Calcio
Andrea Camplone colpito da arresto cardiaco mentre giocava a padel: apprensione per l’ex tecnico del Benevento
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Grande apprensione per le condizioni di salute di Andrea Camplone, ex allenatore del Benevento, colpito da un arresto cardiaco mentre stava giocando a padel. Il malore si è verificato nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18.30, in un circolo di Montesilvano, dove il sessantenne tecnico pescarese si trovava per disputare una partita. Camplone si è improvvisamente accasciato a terra, perdendo conoscenza.
Sul posto è scattato immediatamente l’allarme e sono intervenuti i soccorsi: secondo le prime ricostruzioni, decisivo è stato anche il tempestivo intervento di un medico presente nell’impianto. L’ex tecnico giallorosso è stato quindi trasportato in codice rosso all’ospedale di Pescara, dove è ricoverato in Rianimazione.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo del calcio, suscitando preoccupazione e messaggi di vicinanza da parte delle tante piazze nelle quali Camplone ha lasciato il segno, prima da calciatore e poi da allenatore. Tra queste c’è anche Benevento, città nella quale il tecnico abruzzese ha vissuto una parentesi breve ma inserita in una fase importante della storia moderna del club.
Camplone arrivò infatti nel Sannio nel dicembre del 2009, quando il Benevento era ancora agli albori della gestione dei fratelli Oreste e Ciro Vigorito, una società che stava costruendo, stagione dopo stagione, quel percorso che avrebbe poi portato la Strega dalla Prima Divisione fino alla storica conquista della Serie A. Fu chiamato per sostituire Leonardo Acori, esonerato dopo la sconfitta esterna contro l’Alessandria. Il 9 dicembre 2009 venne ufficializzata la scelta e il giorno successivo Camplone fu presentato al Santa Colomba, prendendo in mano una squadra ambiziosa e chiamata a rilanciarsi nel campionato di Prima Divisione.
Erano anni nei quali il Benevento inseguiva con insistenza il sogno della Serie B, prima ancora dell’epopea che avrebbe condotto alla doppia promozione e alla massima serie. Camplone rappresentò dunque uno dei primi tecnici scelti dalla proprietà Vigorito in quella lunga fase di costruzione. Il suo avvicendamento in panchina si inserì in una stagione particolarmente tormentata, con i giallorossi impegnati nella corsa ai playoff e alla ricerca della continuità necessaria per centrare l’obiettivo.
Il tecnico pescarese rimase alla guida della Strega fino all’11 aprile 2010. Dopo il pareggio esterno contro il Figline, la società decise di richiamare Acori per affrontare il finale di stagione e tentare l’assalto ai playoff. La parentesi di Camplone a Benevento si chiuse quindi dopo pochi mesi, ma il suo nome resta legato a uno dei capitoli iniziali dell’era Vigorito, in un periodo in cui il club stava ponendo le basi per la crescita che avrebbe caratterizzato gli anni successivi.
Camplone aveva fatto parlare di sé anche per la sua idea di calcio. Al momento della presentazione in giallorosso dichiarò di amare un calcio «offensivo e spumeggiante», mostrando subito la volontà di dare alla squadra un’identità propositiva.
Dopo Benevento, la carriera di Camplone lo ha portato su altre panchine importanti. Il tecnico ha allenato, tra le altre, Virtus Lanciano, Perugia, Bari, Cesena e Catania, costruendo un percorso significativo soprattutto nel calcio professionistico e legandosi in maniera particolare anche alla piazza perugina.
In queste ore, però, il calcio mette da parte risultati, classifiche e rivalità. Da Benevento e dal mondo giallorosso non può che arrivare un pensiero di vicinanza per un allenatore che, pur avendo trascorso soltanto pochi mesi nel Sannio, ha fatto parte di una fase importante della storia del club. L’augurio è naturalmente quello di ricevere al più presto notizie rassicuranti sulle sue condizioni e di poter presto rivedere Andrea Camplone fuori da quell’ospedale, dopo il grande spavento delle ultime ore.





