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Calcio

Marco Baroni torna al ‘Vigorito’: il tecnico artefice della prima serie A di nuovo davanti al suo passato, stavolta alla guida del Verona

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Quattro anni dopo Marco Baroni sfiderà ancora il suo passato e lo farà in quella che è stata, per un anno e tre mesi, casa sua. Stasera il trainer toscano calpesterà di nuovo il manto erboso del Vigorito: in estate ha accettato la proposta del Verona (a febbraio era stato esonerato dal Torino), che è tornato ad allenare a distanza di due anni. Cinque anni fa l’ultimo precedente nell’impianto sannita: Benevento-Lecce finì senza gol, Baroni allenava i salentini. Due anni prima aveva invece perso 2-0 (gol di Coda e Improta) contro la Strega di Inzaghi: era alla guida della Cremonese. Il nome del tecnico fiorentino è negli annali del club giallorosso: con lui al timone il Benevento ha centrato la prima storica promozione in massima serie nel 2017, arrivata subito dopo quella in B del 2016. “Una tifoseria che è un popolo, un presidente appassionato come pochi, un luogo ricco di bellezza.

Una promozione piena di valore che rende merito a una città che rimane addosso a tutti quelli, come me, che l’hanno potuta conoscere e vivere”, il messaggio che l’allenatore aveva affidato alle colonne de Il Mattino, appena dopo la matematica promozione in B del Benevento, vincendo il derby con la Salernitana il 6 aprile scorso. Nell’estate di dieci anni fa Baroni fu scelto dal patron Vigorito come successore di Auteri, che aveva portato per la prima volta in cadetteria la Strega. L’anno prima l’allenatore aveva guidato il Novara, arrivando fino alle semifinali playoff, dove fu eliminato dal Pescara, poi promosso in A. Quello in giallorosso fu il primo campionato vinto in carriera da Baroni. Il suo Benevento partì fortissimo, con 7 risultati utili di fila (4 vittorie e un pareggio), poi ad ottobre una minicrisi con 3 ko in quattro partite. I giallorossi si rimisero in carreggiata, con 5 vittorie e 3 pareggi tra fine ottobre e metà dicembre. A marzo ed aprile la squadra ebbe un’altra crisi di risultati, con Baroni che finì sulla graticola dopo il ko di Cesena, a cui però seguì la vittoria nel derby interno con l’Avellino che fu il preludio ad un finale di stagione super. La vittoria contro il Frosinone permise la disputa di quei playoff in cui il Benevento fu assoluto e inaspettato protagonista: vittoria in gara secca con lo Spezia, Perugia eliminato in semifinale (vittoria al Vigorito e pari al Curi) e apoteosi col Carpi (pari al Cabassi all’andata e vittoria firmata Puscas in casa).

Vigorito confermò Baroni anche in Serie A, rinnovandogli di due anni il contratto. Dopo nove giornate senza vittorie, all’indomani del ko interno con la Fiorentina, ad ottobre 2017, l’allenatore – alla guida di una squadra probabilmente non ben allestita per competere in massima serie – fu esonerato (al suo posto De Zerbi). Per Baroni Benevento è stata trampolino di lancio: in Serie B Cremona, Reggio Calabria e Lecce (altro campionato vinto), ma soprattutto in Serie A, Frosinone, Lecce, Verona (due salvezze di fila con salentini e gialloblù), Lazio, disputando l’Europa League, e Torino. Domani il Verona si presenterà al Vigorito forse della manita rifilata domenica scorsa all’Arezzo: “È una vittoria (la prima dopo il ko con l’Ascoli e il pari di Padova, ndr) di cui avevamo bisogno. Dobbiamo un po’ scioglierci, aspetto la sosta per risolvere alcune difficoltà – le parole di Baroni dopo la vittoria -. Tutti devono sentirsi importanti e coinvolti e dare il loro contributo”. Tra le fila gialloblu ci sarà Iannoni, che il Benevento ha avuto in pugno nelle ultime ore di mercato: domenica scorsa l’ex Sassuolo ha servito un assist e segnato una rete. Occhio anche al diciottenne Cerbone, autore di una doppietta: lo scorso anno ha sfidato i giallorossi nel girone C, con la casacca del Casarano.

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