Calcio
Strega, la sottile differenza tra chi ha già acquistato il biglietto e chi sta aspettando il risultato del Catania: quando la sfilata va di moda…
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C’è chi il biglietto lo ha già in tasca. E c’è chi, invece, tiene ancora il dito sospeso, pronto a cliccare – o a mettersi in fila – ma solo dopo aver dato un’occhiata al risultato del Catania. È una differenza sottile, quasi impercettibile, ma che racconta molto più di quanto sembri.
Perché Benevento-Cosenza non è una partita qualunque. È una di quelle giornate che possono cambiare il finale di una stagione. È la “giornata giallorossa”, quella in cui si paga tutti, senza sconti, senza scorciatoie: abbonati compresi, niente accrediti, niente omaggi. Una scelta chiara della società, quasi simbolica, per chiamare a raccolta un’intera città.
E la risposta, almeno in parte, c’è stata: circa 5mila tagliandi già staccati (4917 per l’esattezza, di cui 94 da Cosenza). Un buon numero, destinato a crescere, ma che lascia intravedere anche quell’attesa sospesa che aleggia nell’aria.
Già, perché tutto passa da Latina. Domani alle 14.30 il Catania scenderà in campo e, in un certo senso, giocherà anche per il Benevento. I conti sono semplici: i giallorossi hanno 11 punti di vantaggio a 5 giornate dalla fine. Se gli etnei non dovessero vincere, allora sì, basterebbe battere il Cosenza per brindare alla Serie B con largo anticipo. Altrimenti, la festa sarebbe solo rimandata.
Ed è qui che si insinua quella linea sottile. Da una parte c’è chi ha scelto di esserci comunque, senza condizioni, senza aspettare combinazioni o incastri. Chi ha fatto il biglietto “a scatola chiusa”, fidandosi della squadra, del percorso, di una stagione che ha già detto tanto e che merita di essere accompagnata fino in fondo.
Dall’altra c’è chi, più o meno legittimamente, aspetta. Magari per vivere la partita “giusta”, quella che potrebbe trasformarsi in festa, in passerella, in celebrazione. Nulla di sbagliato, sia chiaro. Ma è una questione di sfumature, di approccio, quasi di filosofia.
Perché il calcio è anche questo: appartenenza, presenza, condivisione. Non solo nel momento dell’apoteosi, ma anche in quello dell’attesa. E il Benevento, in questa stagione, ha fatto di tutto per meritarsi entrambe.
Domenica alle 12.30 il “Ciro Vigorito” sarà comunque pronto a spingere la squadra verso un altro passo decisivo. Con chi c’è già. E con chi arriverà all’ultimo momento, magari con un sorriso in più se da Latina dovessero arrivare buone notizie.
Alla fine, non è una questione di giusto o sbagliato.
È solo quella sottile differenza tra esserci già… e decidere di esserci dopo. E la fa la coscienza.





