare, ma arretrando di qualche metro, per piazzarsi dietro alla punta (a referto nella sua stagione pure 2 assist). 

Si è riscattato dopo la prova opaca col Picerno, Jacopo Manconi. Il classe ’94 è tornato al gol dopo tre gare di digiuno: la sua conclusione fortissima su punizione ha ricordato un altro gol, da fuori area, segnato lo scorso campionato a Crotone (in quel caso non fu però da fermo). L’attaccante di Vizzolo Predabissi è diventato ora, con 10 reti, il capocannoniere di squadra – superato Salvemini a 9 – e ha lanciato il guanto di sfida ai due attaccanti principi del girone, ovvero Chiricò del Casarano e Gomez del Crotone, entrambi a 12 reti. Manconi ha già superato sé stesso in giallorosso (lo scorso anno aveva chiuso a 9 reti in campionato) e mette nel mirino la sua miglior annata realizzativa: nel 2020/21 segnò ben 18 reti con la Casacca dell’Albinoleffe. Contro il Latina tornerà alle origini: esterno sinistro d’attacco, lì dove giocava prima dell’esplosione dello sfortunato Simonetti.

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