Calcio
Il valore della continuità: il Benevento tra le poche squadre di B a ripartire dalla stessa guida tecnica della stagione precedente
Ascolta la lettura dell'articolo
La promozione conquistata con abbondante anticipo e la conseguente possibilità di pensare già al mercato, ma soprattutto la scelta di confermare Floro Flores, offrono al Benevento un vantaggio non indifferente ai nastri di partenza della Serie B 2026/27. La società giallorossa non ha mai avuto dubbio alcuno sul tenere al timone l’ex attaccante di Napoli e Udinese, tanto che si parlava di adeguamento – economico e di durata – del contratto già nel mese di febbraio; il rinnovo biennale (2028) è stato poi ufficializzato lo scorso 16 aprile.
Chiara identità tattica e capacità di gestire il gruppo, così Floro si è guadagnato la possibilità di misurarsi in cadetteria. Tenere lo stesso allenatore – e anche una buona parte di giocatori – permetterà al Benevento di proseguire sull’idea di calcio che la squadra già conosce a menadito; sarà anche più semplice far inserire i nuovi e farli adattare quanto prima alle richieste del tecnico. Tecnico che è in contatto continuo e costante col presidente Vigorito e coi direttori Carli e Padella per individuare gli innesti mirati per esprimere in campo il suo calcio (4-2-3-1 o 4-3-3 il modulo). Insomma, nessuna rivoluzione tecnica, ma continuità. Per la decima volta nella sua gestione Oreste Vigorito ha scelto di confermare in panchina l’allenatore che ha concluso il precedente torneo: era già successo nel 2007 con Simonelli, nel 2012 con Imbriani, nel 2013 con Carboni, nel 2014 con Brini, nel 2017 con Baroni, nel 2020 con Inzaghi, nel 2022 con Caserta e nel 2024 e nel 2025 con Auteri.
Una scelta, quella di non cambiare trainer, che poche altre società hanno finora fatto in Serie B: il Benevento è infatti tra le pochissime squadre che ripartirà dallo stesso allenatore della passata stagione. Altre sei società non cambieranno guida tecnica. Come la Strega, anche le altre tre neopromosse: ad Arezzo resta l’ex beneventano Bucchi, a Vicenza Gallo ha rinnovato per altri due anni e ad Ascoli Tomei ha prolungato fino al 2029. Dopo l’eliminazione in semifinale playoff contro il Catanzaro, il Palermo ritenterà l’assalto alla Serie A con l’ex giallorosso Pippo Inzaghi alla guida. Ripartenza con lo stesso allenatore per due squadre che hanno centrato la salvezza: a Mantova si va avanti con Modesto e a Chiavari (Virtus Entella) con Chiappella.
A Cremona potrebbe restare Giampaolo, nonostante la retrocessione; l’Avellino ha scelto di sostituire il partente Ballardini con Nesta, già ufficializzato. In undici dovrebbero cambiare allenatore. A Carrara ha salutato Calabro e dovrebbe arrivare Cioffi. A Pisa è atteso – al posto di Hiljemark – Bianco, che lascerà il Monza dopo la promozione, a Padova dovrebbe andare Calabro in sostituzione di Breda. A Modena il sostituto di Sottil sarà Galloppa, ex Primavera della Fiorentina. Il Sudtirol pare intenzionato a salutare Castori, che ha centrato la salvezza ai playout, e puntare su uno tra Gorgone, retrocesso in C col Pescara, e l’ex giallorosso Andreoletti.
Aquilani ha già rescisso col Catanzaro, allenerà il Sassuolo: vuota, dunque, la panchina dei calabresi, sconfitti in finale playoff dal Monza. Tre le idee: Pagliuca, Mignani (papà di Guglielmo, punta del Benevento) e Possanzini. Quest’ultimo e Pagliuca piacciono anche al Cesena, che saluterà Cole. La Sampdoria non terrà Lombardo e pensa proprio a Possanzini e Velazquez, trainer spagnolo ex Udinese. Come Aquilani, anche Abate è destinato alla Serie A, visto che allenerà il Torino; primo nome per la panchina della Juve Stabia è Viali. Il Verona mira a risalire subito: piacciono Gilardino e l’ex sannita Baroni. Tutto fermo ad Empoli, dove ci sarà l’addio di Caserta destinato al Catania. Poker di nomi per sostituirlo: Breda, Turati, Coppitelli e De Giorgio.





