Calcio
Nel panorama dei tecnici emergenti spicca il talento di Afredo Santamaria, campione regionale under 19 con il We Benevento United
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Nel panorama calcistico giovanile sannita, la stagione 2025/2026 del campionato Juniores Under 19 regionale Girone B Campania ha avuto tra i suoi protagonisti più interessanti il lavoro portato avanti da Alfredo Santamaria, giovane tecnico all’avanguardia che ha guidato il We Benevento United a una vittoria tanto meritata quanto significativa. Un percorso costruito con idee, coraggio e una chiara identità, culminato con la conquista del titolo dopo un campionato di alto livello, chiuso con una sola sconfitta e con l’imbattibilità esterna, dato che testimonia solidità, organizzazione e maturità tattica.
Figlio d’arte, sulle orme del padre Nicola, storica figura del calcio dilettantistico beneventano, Santamaria sta costruendo passo dopo passo una propria credibilità, senza scorciatoie, ma attraverso studio, sacrificio e un percorso formativo completo. Negli anni ha scelto di confrontarsi con tutte le categorie, dall’attività di base al settore giovanile, mettendosi costantemente alla prova con età e contesti diversi, adattando metodi di lavoro e sviluppando una visione ampia e moderna del calcio.
La stagione appena conclusa ha rappresentato una sintesi perfetta di questo percorso. Il We Benevento United si è trovato fin da subito ad affrontare avversarie di grande valore come Arienzo, Real Academy Maddaloni, San Giorgio del Sannio e Apice, in un girone competitivo e ricco di insidie. L’inizio non è stato semplice, con una sconfitta casalinga proprio contro l’Arienzo alla prima giornata, ma già in quella partita si è intravista la capacità dell’allenatore di leggere i momenti: cambi mirati sugli esterni hanno ribaltato completamente l’inerzia, trasformando uno 0-1 in un convincente 3-1.
È stata una stagione fatta di resilienza e crescita continua, anche nei momenti più complessi, influenzati in parte dalle dinamiche della prima squadra. Il gruppo ha saputo reagire, mostrando carattere nelle gare più combattute: dalla vittoria sofferta contro Amorosi, arrivata grazie a una giocata decisiva, allo 0-0 tatticamente impeccabile sul campo dell’Apice, fino alla spettacolare rimonta sul campo del San Giorgio del Sannio, conclusa con un 2-3 dopo continui ribaltamenti di fronte. Emblematica anche la vittoria a Maddaloni, ottenuta in condizioni di emergenza dopo un primo tempo chiuso in svantaggio, grazie a cambi profondi e coraggiosi che hanno cambiato volto alla gara. E ancora il successo contro il Cervinara, crocevia fondamentale che ha acceso la consapevolezza di poter ambire a qualcosa di importante.
Alla base di questo percorso c’è stata la gestione di un gruppo proveniente in larga parte dall’esperienza della Grippo Benevento: una squadra che si conosceva, ma che presentava criticità sotto vari aspetti, affrontate e risolte con il lavoro quotidiano dello staff. Tra i protagonisti più rappresentativi spiccano nomi come Nicolas Varrella, Pasquale Zampetti e Antonio Orlacchio, con questi ultimi cresciuti non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano, oltre al contributo di elementi come Nicola Petrone, Cristian Ianaro e Francesco Cocchiarella.
Una delle scelte più determinanti è stata quella di puntare su una rosa molto giovane, composta prevalentemente da ragazzi del 2008 e alcuni 2007, anticipando i tempi del loro percorso. Un rischio calcolato, trasformato in valore: molti di questi calciatori sono già stati integrati in prime squadre, segno di un lavoro orientato alla crescita reale e non solo al risultato. L’Under 19, interpretata come fase conclusiva del percorso giovanile e ponte verso il calcio dei grandi, è stata affrontata con una metodologia molto vicina a quella senior, sviluppando nei ragazzi un pensiero tattico flessibile e adattabile a diverse idee di gioco.
Decisiva anche la componente umana: la scelta di restare a Benevento, nel rione Libertà, con il We Benevento United, rinunciando ad altre opportunità, si è rivelata vincente. Un legame forte con l’ambiente e con i protagonisti, che ha permesso di creare un gruppo unito anche fuori dal campo, elemento spesso decisivo nei successi sportivi.
Insieme al lavoro sul campo, Santamaria continua a investire sulla propria crescita professionale, collaborando da anni con Academy professionistiche come il Milan, partecipando ad attività di camp estivi anche internazionali. Un percorso che si arricchisce ulteriormente con esperienze come quella imminente a Campo di Giove con il Pescara, dove sarà impegnato in attività legate alla video analisi, ampliando le proprie competenze anche in ambiti come comunicazione e marketing sportivo.
La vittoria del campionato rappresenta il primo titolo FIGC della sua carriera, ma soprattutto l’inizio di un percorso che appare promettente. In un contesto spesso segnato da individualismi e rivalità, emerge anche la volontà di costruire relazioni sane con altri tecnici, creando una rete di confronto e crescita reciproca, con l’obiettivo comune di migliorare il movimento calcistico.
Il profilo che ne viene fuori è quello di un allenatore giovane ma già strutturato, capace di coniugare competenze tecniche, sensibilità nella gestione del gruppo e una visione moderna del calcio. Un’identità chiara, costruita con pazienza e coerenza, che lo colloca di diritto tra i tecnici emergenti più interessanti del panorama sannita, pronto per nuove sfide nella stagione che sta per iniziare. Ci sono già diverse squadre sulle sue tracce, a breve conosceremo anche la sua prossima collocazione.





