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Benevento, Paolo Di Canio incontra gli studenti: “Lo sport è vita, ma senza fair play non ha senso”
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Mattinata all’insegna dello sport e dei valori educativi all’IC Bosco Lucarelli di Benevento, dove l’ex calciatore Paolo Di Canio è intervenuto come testimonial del progetto nazionale Ready to Play, promosso dalla Federazione Italiana Pentathlon Moderno.
L’iniziativa punta a diffondere tra i più giovani non solo la conoscenza del pentathlon moderno, ma soprattutto i valori fondanti dello sport: disciplina, rispetto delle regole e fair play. Un obiettivo che si traduce in incontri diretti con gli studenti, chiamati a confrontarsi con figure di rilievo del mondo sportivo.
Di Canio, ex attaccante con una lunga carriera tra Italia ed Europa — dalla Lazio alla Juventus, dal Milan al Napoli, fino alle esperienze internazionali con Celtic e West Ham — oggi volto noto di Sky Sport, ha portato una testimonianza intensa e personale, capace di catturare l’attenzione dei ragazzi.
“Lo sport è vita”, ha spiegato, sottolineando come l’esperienza sportiva, sia individuale che di squadra, rappresenti un potente strumento di crescita: “Significa socialità, imparare ad aiutarsi, a diventare una squadra. Anche nei momenti di difficoltà o di conflitto si costruiscono rapporti che restano per tutta la vita”.
Il cuore del suo intervento è stato però il tema del fair play, inteso non solo come rispetto delle regole, ma come atteggiamento etico verso l’avversario. “Bisogna competere con determinazione, ma senza ingannare, senza prevaricare. Chi hai di fronte fa il tuo stesso sacrificio e merita rispetto”, ha detto rivolgendosi agli studenti.
L’ex calciatore ha poi ricordato un episodio emblematico della sua carriera in Inghilterra, quando rinunciò a un’azione offensiva per soccorrere un avversario gravemente infortunato. Un gesto diventato nel tempo simbolo di correttezza sportiva: “Per me fu naturale fermarmi. Ci sono momenti in cui la salute viene prima di tutto, prima del risultato”.
Un messaggio che, secondo Di Canio, deve essere trasmesso soprattutto ai più giovani: “I bambini sono terreno fertile. È a questa età che certi valori entrano davvero nella testa e possono accompagnarti per tutta la vita”.
Nel corso dell’incontro non sono mancati spunti di riflessione sul calcio contemporaneo. L’ex attaccante ha espresso preoccupazione per il livello attuale del movimento italiano, parlando di una fase “difficile” sia dal punto di vista tecnico che educativo: “Serve più severità nel giudizio, non per essere duri, ma per migliorare. Senza regole e senza rispetto non si cresce”.
Di Canio ha infine richiamato il ruolo centrale della scuola e dello sport come strumenti complementari nella formazione dei giovani: “Se riusciamo a unire educazione e attività sportiva, possiamo aiutare questi ragazzi ad affrontare meglio anche le sfide della vita”.
L’incontro di Benevento rappresenta solo la prima tappa di un percorso più ampio che, attraverso il progetto “Ready to Play”, mira a coinvolgere scuole di tutta Italia, promuovendo una cultura sportiva sana e consapevole. Un investimento sul futuro che parte dai banchi di scuola e guarda alla formazione di cittadini prima ancora che di atleti.





