Calcio
Stadio Vigorito, file e caos al prefiltraggio per Benevento-Modena: la denuncia di un tifoso
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Una serata che avrebbe dovuto essere all’insegna dello sport e della festa si è trasformata, per una famiglia di tifosi del Benevento, in un’esperienza segnata da disagi e preoccupazioni per le condizioni di sicurezza all’esterno dello stadio Ciro Vigorito, in occasione della gara Benevento-Modena, valida per la prima giornata del campionato di Serie B. A denunciare quanto accaduto è Gabriele De Toma, che ha formalmente segnalato l’episodio alla società Benevento Calcio, chiedendo che la comunicazione venga acquisita agli atti, e ha interessato della vicenda, per conoscenza, anche la Questura di Benevento.
De Toma racconta di aver acquistato regolarmente i biglietti per assistere alla partita insieme ai suoi due figli. Una serata per lui particolarmente significativa anche perché coincideva con il giorno del suo compleanno. La famiglia è arrivata allo stadio intorno alle 20.20, con largo anticipo rispetto all’inizio dell’incontro.
All’arrivo, però, la situazione descritta sarebbe stata ben diversa da quella auspicata: una lunga fila, il prefiltraggio sostanzialmente bloccato e i cancelli di accesso chiusi. Con il passare dei minuti, secondo la segnalazione, si sarebbe verificato un progressivo accumulo di persone in uno spazio ritenuto insufficiente a garantire adeguate condizioni di sicurezza e vivibilità.
L’accesso effettivo all’impianto sarebbe avvenuto soltanto alle 21.35, dopo oltre un’ora di attesa. Nel frattempo, De Toma riferisce di essere rimasto, insieme ai figli, all’interno di una folla particolarmente compressa, con le persone ammassate contro i cancelli e le transenne e con scarsa possibilità di movimento.
Una situazione che, secondo il tifoso, sarebbe risultata ancora più preoccupante per la presenza di numerosi bambini e famiglie. Nella sua segnalazione viene inoltre riferito che anche alcuni operatori delle Forze dell’Ordine presenti ai varchi avrebbero manifestato preoccupazione per le condizioni di affollamento e per la pressione esercitata dalla folla sui cancelli.
Da qui la domanda centrale posta dal cittadino: quale livello di sicurezza si intende garantire chiudendo i cancelli e lasciando per oltre un’ora centinaia di persone ammassate all’esterno, in uno spazio ristretto e senza un adeguato deflusso?
La questione, sottolinea De Toma, non riguarderebbe soltanto il ritardo nell’ingresso allo stadio, ma soprattutto la gestione dei flussi di spettatori e, più in generale, le modalità con cui vengono organizzati prefiltraggi, varchi e procedure per prevenire situazioni di sovraffollamento.
«Non si tratta semplicemente di lamentare un ritardo nell’ingresso allo stadio o di un disagio personale», viene evidenziato nella segnalazione, «ma di sollevare una questione che riguarda espressamente la sicurezza degli spettatori e l’efficacia dell’organizzazione del servizio di accesso all’impianto».
Particolarmente significativo anche il riferimento alla vicenda personale: il tifoso racconta di aver trascorso il proprio compleanno in piedi per oltre un’ora, in mezzo alla folla e con i figli stretti contro le transenne, nella preoccupazione che un improvviso movimento della massa potesse trasformare una situazione già difficile in un problema ben più grave.
La richiesta rivolta alla società e, per conoscenza, alla Questura è quindi quella di fare chiarezza sulle cause che hanno determinato la chiusura dei cancelli e il blocco del prefiltraggio, sulle misure organizzative predisposte per la gestione dei flussi e sulla prevenzione di eventuali situazioni di sovraffollamento.
De Toma chiede inoltre di sapere se sia stata redatta una relazione sull’accaduto, se siano state rilevate criticità dagli addetti alla sicurezza o dalle Forze dell’Ordine presenti e se le procedure adottate siano risultate conformi agli standard di sicurezza previsti per l’impianto.
Infine, il cittadino sollecita un riscontro formale e chiede di conoscere quali eventuali misure saranno adottate per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Nella sua comunicazione, De Toma precisa di non voler contestare l’operato delle Forze dell’Ordine presenti, che si sarebbero trovate a gestire una situazione oggettivamente complessa, ma di voler porre l’attenzione su quella che considera una criticità di carattere organizzativo.
L’obiettivo, conclude, è fare in modo che episodi simili vengano analizzati e affrontati preventivamente, affinché una situazione di semplice attesa non possa trasformarsi, in presenza di un improvviso movimento della folla, in un concreto problema di sicurezza per gli spettatori.
La richiesta, dunque, è di un «sollecito e puntuale riscontro» da parte dei soggetti interessati, con particolare attenzione alla gestione degli accessi e alla sicurezza di tifosi e famiglie.





