Calcio
Strega, mercato ancora in fase embrionale. Per i colpi veri e propri bisogna attendere, ci saranno altri 6/7 innesti. Ma occhio alla lista…
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“Il mercato del Benevento è partito, ma siamo ancora in una fase embrionale. Il club giallorosso è ancora un cantiere pienamente aperto, con tante operazioni da impostare e diverse scelte strategiche da compiere. Le prime mosse sono arrivate, ma rappresentano soltanto una base su cui costruire una squadra che, inevitabilmente, dovrà essere in parte ritoccata rispetto alla scorsa stagione”. Lo riporta Il Mattino.
“Le operazioni che portano a Ceresoli e Caldirola – si legge ancora – possono essere considerate in via di definizione, ma non bastano a dare una fisionomia completa alla rosa. Il Benevento, infatti, metterà a segno almeno altri 6/7colpi, che potrebbero diventare addirittura 8 nel caso in cui si decidesse di intervenire anche tra i pali con un profilo in grado di contendere il posto a Vannucchi. Numeri che rendono bene l’idea di quanto lavoro ci sia ancora da fare e di come il mercato sannita sia, di fatto, solo all’inizio”.
“L’intervento – spiega il quotidiano – sarà trasversale e riguarderà tutti i reparti. In difesa arriverà un altro centrale, perché al di là dell’eventuale rinnovo di Caldirola serve comunque completare un pacchetto che, allo stato attuale, è rimasto sostanzialmente identico a quello della scorsa stagione. Sulla corsia mancina, invece, bisogna prendere una decisione su Ricci ed eventualmente pensare ad un altro acquisto che possa competere con Ceresoli, creando quella sana alternanza che spesso diventa decisiva nel corso di un campionato lungo e logorante”.
“A centrocampo – prosegue l’articolo – si cerca un forte giocatore di categoria, uno di quelli pronti subito, capaci di incidere senza bisogno di lunghi tempi di adattamento. È una scelta che va nella direzione di aumentare il tasso di esperienza della squadra, inserendo profili abituati a determinati contesti e pressioni. Lo stesso discorso vale per la trequarti, dove l’idea è quella di affiancare un elemento a Tumminello, così da non concentrare tutta la responsabilità della rifinitura su un solo giocatore. Davanti, poi, il restyling sarà ancora più evidente”.
“Il Benevento è alla ricerca di due esterni offensivi mancini, elementi che possano dare imprevedibilità, qualità nell’uno contro uno e nuove soluzioni negli ultimi trenta metri. A questi si aggiungerà un centravanti, un riferimento offensivo vero che possa garantire peso in area di rigore e finalizzazione. Un tassello fondamentale, forse il più delicato e costoso, perché oggi i centravanti da doppia cifra in cadetteria sono pochissimi. E poi c’è la questione portiere, tutt’altro che secondaria. Se il club deciderà di inserire un nuovo estremo difensore, questo dovrà avere caratteristiche ben precise, non solo tecniche ma anche anagrafiche”.
“Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli aspetti più complessi di questo mercato: la gestione della lista. Il Benevento, infatti, dovrà fare i conti con i vincoli imposti dal regolamento sugli over, elemento che inciderà in maniera determinante sulle scelte. Non tutti i rinforzi potranno essere giocatori esperti: una parte degli innesti dovrà necessariamente rientrare nella categoria degli under, ovvero calciatori nati dopo il 1 gennaio 2003. Una condizione obbligata, più che una scelta, che impone una pianificazione attenta e, per certi versi, anche creativa. Il motivo è legato alla composizione attuale della rosa. Schimmenti e Siatounis, entrambi classe 2002, occupano già slot nella lista over, riducendo ulteriormente lo spazio disponibile”.
“Questo significa che ogni operazione dovrà essere ponderata non solo in base al valore del giocatore, ma anche alla sua collocazione all’interno delle liste. Il caso del portiere è emblematico: un eventuale nuovo arrivo, se over, rischierebbe di creare un problema gestionale non indifferente, costringendo Floro a lasciarne uno in tribuna. Si potrebbe andare su un under, oppure decidere di tenere Esposito, che non ha mai giocato in C, (figuriamoci in B) col concreto rischio di fargli trascorrere un altro anno da spettatore rallentandone la crescita”.





